In provincia di Varese si festeggia il compleanno di Hitler

hitlerNel giorno della nascita di Adolf Hitler si ritrovano in un capannone, per celebrare l’evento, inizialmente annunciato in una location differente. Succede nella periferia di Varese.

Episodi del genere, nel Varesotto, non sono una novità. Pochi giorni fa, infatti, si è svolta la seconda udienza del processo che vede coinvolte alcune persone che – precursori! – già nel 2007 si ritrovarono in una birreria di Buguggiate, per lo stesso motivo, intonando cori contro gli ebrei e contro Anna Frank. Tra questi, il consigliere comunale di Busto Arsizio Francesco Lattuada.

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Radio Padania 2.0

fotoUn venerdì sera qualsiasi, cerchiamo la stazione di Radio Padania. Dopo aver ascoltato lamentele per il cattivo funzionamento dell’ASL di Como, dopo aver ascoltato elogi per l’ottimo funzionamento di un ospedale in provincia di Milano, dopo averci ricordato gli appuntamenti elettorali di Maroni in questi giorni, il conduttore lancia il singolo composto appositamente per dare forza al candidato alla guida della Padania, che ora conosciamo anche con il nome di «Macroregione».

A segnare la discontinuità con la precedente gestione della Lega, la brutta e cattiva «Lega 1.0», c’è il verso (al minuto 2:00):

Una donna in burqa nero

fa saltare il grattacielo

Che, in caso di necessità, si può adattare a coro da stadio.

Moderati come sempre.

Non siamo all’asilo. O forse sì.

 
Ieri la Polizia ha trovato tre giovani militanti leghisti intenti a scrivere su un muro del centro cittadino “MONTI BUFFONE”. Per questo sono stati denunciati per vilipendio delle istituzioni costituzionali e imbrattamento.

Questo tipo di episodi non è nuovo. Purtroppo. Da sempre la Lega Nord fa dell’affissione abusiva, dell’imbrattamento e del sistematico danneggiamento della “cosa pubblica” non solo un metodo di propaganda ma anche un motivo di vanto.

Da sempre sono convinto che questo sia un segno di inciviltà – non mi viene altra parola. Ne avevo parlato anche in campagna elettorale dove la guerra dei manifesti arriva a livelli intollerabili.

Si tratta di un’inciviltà che rovina le città e abbassa la politica a espressione di anticultura. Peraltro, è bene precisare che il Governo Berlusconi ha provveduto a sanare le multe per affissione abusiva.

Non ci si ferma, però, ad un episodio isolato di tre militanti esagerati. Si arriva addirittura all’elogio con una levata di scudi dei leghisti.

Scrive Marco Pinti, Segretario cittadino leghista:

“Un accusa così sproporzionata, questa si davvero buffonesca, tradisce il nervosismo di un sistema Italia in profonda crisi. Se una scritta sul muro spaventa il Potere costituito, allora vuol dire che la Lega all’opposizione sta seguendo la strada giusta. Hanno paura di noi e fanno bene perchè presto riusciremo a mandare a casa questo governo.  Essere perseguitati per aver detto la verità deve essere solo motivo di orgoglio, sul foglio si scrive denuncia, ma si legge medaglia.”

Ci sarebbe da ridere, se non fossero le parole del segretario di un partito importante e che – a Varese – esprime il Sindaco e gran parte della Giunta.

Se fossimo all’asilo, la maestra prenderebbe gli autori della scritta per le orecchie e chiederebbe: “Ma se lo facessero a casa tua?”

Una domanda che a questo punto andrebbe rivolta a Pinti.

Ipotizzo la risposta: “Voi avete paura di noi, ecco perchè ci punite. Ci perseguitate perchè sapete che presto chiuderemo quest’asilo e manderemo a casa le maestre”. Accidenti.

Andrea Civati – anche – per Onthenord.

Siete i più forcaioli di tutti

“Anche se io spero che questo momento non debba mai venire, questo problema potrebbe diventare talmente enorme che dovremo porci il problema di usare anche le armi”. Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia e attuale Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, 12 aprile 2011, parlando delle prospettive dell’ondata migratoria generata dalla primavera araba.

“Ma scusate, in Libia non si stanno usando le armi? No, allora, le armi o si possono usare o non si possono usare. Bisogna vedere se si usano bene o si usano male. Noi siamo invasi, c’è gente che viene in Italia senza permesso, violando tutte le regole, beh, a questo punto bisogna usare tutti i mezzi per respingerli. Eventualmente anche le armi”. Francesco Speroni, europarlamentare, 13 aprile 2011.

“Ci riescono in Spagna, Grecia e Croazia. Dovremmo riuscirci anche noi, ma usando il mitra”. Daniele Stival, assessore della Regione Veneto, 24 febbraio 2011.

Siamo ripetitivi, già. Le dichiarazioni qui sopra le ho copiate e incollate da un post che ho scritto solo qualche giorno fa. Il motivo? L’argomento con cui Umberto Bossi ha motivato il voto della Lega che ha salvato Cosentino: “La storia della Lega non è mai stata forcaiola”. A smentirlo c’è la famosa foto di Luca Leoni Orsenigo, che il 16 marzo 1993 sventolò il cappio alla Camera, alludendo alle forche per i politici corrotti:

Ma ci sono, soprattutto, le forche con le quali gli attuali esponenti della Lega Nord vorrebbero accogliere gli immigrati, perché non gli passa neppure per la testa che potrebbero avere diritto a qualche forma di tutela giuridica, no, sono clandestini a prescindere, e bisognerebbe sparargli mentre sono in mare.

Forti con i deboli e deboli con i forti, alla faccia del celodurismo.

Immigrazione: finalmente un caso positivo

La Giunta Comunale di Varese ha approvato in questi giorni un progetto che prevede un periodo di tirocinio lavorativo e interventi di mediazione linguistica e culturale per i 43 profughi presenti a Varese, arrivati dalla Libia quest’estate.

Una vicenda di cui mi sono occupato sin da luglio.
Per la verità la mia proposta era stata accolta con un certo scetticismo (per non dire, derisione) dal Sindaco Fontana. Il quale aveva sostenuto:

“Sarebbe una cosa ottima, ma Civati non è nato prima degli altri: non lo facciamo perchè la legge non lo permette. Ci abbiamo già pensato come Anci Lombardia e abbiamo chiesto al Ministro Roberto Maroni di modificare la legge. Se ci sarà una condivisione e la normativa cambierà potremo farlo, ma solo in quel momento e a condizione che i sindacati siano d’accordo, perchp non dimentichiamo che qualcuno potrebbe vederci uno sfruttamento di manodopera”.

Ma questo fa parte di una piccola soddisfazione personale e politica.

Ciò che più conta è che finalmente sia stata data una risposta seria, precisa e concreta. E in questo un ringraziamento deve andare all’Assessore Angelini che ha preso questa iniziativa.

Presto, quindi, i 43 giovani ospitati all’Hotel Plaza potranno – così come loro stessi avevano chiesto a più riprese attraverso le associazioni che da tempo si occupano di loro – svolgere delle piccole attività di lavoro a favore della comunità cittadina.

 

Questo caso è importante per varie ragioni. Anzitutto perchè si tratta di un segno di disponibilità a lavorare da parte di persone arrivate in Italia: a dimostrazione che è sempre sbagliato demonizzare aprioristicamente l'”immigrato”. Inoltre, questa è la dimostrazione che l’immigrazione, se vista al di fuori dalle barriere ideologiche di questi anni, è un problema dove si possono raggiungere risultati sociali e di buona amministrazione.

Le clementine e la semischiavitù

Come promesso, torniamo sul caporalato e sullo sfruttamento degli immigrati. Il sito Redattore Sociale ha di recente pubblicato un’inchiesta riguardante queste forme di semischiavitù alle quali sono ridotti alcuni immigrati. Parliamo della Calabria e della raccolta delle clementine: non siamo molto on the Nord, ma la tematica è tra quelle più gettonate, a queste latitudini.

Sulla fascia ionica cosentina si concentra il 60% della produzione nazionale; la raccolta si concentra tra l’autunno e gennaio:

Servono tanti braccianti e lo sfruttamento della manodopera è intensivo. Reclutamento all’alba per le strade del paese, nella frazione marina di Schiavonea, caporalato e paghe di due tipi: 20-25 euro alla giornata oppure 1 euro, 1,20 euro a cassetta. È questo l’identikit del lavoro agricolo a Corigliano Calabro. In compenso ai migranti prendere in affitto un posto letto in una casa costa 120- 150 euro a cranio al mese. Per gli italiani l’affitto di un intero appartamento non supera i 300 euro in quella zona. Invece gli stranieri pagano una casa complessivamente dai 400-500 euro fino ai 1000 euro al mese, dividendo la somma in tante persone e quindi vivendo in condizioni di sovraffollamento, quando va bene.

E non è finita qui. C’è di peggio:

Si stima che siano 12mila gli stranieri che lavorano nella Piana, la metà in modo pseudo-regolare: figurano nelle liste dell’Inps anche se sono truffati dai datori di lavoro che fanno comparire un numero basso di giornate rispetto a quelle effettivamente lavorate. Un’altra metà sono invisibili.

Questi invisibili hanno una funzione ben precisa:

Dalle liste ufficiali di lavoratori, Caravetta [dell’associazione “Torre del Cupo”, n.d.a.] ha considerato che un 30-40% sono falsi braccianti, italiani che stanno a casa e prendono i contributi, mentre il lavoro nei campi è fatto dagli stranieri. Una truffa documentata dallo scandalo Inps del 2009, quando una funzionaria ‘eroica’, Maria Giovanna Cassiano, denunciò alla procura che intere famiglie si dichiaravano braccianti agricoli senza esserlo. Dalla sottrazione fra quanti braccianti servono e quanti risultano lavorare effettivamente, Caravetta ha elaborato il dato di 12mila.

E’ talmente bravo, Bobo Maroni

Ma talmente bravo che, quasi quasi, potremmo chiedergli ancora di fare un passo avanti, verso la Presidenza del Consiglio, come ha fatto diverse volte Enrico Letta, nell’anno appena concluso.

Riguardo alla maxistangata che colpirà gli immigrati, Maroni ha dapprima rivendicato la paternità dell’atto, con un certo orgoglio:

Poi ha cercato di aizzare i propri fan su Facebook, parlando di immigrazione irregolare, di campi nomadi e di respingimenti in mare, quando invece l’oggetto del provvedimento è il rilascio o il rinnovo del permesso del soggiorno. Parliamo, quindi, di immigrati che si trovano già in Italia, regolari. Ma, tolte le vesti del ministro (quello bravo), è più conveniente solleticare gli istinti razzisti e xenofobi che farsi passare per statista:

Poi, nel momento in cui il Governo ha prospettato un ripensamento della normativa voluta da Maroni e Tremonti, ecco il colpo da maestro:

Avete capito bene. Non è discriminatorio far pagare una tassa aggiuntiva per chi lavora, vive regolarmente, paga le tasse e consuma in Italia, ma non ha la nazionalità italiana. E’ invece discriminatorio non farlo, perché ad essere discriminati sarebbero i cittadini “padani e italiani”. Un vero e proprio “attacco ai diritti di chi lavora e paga la crisi”: l’ex ministro fa il furbo, fa finta di ignorare che gli immigrati regolari le tasse le pagano e consumano la benzina anche loro. Ovviamente, su questo status si sono scatenati i peggiori sentimenti:

GUAI se facesse questo, vorrebbe dire che i governanti nominati invece di fare il loro dovere di tecnici stanno facendo politica ideologica, magari suggerita dal loro capo sul colle.

Sarebbe impossibile digerire una cosa simile!!!!!

Sbaglio o si sbandiera tanto il termine di equita’???? e questa che equita’ sarebbe????stanno veramente esagerando!

Appunto c’è la crisi! quindi….prima i PADANI poi loro!

LORO sono un affare per la sinistra e per tutte le onlus che gravitano intorno, vedi CARITAS per esempio.

portiamo la benzina a 3 euro per non fare pagare la tassa agli immigrati…. che schifo! monti a casa subito!

Capite cosa intendevamo dire quando si diceva che la Lega, ora, darà fondo al cattivismo? Le tireranno fuori tutte, le sta tirando fuori anche Maroni, quello che fino a un mese fa cercava di farsi passare per uomo di Stato.