Tutti i dati che non ho sulla lotta alle mafie

Da alcuni giorni sto cercando di raccogliere dati sull’attività di lotta e di contrasto alle mafie. Non testimonianze, casi di maxisequestri, grandi arresti, ma dei semplici numeri, così da poterli mettere in fila. Come prima cosa sono andato sul sito del Ministero dell’Interno e ho trovato una sezione con diversi report mensili – che a me sono sembrati poco dettagliati, ma questa è solo un’opinione -, il primo dei quali è datato settembre 2009. Siccome spero che in questo Paese la lotta alla mafia sia stata rendicontata da più tempo, e non solo dal settembre 2009, inizio a vagare alla ricerca di questi dati, concentrandomi sul settore dei beni sequestrati e confiscati che, insieme agli arresti, sono quantificabili e hanno fatto la fortuna mediatica di un ex Ministro degli Interni in giacca verde.

Da quel che capisco, l’ente competente, da pochi anni, è «l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata» (ANBSC), e sul loro sito trovo alcuni dossier annuali, piuttosto dettagliati. Il primo risale al 2008. In passato era competente l’Agenzia del Demanio. Mando una mail a entrambe, per sicurezza. Poche ore dopo l’invio della mail ricevo una telefonata. E’ l’Agenzia del Demanio. Mi dicono che non è più loro competenza e che sugli anni passati non hanno dati da potermi fornire, di provare a chiedere alla ANBSC, cosa che avevo già fatto, specificando che ero interessato a dati precedenti al 2008 – mi accontento di un link, per dire.

Dopo alcuni giorni arriva la risposta. Mi segnalano il loro sito, e fin qui tutto bene, e poi mi informano che:

saremmo molto lieti di poterle dare una mano nello svolgimento della sua ricerca sulla lotta alla criminalità organizzata, ma purtroppo in questa fase di carenza di organico dell’ANBSC abbiamo notevoli difficoltà a evadere richieste similari alla sua.

Le segnaliamo, inoltre, che l’ANBSC esiste dal 2010 e non dal 2008. Noi non possediamo alcun Report anteriore al 2009.

Con qualche speranza in meno, per la mia ricerca e per questo nostro Paese, proverò a scrivere direttamente al Ministero.

Annunci

La Lega 2.0 alleata con il Berlusconi ’94

La Lombardia è travolta da scandali, di cui l’ultimo disegna rapporti diretti tra la criminalità organizzata ed elementi della giunta regionale.

I danni diretti che la corruzione causa al sistema italiano sono stati stimati in 60 miliardi di euro all’anno.

E’ arrivata la condanna di Berlusconi a 4 anni di reclusione per frode fiscale, con operazioni raffinatissime di ingegneria fiscalecosì descritte:

Nel merito, secondo la ricostruzione della Procura, il sistema organizzato da Fininvest negli anni Novanta per acquisire i diritti dei film americani era finalizzato a frodare il fisco. Comprando i diritti non dalle major ma da una serie di intermediari e sottointermediari era possibile gonfiarne il prezzo così da poter poi stornare la “cresta” a beneficio della famiglia Berlusconi. Fininvest quindi, secondo la tesi del pm Fabio De Pasquale, avrebbe sistematicamente aumentato il prezzo dei diritti di trasmissione dei film delle major americane. Facendo così avrebbe aumentato le voci passive dei propri bilanci, con risparmi notevoli da un punto di vista dell’imposizione fiscale, riuscendo al tempo stesso a produrre fondi neri.

I tre elementi di cui sopra non sono caso isolati, ma sono parte del sistema. Si tratta di meccanismi che funzionano sincronicamente, attraverso i quali vengono spremuti i ceti produttivi di questo Paese: la criminalità organizzata che «cattura il legislatore», la corruzione che olia i meccanismi, l’evasione fiscale operata su vasta scala e con l’apporto fondamentale di competenze specifiche. Un sistema chiuso, all’interno del quale gira denaro, molto denaro, sottratto a chi crea ricchezza con il proprio lavoro. Quest’ultimo blocco è stato in parte rappresentato, negli ultimi anni, dalla Lega Nord. Parliamo di piccoli imprenditori e artigiani del nord, in particolare. Ecco perché, di fronte a tutto ciò, la dichiarazione di ieri di Roberto Maroni, con ancora calda la notizia della condanna di Berlusconi, «mi compiaccio che Berlusconi sia stato critico con Monti», segna il nuovo passo della Lega 2.0. Quello stesso passo che già avevamo misurato qualche tempo fa, e che probabilmente deluderà gli elettori e i militanti del carroccio che, a gran voce, chiedono di andare da soli. Perché «è meglio perdere, ma da soli». No, ragazzi, non è così, non illudetevi. La Lega 2.0 di Maroni sta ricostruendo l’alleanza che ha portato allo sfascio questo Paese, non con il Popolo della Libertà, ma con Berlusconi in persona.

Con «un nostro candidato», già, ma con chi deve essere alleato, quel candidato, per evitare di «cedere la Lombardia alla sinistra»? E’ tutto scritto in questo tweet di Andrea Gibelli, uno dei pezzi grossi della Lega in Lombardia: da soli o alleati, ma comunque mai la Lombardia alla sinistra, il che vuol dire, tradotto: faremo l’alleanza con Berlusconi a Roma e a Milano, così da ottenere una candidatura verde in Lombardia, pur di evitare di cedere la regione al Partito Democratico. Legittimo. Contenti voi.

Mafia e ‘ndrangheta a Nord-Est

La settimana scorsa, la commissione parlamentare antimafia si è riunita a Venezia per fare il punto della situazione locale.

Sull’arrivo a Padova del figlio di Totò Riina in soggiorno obbligato, il presidente della commissione Giuseppe Pisanu (PdL) si dice tranquillo. Pisanu ritiene che Riina junior possa essere controllato meglio qui a Padova, piuttosto che nella nativa Corleone:

Può essere visto come un punto di infezione, come storicamente è avvenuto, ma credo che il rischio sia scongiurato perché le forze dell’ordine e la magistratura hanno messo in campo un’azione di prevenzione di tutto rispetto

C’è da preoccuparsi, allora? Salvatore Giuseppe Riina, condannato a 8 anni e 10 mesi per mafia ed estorsione, nelle intercettazioni si lamentava che in Sicilia non vi fosse più abbastanza benessere per poter guadagnare con il pizzo:

“Se tu pensi quello che ha fatto mio padre, allora io oggi dico con quello che ha fatto mio padre di pizzo, allora oggi noialtri neanche possiamo fare l’uno per cento. C’era più benessere, i soldi si facevano, oggi vedi che non si possono fare più.”

E le stragi di Capaci e via D’Amelio le giustificò così:

“qua in Sicilia ci siamo noi, forse da là sopra in poi ci siete voi, ma cca semu nuatri

Ecco: a Padova, invense, ghe stemo noialtri.

La commissione è invece molto più preoccupata per l’avanzata della ‘ndrangheta nei territori occidentali del Veneto, Verona e Vicenza in primis.

L’allarme è partito da un’interrogazione parlamentare del deputato del PD Alessandro Naccarato, preoccupato del coinvolgimento di personalità legale alla ‘ndrangheta nel fallimento della società Edilbasso di Padova. Il deputato padovano ritiene che

In passato c’è stata una colpevole sottovalutazione, anche da parte del governo precedente, del fenomeno“. Naccarato fa riferimento anche all’arrivo di Riina jr a Padova, ma sottolinea come il problema principale sia che le infiltrazioni mafiose tendono ad annidarsi nelle pieghe della crisi.

Infatti, la crisi economica sta dando una grossa mano alle cosche calabresi, come ammette Pisanu stesso:

Per gli imprenditori in crisi di liquidità chiunque porti soldi è ben accetto, anche il camorrista o l’affiliato alla ‘ndrangheta, che diventa l’ultima speranza prima del suicidio

Per alcuni imprenditori in crisi la scelta è: o la mafia, o il suicidio. E lo Stato che fa? E’ parte del problema: i ritardi nei pagamenti sono passati a 6 mesi contro i 4 mesi di un anno fa. Una battaglia, quella per la velocizzazione dei pagamenti della pubblica amministrazione, sostenuta nel Governo proprio dal Partito Democratico.

Anche la Lega è vittima del complotto

La serata dell’orgoglio padano, celebrata nel momento di massima difficoltà della Lega Nord, quasi fosse – l’orgoglio – l’ultimo, disperato colpo di coda, ci regala una nuova ideologia in cui credere, che tiene assieme tutti i pezzi per confermare le nostre convinzioni, al di là dell’evidenza: il complotto.

La Lega è partito di popolo, che avanzerà baionette in canna, paese per paese, villaggio per villaggio, andando a snidare anche nel profondo Sud la partitocrazia. Di fatto, incorruttibile. Tutto ciò che accaduto – riportato nella grafica del Corriere – è accaduto per volontà dei servizi segreti.

«Siamo vittime di una specie di complotto», ha dichiarato Bossi dal palco, ieri sera, per poi precisare ai giornalisti che Belsito «è stato infiltrato dall’intelligence» (ai tempi di Bobo Maroni ministro dell’Interno, per dire, il miglior interprete del #amiainsaputa). Ci sono dietro i poteri forti, sicuramente, perché la Lega è l’unica opposizione al governo Monti. Un argomento degno di Beppe Grillo, che infatti ha subito rilanciato: il «governo delle banche» colpisce chi si oppone, quindi «toccherà a Di Pietro e poi a noi».

Le facce e i nomi della grafica sarebbero quasi tutti innocenti. Gli innocenti sono quelli che fanno Bossi di cognome o che sono coniugati con un Bossi. Tanto che ieri il capostipite ha dichiarato che avrebbe dovuto mandare i figli a studiare all’estero, «unico modo per salvarli» dalla «canaglia giornalistica», dai «giornalisti prezzolati dal regime». I colpevoli sono gli altri, guidati dalle mani sapienti dell’agente segreto Belsito.

Poi Bossi ha chiesto scusa, perché «i danni sono stati fatti da persone che portano il mio cognome, e questo mi dispiace molto». Sono vittime di un complotto, beneficiari di molti danée, ma innocenti. La base capirà, no? Forse. Noi no.

Comunque, l’accusa che genera vero e proprio orrore, sia nei militanti che in Bossi, riguarda l’accostamento con la ‘ndrangheta. Possiamo rassicurarvi: sulla ‘ndrangheta non abbiamo certezze, l’unica certezza che abbiamo è che nel settembre del 2010 la Lega votò per negare l’uso delle intercettazioni a carico di Nicola Cosentino, accusato di essere vicino alla Camorra, e che nel gennaio del 2012 la maggioranza berlusconiana si ricompose, magicamente, ancora alla Camera, quando la Lega lasciò ai deputati libertà di voto: i deputati leghisti salvarono nuovamente Cosentino. Era tutto un complotto, per salvare Cosentino.

Per il leghisti della prima ora, però, c’è una buona notizia: «chi ha preso i soldi della Lega li dovrà restituire fino all’ultimo centesimo», ha garantito il leader in pectore Maroni. Quindi, piccoli risparmiatori padani gabbati da Credieuronord, è il vostro momento.

Update: Roberto Saviano, su Facebook, dichiara:

Bossi dichiara: “Belsito è stato infiltrato dall’intelligence”. Francesco Belsito dal 2009 è tesoriere della Lega, nonché Sottosegretario di Stato dell’ex governo Berlusconi. Sempre nel 2009, un’indagine della DDA di Reggio Calabria ipotizza legami tra Francesco Belsito e un imprenditore considerato vicino alla ’ndrangheta per riciclaggio e agevolazione della cosca De Stefano. Su tutto questo c’è un’interrogazione parlamentare presentata da Maurizio Turco che chiama in causa l’attuale Governo nelle persone del presidente del Consiglio e del ministro dell’Interno. Ci aspettiamo indagini e risposte anche e soprattutto per rintracciare responsabilità e silenzi dell’ex presidente del Consiglio e dell’ex ministro degli Interni. Il primo, Berlusconi, alleato della Lega Nord e il secondo, Maroni, esponente di spicco del partito ora al centro dello scandalo.

Due colpi di pistola contro Frediano Manzi

Ieri sera Frediano Manzi, commerciante e fondatore dell’associazione SOS Racket e Usura, è rimasto ferito a un polpaccio da un proiettile. Sceso dall’auto di un dipendente che lo aveva riaccompagnato a casa, in piazza Trento a Lomazzo (Como), un’auto in corsa ha sparato due colpi verso di lui, uno dei quali lo ha raggiunto.

Cala-Brianza

Dopo l’hinterland napoletano è considerata la zona più urbanizzata in Italia, con le cosche della ‘ndrangheta che spadroneggiano e ispirano PGT che hanno fatto edificare centinaia di migliaia di metri cubi di cemento, mandato alle stelle l’abusivismo, consumato il terreno agricolo. Si tratta della Brianza, nel cuore della Lombardia, dove le ‘ndrine calabresi si sono infiltrate ed espanse nel business dell’edilizia, grazie anche a politici e imprenditori conniventi che hanno svenduto il territorio.

P.S. anche per On the Nord

Dove fiorisce la mafia

Ancora una volta la Riviera dei Fiori si trova scossa dal fenomeno “mafia”. Venerdì 3 febbraio è stato infatti sciolto per infiltrazioni mafiosa il Consiglio Comunale di Ventimiglia. La situazione è molto preoccupante anche per le istituzioni, che si sono trovate ad attuare questa gravissima procedura già un anno fa per il vicino Comune di Bordighera. Nel Nord Italia, l’unico precedente è Bardonecchia (TO) e risale al 1995. E forse non ci si fermerà qui: si rincorrono le voci di un “effetto valanga” per altri Comuni della zona.

Il territorio della Provincia di Imperia è indicato da più parti come crocevia preferenziale per l’attività della criminalità organizzata a causa delle ampie possibilità che questo territorio offre, in particolare la presenza di grandi operazioni immobiliari e l’opportunità presentata dai traffici da e verso la Francia e Montecarlo.

La Provincia di Imperia è storicamente un feudo elettorale della famiglia Scajola e del PdL, qui ovunque alleati con la Lega Nord. Anche dopo lo scioglimento del Comune di frontiera, l’ex Ministro Claudio Scajola appare incredulo e sembra suggerire una sorta di persecuzione verso la “sua” provincia (“Mi chiedo invece: è possibile che nel Nord Italia siano stati sciolti solamente due Comuni della stessa provincia?” Paolo Isaia – Il Secolo XIX, 5 febbraio 2012). 

L’alleato leghista è molto più silenzioso e pare cerchi di non farsi troppo notare.

La realtà sul territorio è molto grave: gli attentati incendiari ormai non fanno nemmeno più notizia. Ormai il Ponente è sempre meno meta di turismo e sempre più di reportage sulla criminalità organizzata (come quello recente di PresaDiretta). Spetta ora alla società civile farsi delle domande e pretendere che la politica dia le giuste risposte. I Commissari delle due cittadine hanno ancora più di un anno di lavoro davanti: un periodo di tempo che non va assolutamente sprecato.

Alessandro Lanteri