Torino, capitale delle idee

A Torino nasce ben l’8% dei brevetti depositati in Italia. E si tratta oltretutto di brevetti legati a idee innovative che sono premiate nei concorsi di tutto il mondo e che si trasformano in una rampa di lancio verso brillanti carriere professionali: ingegneri, designer e ricercatori ma anche top manager trovano qui infatti terreno fertile dove coltivare il proprio talento e segnalarsi alle aziende di tutto il mondo.
Ma non è una questione di aria o clima, ma di una avveduta quanto moderna politica di formazione portata avanti da scuole di eccellenza.
Come l’Alta scuola Politecnica, un percorso formativo che seleziona 150 studenti del Politecnico, per raccogliere il meglio della cultura architettoingegneristica nazionale. O come lo Ied, l’Istituto europeo per il design, dove oggi vengono progettati dagli allievi i disegni della Ferrari o della Abarth di domani.
Ma non c’è solo ingegno e creatività: Torino è anche una fucina di futuri top manager. Nel capoluogo piemontese ha infatti sede la Business School, Escp Europe che, secondo il Financial Times, offre il terzo miglior master al mondo in management aziendale.
L’Italia si è sempre distinta per la genialità: per questo se vogliamo ripartire, dobbiamo puntare sui giovani e su queste eccellenze, investendo in ricerca e formazione e dando il giusto riconoscimento al merito.
(nella foto: un progetto studiato a Torino, uGo, una “App verde” per Expo 2015. E’ un sistema tecnologico per incoraggiare cittadini e turisti ad utilizzare mezzi di trasporto “verdi” -mezzi di trasporto pubblico, taxi, bike sharing…- in occasione di grandi eventi, riducendo così le emissioni di CO2 in città.
Qui le foto di altri progetti.
)

P.S. anche per On the Nord

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I numeri che la Lega non ha

I numeri parlamentari sono importanti ma non dicono tutto. Noi siamo 60 deputati, ma dietro di noi ci sono milioni di famiglie, imprese, giovani e pensionati. Il suo rischio non è di avere la Lega all’opposizione ma è di trovarsi l’opposizione della Padania intera.

Marco Reguzzoni, capogruppo alla Camera della Lega Nord, dopo aver espresso il proprio timore che questo governo sia feroce come le banche – il che, detto da chi di banche se ne intende, deve far preoccupare – si è lanciato in queste dichiarazioni fantasiose, a prescindere dal fantasioso concetto di Padania.

In primo luogo, in una democrazia rappresentativa i deputati rappresentano cittadini, famiglie, imprese, giovani e pensionati. E’ così di default, non è stata la Lega a inventarsi questa cosa. Anzi, la Lega ha privato i cittadini del diritto di scegliere direttamente il proprio rappresentante grazie alla calderoliana legge porcellum, delegando alle segreterie dei partiti la scelta dei rappresentanti di cittadini, famiglie, imprese, giovani e pensionati.

In secondo luogo starei attento con l’arrogarsi il diritto di rappresentare la Padania intera. Alle elezioni politiche del 2008, le province in cui la Lega Nord ha ottenuto la maggioranza relativa sono quelle colorate in verde:

E’ poi interessante notare che nel 2008 la Lega ha ottenuto la fiducia di 2.501.516 cittadini di Piemonte, Lombardia e Veneto (per comodità ho considerato solamente le tre regioni più popolose del nord Italia), contro i 3.832.714 voti del Popolo della Libertà e i 3.425.602 voti del Partito Democratico. Alle regionali del 2010, pur essendo aumentati come quota sul totale, i voti della Lega in queste tre regioni sono scesi a 2.222.873. Per avere un’idea, i residenti nelle tre regioni considerate sono circa 20 milioni. Non 2 milioni – come i voti della Lega -, ma 20 milioni.

La Lega mette radici in Piemonte

Michele Giovine, consigliere regionale e leader dei Pensionati, lista che sostiene la giunta del leghista Cota, è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi per la vicenda delle firme false.

Insieme al padre, Giovine aveva raccolto (si fa per dire) 17 firme false su 19, per presentare la propria lista, che risultò decisiva ottenendo 27mila voti.

Ma state tranquilli, Cota ha fatto sapere che

La Regione Piemonte avrà un nuovo assessore alla Sanità prima delle vacanze estive.

Dov’è il legame? Beh, anche l’assessore alla Sanità della giunta piemontese, Caterina Ferrero, è stata arrestata. Quindici giorni fa.

Che facciamo, vi dimettete? Risponditore automatico: no.

La Salerno-Reggio Calabria del Nord

Viene chiamata ironicamente così la A33, l’autostrada Asti-Cuneo. In realtà non è ai livelli disastrosi del famigerato tratto autostradale del Sud, ma progettata 30 anni fa e iniziata nel 2001, oggi è percorribile solo per 40 dei suoi 90 chilometri. E come non bastasse, già si ipotizza che anche quando sarà completata, un percorso cervellotico e zigzagante rischia di renderla poco appetibile: infatti, un tracciato a forma di zeta rovesciata e la presenza di un doppio attraversamento fluviale fanno sì che, rispetto alla strada statale appaiata, rispettando i limiti di velocità, si guadagnino appena 5 minuti in cambio di un pedaggio di 4,10 euro. Qui trovate tutta l’inchiesta.

P.S. anche per On the Nord

Contro il logorio del calcio moderno

Balon Mundial è un ricostituente, un rimedio naturale contro il disgusto del calcio, quello dei giornali di questi giorni.

E come non dare ragione a Ilda Curti, assessore alle periferie – come ama dire lei – di Torino. Quest’anno, tra l’altro, sarà anche record, perché le squadre partecipanti saranno ben 32, superando il numero di iscritte all’analogo torneo che si tiene a Madrid.

E le caratteristiche di un mondiale di calcio ce le ha proprio tutte. Perché, come i mondiali, “è un qualcosa di più – sostiene Davide Moratti, uno degli organizzatori – Balon Mundial è voglia di stare insieme”. Ma non solo.

È anche un mezzo per dare la possibilità alle varie comunità di passare del tempo insieme senza perdere la propria cultura e la propria identità, oltre che, ovviamente, uno strumento di aggregazione.

E infatti, racconta un ragazzo del Burkina Faso:

A Torino non sono tante le persone provenienti dal Burkina Faso, e per formare la squadra abbiamo contattato nostri connazionali in giro per il Piemonte, soprattutto nel Cuneese. Ora ci vediamo, giochiamo a calcio e sta prendendo forma una sorta di comunità. Il torneo non ha solo un aspetto sportivo, forse ben più importante è quello culturale.

Da quest’anno prende anche il via il torneo femminile. Perché non vogliamo farci mancare nulla.

La scivolata di Cota sul Festival del cinema gay

Il Consiglio regionale del Piemonte rischia di scivolare – anzi, scivola – sul Festival del cinema gay. Dopo che Cota si era speso pubblicamente per togliere il logo della Regione dal festival, per bocciare l’ordine del giorno presentato dal Partito Democratico c’è stato bisogno del voto del presidente dell’aula, Valerio Cattaneo, che per consuetudine non vota (è la seconda volta che succede, in pochi giorni. La prima volta, sulle quote latte). Ma non credete, la maggioranza, grazie anche al voto segreto, è andata comunque sotto: 25 voti a favore e 20 contrari all’ordine del giorno, con 6 astenuti che vengono considerati voti contrari.

All’interno del gruppo di maggioranza sembra siano volate anche parole grosse (“siete un gruppo di cialtroni”), e il Partito Democratico non se l’è lasciate sfuggire:

Le divisioni del centrodestra sono evidenti – attacca il capogruppo Reschigna – e oggi hanno scelto di rompere una tradizione, che dura da 26 anni, di rispetto dei diritti delle minoranze, negando il patrocinio a un festival che fa onore a Torino e al Piemonte in tutta Europa.

La difesa della decisione della maggioranza era stata piuttosto divertente:

la Giunta non ha concesso il patrocinio perchè nessuno l’ha mai chiesto e non è il caso di farne una questione di principio a favore o contro i gay perchè sono stati comunque garantiti i finanziamenti.

Questioni tecniche, as usual.