Le clementine e la semischiavitù

Come promesso, torniamo sul caporalato e sullo sfruttamento degli immigrati. Il sito Redattore Sociale ha di recente pubblicato un’inchiesta riguardante queste forme di semischiavitù alle quali sono ridotti alcuni immigrati. Parliamo della Calabria e della raccolta delle clementine: non siamo molto on the Nord, ma la tematica è tra quelle più gettonate, a queste latitudini.

Sulla fascia ionica cosentina si concentra il 60% della produzione nazionale; la raccolta si concentra tra l’autunno e gennaio:

Servono tanti braccianti e lo sfruttamento della manodopera è intensivo. Reclutamento all’alba per le strade del paese, nella frazione marina di Schiavonea, caporalato e paghe di due tipi: 20-25 euro alla giornata oppure 1 euro, 1,20 euro a cassetta. È questo l’identikit del lavoro agricolo a Corigliano Calabro. In compenso ai migranti prendere in affitto un posto letto in una casa costa 120- 150 euro a cranio al mese. Per gli italiani l’affitto di un intero appartamento non supera i 300 euro in quella zona. Invece gli stranieri pagano una casa complessivamente dai 400-500 euro fino ai 1000 euro al mese, dividendo la somma in tante persone e quindi vivendo in condizioni di sovraffollamento, quando va bene.

E non è finita qui. C’è di peggio:

Si stima che siano 12mila gli stranieri che lavorano nella Piana, la metà in modo pseudo-regolare: figurano nelle liste dell’Inps anche se sono truffati dai datori di lavoro che fanno comparire un numero basso di giornate rispetto a quelle effettivamente lavorate. Un’altra metà sono invisibili.

Questi invisibili hanno una funzione ben precisa:

Dalle liste ufficiali di lavoratori, Caravetta [dell’associazione “Torre del Cupo”, n.d.a.] ha considerato che un 30-40% sono falsi braccianti, italiani che stanno a casa e prendono i contributi, mentre il lavoro nei campi è fatto dagli stranieri. Una truffa documentata dallo scandalo Inps del 2009, quando una funzionaria ‘eroica’, Maria Giovanna Cassiano, denunciò alla procura che intere famiglie si dichiaravano braccianti agricoli senza esserlo. Dalla sottrazione fra quanti braccianti servono e quanti risultano lavorare effettivamente, Caravetta ha elaborato il dato di 12mila.

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3 thoughts on “Le clementine e la semischiavitù

  1. Complimenti Stefano,
    almeno quando lo dicono questi di Redattore Sociale c’è qualcuno che li ascolta. Quando la stessa identica cosa la diceva La Padania su Rosarno non se li filava nessuno. Ma avevano chiaramente ragione.

    daniele,milano

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