I modelli di integrazione secondo la Lega

Stefano Candiani, senatore della Lega Nord, ex sindaco di Tradate e ex segretario della Provincia di Varese, parla e scrive con cognizione di causa di modelli di integrazione:

Schermata 05-2456418 alle 00.21.58Si tratta di uno screenshot dal suo profilo Facebook, e il commento che accompagna le foto di alcune prostitute è:

Chi vuole eliminare la Legge Bossi-Fini ed eliminare il reato di immigrazione clandestina, vuole far passare questo come modello di integrazione.

Demagogia e populismo a parte, qualcuno spieghi a Candiani che la Legge Bossi – Fini è in vigore dal luglio del 2002. Forse le cose non sono così semplici come vorrebbe farci credere, e tra Legge Bossi – Fini e prostituzione non c’è un rapporto di causa-effetto. Forse, eh.

Che poi, se queste persone fossero clandestine, l’uscita dalla condizione di clandestinità non sarebbe a loro di aiuto, riconoscendo a loro maggiori diritti? Quindi, semmai, questo è il loro modello di integrazione.

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Tutto a posto in casa Lega

Ieri sera, al Collegio De Filippi di Varese, si sono ritrovati i vertici leghisti per spiegare alla base le decisioni e le posizioni assunte riguardo al governo Monti.

Per tutti i giornali la serata ha segnato un riavvicinamento tra le due anime, in guerra, del partito.

La Provincia di Varese:

Varese News:

La Prealpina:

Tutto a posto, quindi. Sì, come no. A Stefano Candiani, sindaco di Tradate ma soprattutto segretario provinciale uscente del Carroccio e maronitacome dimostra l’epiteto -, è rimasto questo ricordo della serata:

C’è la soluzione: annessione dell’Insubria alla Svizzera

Giuliano Bignasca, leader della Lega dei Ticinesi

Giuliano Bignasca, leader della Lega dei Ticinesi

Il federalismo se n’è andato, e anche la secessione non si sente molto bene, in via Bellerio. Spunta, però, un nuovo sogno. Qualcosa su cui lavorare da subito, la strada più facilmente percorribile per allontanare lo spettro del default: l’annessione delle provincie di Como, Varese, Lecco e il Verbano-Cusio-Ossola al Canton Ticino. Sì, avete capito bene: un pezzo di Padania, l’Insubria, che se ne va con la Svizzera. La secessione della secessione, e successiva annessione a un altro Stato nazionale. Lo stesso Stato nazionale che parla dei frontalieri paragonandoli a topi mangia formaggio a tradimento. A terroni.

L’idea è stata lanciata da Giuliano Bignasca, leader della Lega dei Ticinesi. Fu proprio lui, qualche mese fa, a cogliere al balzo la campagna dell’UdC sui topi frontalieri per trasformarla in consenso elettorale, al suono di slogan come “gli italiani ci portano via il lavoro”, e di dichiarazioni come “o Tremonti mette a posto (rinnovando gli accordi bilaterali sulle tasse dei frontalieri, ndr), altrimenti buttiamo fuori 10 mila frontalieri. Ne abbiamo 48 mila, entro tre anni dobbiamo andare a 35 mila. Se lo capisce va bene, altrimenti gli spacchiamo le ossa”.

L’idea è stata di Bignasca, dicevamo, e ha riscosso il favore di alcuni esponenti locali della Lega Nord, in provincia di Varese. Le prime risposte sono giunte da Luca, consigliere comunale di Cassano Magnago, e da Matteo Luigi Bianchi, sindaco di Morazzone.

Oggi è arrivato l’appoggio anche di un pezzo da novanta: Stefano Candiani, sindaco di Tradate, segretario uscente del Carroccio in provincia di Varese ed esponente di punta dei maroniti, propone di indire un referendum sull’annessione dell’Insubria al Canton Ticino.

Cantami, o Diva, del Barbaro sognatore

No, ma davvero, io inizio a preoccuparmi:

Se hai la bandiera di Terra Insubre o l’adesivo sulla targa dell’auto sei con Maroni, se hai invece la felpa con la scritta del comune bianca e verde – tipo «Cadrezzate» come Canton – sei cerchiomagista.

E se hai la tessera autografata da Bobo Maroni…

…allora puoi anche chiamarti, su Facebook, Tizio Caio Barbaro Sognatore, proprio come fa l’ex segretario provinciale Stefano Candiani (e non è l’unico):

Anche per On the Nord.