E’ talmente bravo, Bobo Maroni

Ma talmente bravo che, quasi quasi, potremmo chiedergli ancora di fare un passo avanti, verso la Presidenza del Consiglio, come ha fatto diverse volte Enrico Letta, nell’anno appena concluso.

Riguardo alla maxistangata che colpirà gli immigrati, Maroni ha dapprima rivendicato la paternità dell’atto, con un certo orgoglio:

Poi ha cercato di aizzare i propri fan su Facebook, parlando di immigrazione irregolare, di campi nomadi e di respingimenti in mare, quando invece l’oggetto del provvedimento è il rilascio o il rinnovo del permesso del soggiorno. Parliamo, quindi, di immigrati che si trovano già in Italia, regolari. Ma, tolte le vesti del ministro (quello bravo), è più conveniente solleticare gli istinti razzisti e xenofobi che farsi passare per statista:

Poi, nel momento in cui il Governo ha prospettato un ripensamento della normativa voluta da Maroni e Tremonti, ecco il colpo da maestro:

Avete capito bene. Non è discriminatorio far pagare una tassa aggiuntiva per chi lavora, vive regolarmente, paga le tasse e consuma in Italia, ma non ha la nazionalità italiana. E’ invece discriminatorio non farlo, perché ad essere discriminati sarebbero i cittadini “padani e italiani”. Un vero e proprio “attacco ai diritti di chi lavora e paga la crisi”: l’ex ministro fa il furbo, fa finta di ignorare che gli immigrati regolari le tasse le pagano e consumano la benzina anche loro. Ovviamente, su questo status si sono scatenati i peggiori sentimenti:

GUAI se facesse questo, vorrebbe dire che i governanti nominati invece di fare il loro dovere di tecnici stanno facendo politica ideologica, magari suggerita dal loro capo sul colle.

Sarebbe impossibile digerire una cosa simile!!!!!

Sbaglio o si sbandiera tanto il termine di equita’???? e questa che equita’ sarebbe????stanno veramente esagerando!

Appunto c’è la crisi! quindi….prima i PADANI poi loro!

LORO sono un affare per la sinistra e per tutte le onlus che gravitano intorno, vedi CARITAS per esempio.

portiamo la benzina a 3 euro per non fare pagare la tassa agli immigrati…. che schifo! monti a casa subito!

Capite cosa intendevamo dire quando si diceva che la Lega, ora, darà fondo al cattivismo? Le tireranno fuori tutte, le sta tirando fuori anche Maroni, quello che fino a un mese fa cercava di farsi passare per uomo di Stato.

Annunci

La Lega contro la casta degli immigrati

Gli emendamenti che la Lega ha portato alla manovra finanziaria in Commissione Bilancio e Finanze attaccano finalmente la casta. La casta dei politici? No, no, non quella. La casta dei notai e dei farmacisti? No, neanche quella. Quella dei tassisti, finalmente quella dei tassisti! No, nemmeno quella.

La casta degli immigrati. Anche questa è una casta, che credete. Lo dice anche Wikipedia:

Una casta è ciascuno dei gruppi sociali che costituiscono una gerarchia rigida in alcune società del passato. In società di questo tipo, per un individuo appartenente ad una casta è molto difficile o impossibile entrare a far parte di una casta diversa, in particolare se di rango più elevato.

Sì, ok, è l’ultima delle caste, quella che occupa il gradino più basso, ma ammetterete che si tratta di un gruppo sociale e che è praticamente impossibile, in Italia, che un immigrato cambi casta.

La Lega, quindi, ha pensato bene di attaccare la casta degli immigrati. Come? Con questi emendamenti alla manovra:

Massimo Bitonci, deputato e sindaco di Cittadella, ha pensato bene di far pagare una fideiussione di 3mila euro a tutti gli immigrati che aprono una partita Iva. Fideiussione rimborsabile solo a cessazione dell’attività, dopo aver dimostrato di aver pagato contributi e tasse.

Claudio D’Amico, parlamentare e sindaco di Cassina De’ Pecchi, particolarmente aggressivo rispetto alla casta, propone di non considerare come regolari quegli immigrati che sono in attesa di rinnovo o di rilascio del permesso di soggiorno. Poi, siccome bisogna far cassa, D’Amico propone di innalzare da 200 a 500 euro la somma da versare per richiedere la cittadinanza e di portare a 1000 (mille!) euro le spese per rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno.

Il geniale Alessandro Montagnoli, deputato e sindaco di Oppeano, ha una misura per far ripartire la crescita: far versare agli imprenditori che assumo extracomunitari un contributo pari al 5% del costo del lavoro, da destinare a scopi socio assistenziali.

Roberto Simonetti, parlamentare, presidente della Provincia di Biella e consigliere comunale di Mongrando, ha ben pensato di dimezzare la durata del permesso di attesa occupazione, da 6 a 3 mesi. Un immigrato regolare perde il lavoro? Tre mesi di tempo per trovarne un altro regolare, altrimenti c’è la clandestinità.

C’è da dire che tutti questi emendamenti sono stati bocciati in Commissione. L’unico che verrà discusso in Aula riguarda il calcolo dell’indicatore Isee: i padani hanno proposto di far rientrare nel computo dei beni immobiliari anche quelli posseduti nel Paese di origine. Chissà quali regge, e chissà come sarà semplice fare i conti.

Al Caffè padano accetteranno solo i padanee

I rom-ani non sono benvenuti, ma i padanee romani siamo sicuri di sì:

A Brugherio (Monza e Brianza) apre il primo bar padano. Per entrare è necessario indossare la camicia verde.

Update: su Twitter circolano smentite. Sembra che il bar padano di Brughiero abbia chiuso nel 2008 e che, al momento, sia in cerca di una nuova sede.

L’emergenza Rom non esiste

In Italia, l’emergenza Rom non esiste. Di conseguenza sono illegittimi i commissari nominati per affrontarla a Roma, Napoli, Milano, Torino e Venezia. Nella sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo lo stato di emergenza si legge:

Da un sereno e approfondito esame della documentazione versata in atti relativa alla fase preparatoria e antecedente l’adozione del decreto presidenziale de quo, non si evincono precisi dati fattuali che autorizzino ad affermare l’esistenza di un “rapporto eziologico” (per usare la terminologia del primo giudice) fra l’insistenza sul territorio di insediamenti nomadi e una straordinaria ed eccezionale turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica nelle aree interessate.

Il riferimento a “gravi episodi che mettono in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica” non risulta supportato da una seria e puntuale analisi dell’incidenza sui territori del fenomeno considerato (quale sarebbe, in ipotesi, uno studio che documentasse l’oggettivo incremento di determinate tipologie di reati nelle zone interessate dagli insediamenti nomadi), ma soltanto dal richiamo di specifici e isolati episodi i quali, per quanto eclatanti e all’epoca non privi di risonanza sociale e mediatica, non possono dirsi ex se idonei a dimostrare l’asserita eccezionalità e straordinarietà della situazione. […] Restano connotati da carattere occasionale ed eccezionale, non valendo pertanto a legittimare l’affermazione dell’esistenza di una “situazione”.

In un solo colpo viene mandata all’aria la politica – costruita su una finta emergenza – del fu Governo Berlusconi, e in particolare del Ministro dell’Interno Maroni, del sindaco di Roma, Alemanno, e dell’ex sindaco di Milano, Moratti.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Dal capoluogo lombardo l’ex vicesindaco De Corato prevede che «i quartieri di Milano torneranno a riempirsi di rom», mentre Matteo Salvini, consigliere del Carroccio, l’ha definita «una sentenza da marziani». L’assessore alla Sicurezza della giunta di Pisapia, Granelli, ha invece dichiarato: «la nostra intenzione è di continuare con il contrasto agli insediamenti abusivi e con il superamento dei campi nomadi».

La Consulta Rom e Sinti di Milano accoglie con piacere la notizia: «la sentenza dichiara illegittimo lo stato di emergenza rom, decretato sull’onda di nulla se non di un uso strumentale dei rom come capro espiatorio e di una rincorsa elettorale dell’onda razzista».

Dal genius loci all’idiota

Parla di genius loci il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti (Partito Democratico), per motivare la scelta di vietare l’apertura di esercizi commerciali che non siano strettamente legati alle tipicità della Versilia:

La nostra decisione serve unicamente e non stravolgere la Forte dei Marmi che tutti conoscono. Non è possibile consentire l’apertura di esercizi commerciali che nulla hanno a che vedere con la cultura del luogo. E il nostro provvedimento vale per chiunque: ristoranti cinesi ma pure fast food americani, birrerie tedesche o pub inglesi.

A me, ancora una volta, è tornato in mente L’idiota in politica, di Lynda De Matteo:

Idiota, in senso etimologico, significa “uomo del luogo” ed è un termine la cui radice greca vuol dire “particolare”. Per gli antichi greci idiota era colui che non aveva accesso alla dimensione universale, quello che viveva ancora nella caverna, o meglio, nella sua caverna. […] Idiota è dunque il soggetto votato alla più irriducibile autoctonia e al ripiego identitario. Quando un simile soggetto valica i confini del proprio universo culturale, si comporta spesso in modo improprio e grottesco. Preso singolarmente o all’interno della cerchia più o meno ampia dei familiari, nessuno è idiota; i problemi cominciano fuori.

Clandestini, pagatecela voi la manovra!

L’ultimo emendamento alla manovra – ma non preoccupatevi, c’è ancora tempo per cambiare – prevede una tassa sui bonifici. Internazionali, effettuati da parte di cittadini che non hanno matricola Inps e codice fiscale.

In pratica, clandestini o immigrati sfruttati (i lavoratori “regolari” non saranno toccati), in assenza dei due requisiti, pagheranno a caro prezzo l’invio di soldi al di fuori dei nostri confini: la tassa (ufficialmente è un’imposta di bollo) è parametrata sul 2% di ogni transazione, con una soglia minima di 3 euro. Ad esempio, per un bonifico di 300 euro effettuato in uno dei tantissimi money transfer sparsi in Italia, gli stranieri sborseranno 6 euro mentre la soglia minima al di sotto della quale sarà meno conveniente inviare denaro, è teoricamente fissata a 150 euro (costo 3 euro). Le rimesse all’estero degli stranieri ammontano a 6,7 miliardi di euro mentre la nuova “imposta di bollo” potrebbe portare in cassa circa 100 milioni.

A proporre una tassa che ricade sugli sfruttati e sugli ultimi del mondo (aiutiamoli a casa loro, ricordate?) è Massimo Garavaglia, Lega Nord, che ora di sicuro si schiererà in prima fila per assicurare l’assistenza sanitaria e qualsiasi altro tipo di servizio pubblico anche agli irregolari, dato che pagano le tasse.

Ma che non si preoccupino, quelli della Lega, possono stare tranquilli: di immigrati, in un Paese fallito, non ne arriveranno più.

p.s. a pensarci bene, questo potrebbe essere l’emendamento definitivo. Tassisti, avvocati, studenti, militari, politici, pensionati, futuri (forse) pensionati, tutti a rompere le balle quando li tocchi. Scommettiamo che i clandestini non diranno un beh, di fronte alla manovra? Via libera, quindi.

Update: sono anche incompetenti. E’ lo stesso “pacchetto sicurezza”, varato dal Ministro dell’Interno nel 2009 – che risponde sempre al nome di Roberto Maroni -, a rendere inutile questo emendamento alla manovra: