Cose che cambiano

Tira una brutta aria all’interno del Partito Democratico; lo schema sembra essere «Renzi contro tutti». Si segnalano, nel frattempo, due cose.

La prima è che alla guerra intestina si affianca l’iniziativa costruttiva di Pippo Civati che, ieri, a Parma, ha dialogato con il capogruppo del Movimento 5 Stelle in comune, Marco Bosi. Cose mai viste, eppure così semplici, soprattutto quando ci si trova a parlare di persona, personalmente, oltre i pregiudizi e gli schemi brutti e rigidi che ereditiamo dalla seconda Repubblica. La registrazione la trovate qui ed è fortemente consigliata, mentre di seguito il commento di Marco Bosi e di Mara Mucci, parlamentare del Movimento. Le cose, come diciamo da tempo, si cambiano cambiandole:

Le cose cambiano anche su altri lidi. Perché se nel PD si parla di scissione, nella Lega una piccola scissione è avvenuta oggi. Avevamo già parlato del clima teso all’interno del Carroccio, che oggi è sfociato nell’espulsione di cinque militanti su un totale di diciassette casi esaminati. Tra i cinque, Santino Bozza: consigliere regionale veneto e Bossiano di ferro. Che non l’ha presa bene: «Il problema non è Roberto Maroni o Umberto Bossi, l’unico problema è Flavio Tosi e quanti non hanno a cuore il Veneto» e ha così annunciato la costituzione di un nuovo gruppo in Consiglio regionale:

«Un gruppo – rileva – non per stare all’angolo ma per far entrare tutti gli altri leghisti, mettendo così in evidenza la solitudine di Tosi, unico vero artefice della sconfitta elettorale della Lega in Veneto». «Tosi da fascista qual è – sottolinea – per correre ai ripari ha sguinzagliato i suoi caporalini in giro per il Veneto, ha registrato il dissenso nei suoi confronti e ha cominciato a colpire. Ora tocca a noi aspettarlo al varco – aggiunge – quando caleranno i tesseramenti, quando si vedrà il voto delle amministrative senza il nostro appoggio».

Contro Tosi l’asse Treviso-Venezia-Vicenza.
 «Tosi non ha capito – dice Bozza – che contro di lui non ci sono solo quattro gatti, ma c’è addirittura un asse tra Treviso, Venezia e Vicenza. Tosi fa la voce grossa – conclude Bozza – perché sa di essere un uomo finito che trova la spalla solo di qualcuno che però sta in Lombardia, non nel Veneto».

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7 thoughts on “Cose che cambiano

  1. sulla Lega ho già accennato altrove, quindi rispondo sul PD: l’apertura a M5S è necessaria e deve consertirci di comprendere “con occhi nuovi” quanto accade nella società.
    lo stimolo portato da M5S può essere una linfa preziosissima per il PD, purchè “depurato” da toni e contenuti populisti (urla, proposte irrealizzabili…).

    sulla scissione, credo sia un grande desiderio di tutti i nemici dei riformisti italiani: una profezia che a forza di continuare a ripeterla, prima o poi potrebbe avverarsi.
    in realtà sono convinto che:
    a) il PD abbia ancora bisogno di un pò di tempo per amalgamare appieno le tradizioni che ingloba;
    b) la scissione sarebbe un suicidio, in quanto dimezzerebbe in forze ormai insignificanti il bacino già magro di voti che il PD attualmente ha ed è pura utopia pensare che il giorno dopo una scissione l’ala “sinistra” possa coagularsi con SEL e PSI in una nuova formazione dal 20% ed oltre di voti;
    c) le tensioni sotterranee del PD -che ancora non mancano- stanno sempre più venendo alla luce, specie tramite le primarie, cambianto il tipo di scontro ed evitando future ritorsioni degli sconfitti: più il confronto è aperto, meno uno può illudersi di poter condizionare il vincitore.

  2. Io aspetto con trepidazione la fine del Pd e la nascita di un partito socialdemocratico italiano ossia la nascita di una sinistra italiana.
    Il Pd deve deflagrare per avere tutto ciò.

  3. Tanto per richiamare la realtà vorrei capire come caspita può dire quel “genio” di Fassina che il problema relativo a Rodotà è legato a chi lo ha proposto (!!??) ma cos’è fuori questo qui?
    Fassina, Bersani, D’Alema, Rosy Bindi, Finocchiaro e altri con relative correnti sono un grande impedimento a chi è di sinistra ma non ce la fa a votare questa gente qua.

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