Bobo: un nome una garanzia

mappa_lombardiaL’hanno capito tutti, proprio tutti: la Lombardia sarà la regione che determinerà gli scenari politici dei prossimi anni. Perché la regione elegge la bellezza di 49 senatori (27 a chi vince), perché i sondaggi offrono uno scenario molto incerto, perché la Lega ha aperto una nuova partita, sull’asse Torino – Trieste, perché insieme alle Politiche si terranno le elezioni regionali.

Il centrosinistra farà la sua partita, in Lombardia, stretto tra il «centrodestra non becero» di Albertini e il Movimento 5 Stelle, con l’obiettivo di sconfiggere l’alleanza del default Popolo della Libertà – Lega Nord. Siamo tutti sorpresi, o forse no, dalla ricostituzione del «centrodestra becero», ma, in realtà, un’altra scelta non è mai stata possibile. Il Popolo della Libertà non ha verosimilmente speranze di vincere alla Camera, né da solo né in coalizione, mentre la Lega, alle Politiche, non sarà determinante come una volta, quando il suo contributo era decisivo per la vittoria del centrodestra. L’unica speranza per il Popolo della Libertà è pareggiare al Senato, così da garantire una situazione di ingovernabilità da poter chiamare «non sconfitta», per la Lega Nord è vincere in Lombardia, cosa che darebbe un po’ di fiato al «vento del Nord che è diventato un venticello». La stessa pazza idea di indicare il Presidente del Consiglio dopo il risultato delle elezioni – dopo che per anni si è detto che la sera stessa delle elezioni si doveva sapere il nome del premier – , parlando ora, in «burocratese», di «leader della coalizione», è il sintomo che svela gli interessi di entrambi ad allearsi senza condividere progetti e consapevoli di perdere, di tentare questo gioco a somma non negativa, ben sapendo che l’alternativa è la sconfitta.

Data questa situazione, bisogna riconoscere che l’idea di Maroni è una grande idea, politichesamente parlando. Sì, proprio quella cosa della «macroregione di Miglio» e del 75% delle tasse, perché restituisce una spinta ideologica alla Lega. E poi, pensateci, la cosa potrebbe funzionare: abbiamo tra le mani «l’asse del Nord» e forti di questa condizione rivendichiamo, a Roma, i nostri soldi. Anzi: i nostri danè. E’ quella cosa che, tempo fa, chiamavamo «Lega di lotta e di Governo», il «sindacato del Nord»: la chiamavamo così quando la Lega governava a Roma e quando governava anche la Lombardia insieme al PdL e il Veneto e, per qualche tempo, anche il Piemonte. Ora, qualcuno mi può spiegare perché mai, se non sono riusciti a fare queste cose quando governavano su tutti i tavoli, dovrebbero riuscirci ora? Come pensano di modificare i flussi finanziari interni al Paese (di certi numeri discuteremo poi) con un Governo avverso a Roma, un governo che – se le cose vanno male – potrebbe reggersi su strane maggioranze al Senato, proprio per effetto – non me lo auguro, eh – di una possibile sconfitta del centrosinistra in Lombardia?

Quel che si scorge, sotto al profilo nordista, è un interesse per la Lombardia legato alla conservazione della specie leghista, che senza Roma e senza la più popolosa e produttiva regione d’Italia tornerebbe indietro di circa trent’anni. «La mia esperienza concreta, di governo, è che [Berlusconi] è una persona che quando prende un impegno, soprattutto se è scritto, lo mantiene», ha detto ieri Maroni a Radio Padania. A me è tornato in mente il «contratto con gli Italiani», per dire.

Infine, la nota di carattere numerico. Sono giorni che Maroni va in giro dicendo che meno del 35% del gettito fiscale della Lombardia rimane in Lombardia, e che quindi bisogna arrivare al 75%. Deve smetterla. Evidentemente parliamo di cose diverse, o abbiamo a disposizione dati diversi, dato che – stando alla definizione di «residuo fiscale» di Gabrio Casati (la differenza tra tutte le entrate – fiscali e di altra natura – che le amministrazioni pubbliche prelevano dal territorio e le risorse che vengono spese in quello stesso territorio, nelle regioni italiane).

  • secondo Rita Querzè, oggi sul Corriere (dati 2010), la Lombardia «versa ogni anno 173 miliardi in tasse e ne riceve indietro 114: il 66%. Per arrivare al 75% dovrebbe riportarne a casa non 114 ma 130». E in Veneto siamo al 72%, in Piemonte all’86% e in Emilia Romagna al 73%.
  • secondo questo documento di Unioncamere del Veneto (media 2007-2009) il residuo fiscale della Lombardia ammonta a 70.000 milioni di Euro su 174.500 milioni di Euro di entrate, che a casa mia fa 40%, e quindi rimane in Lombardia il 60% del gettito fiscale.

Alla fine di tutto ciò mi è tornato in mente quando Maroni disse «purtroppo non voto a Brescia altrimenti voterei certamente Renzo Bossi, un nome una garanzia».

Ad ogni modo, siccome On the Nord si trova ad affrontare la battaglia elettorale più importante che abbia mai affrontato, se volete darci una mano a smontare «quello bravo», scrivete a onthenord (chiocciola) gmail (punto) com.

AGGIORNAMENTO: a chi contesta la parte numerica, dicendo che Maroni intende portare dal 35% al 75% la quota di prelievo fiscale che non finisce a Roma per poi essere ridistribuita, faccio notare che Berlusconi, ieri sera, ha dato la mia stessa interpretazione (cioè calcolando quanto viene speso sul territorio, sia dalle amministrazioni locali che da quella centrale): è proprio su questo equivoco che si fonda il patto, che altrimenti non sarebbe condiviso. Anzi, faccio notare che anche Matteo Salvini ha letto e condivide l’articolo del Corriere:

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47 thoughts on “Bobo: un nome una garanzia

  1. Pingback: «Una persona che quando prende un impegno» | [ciwati]

  2. Stefano, forse Maroni si è spiegato male, o forse nè tu nè la Querzè avete capito. Propendo per la seconda ipotesi, con tutto il rispetto.
    Infatti i sistemi federali o basati su forti autonomie speciali -cioè tutti quei sistemi a cui Maroni implicitamente guarda- si basano su un principio contabile chiarissimo: la maggior parte del gettito, a prescindere che si tratti di tasse determinate in sede centrale o locale, deve essere INCASSATO e SPESO direttamente a livello di entità federate o autonome.
    Esattamente il contrario di quanto accade oggi in Lombardia.
    Il residuo fiscale non c’entra con il discorso di Maroni. Qui si sta parlando di quante tasse la Lombardia incassa e di quante ne può conseguentemente spendere direttamente. Oggi la gran parte delle tasse pagate da cittadini e imprese di Lombardia finisce a Roma, che poi decide come spenderne una parte qui. In questa spesa ci sono naturalmente scelte politiche e sprechi che non dipendono minimamente dai nostri amministratori (la stessa cosa varrebbe se diventasse presidente Ambrosoli). E allora il discorso è che è meglio che le spese le determinino gli amministratori lombardi, non quelli che se ne stanno a Roma. Anche se si chiamassero Civati, sia chiaro. O Berlusconi. O Monti. Tutti lombardissimi, ma non è questione di “etnia”. È questione di avvicinare drasticamente il livello territoriale dal quale viene effettuato il prelievo fiscale e che determina in conseguenza le spese.
    E preferisco mille volte pagare le tasse (IRPEF, non IRAP) al presidente della Lombardia Fernandez o Warnakulasuriya, piuttosto che al ministro di Roma Civati o Salvini.
    Hai capito adesso o no?

    • Avevamo una tassa il cui gettito restava ai comuni,risorse da reimmettere sul territorio e quindi restituire ai cittadini sotto forma di servizi, specialmente per i comuni “virtuosi” del Nord.
      Una tassa equa perchè bassa per i non abbienti e per la prima casa e alta per i ricchi.
      Avete abolito l’ici trasformandola in irpef per Roma che ha trasferito i soldi ai comuni in dissesto come Catania e bloccando i trasferimenti ai comuni del nord.ministro dell’interno era Maroni e sua è la firma sotto i trasferimenti ai
      comuni del sud.Voi eravate al governo e voi avete massacrato i comuni del nord.
      Il patto di stabilità lo avete votato voi senza introdurre un minimo di salvaguardia per quei comuni che avevano i bilanci in ordine (molti governati dalla lega).
      E adesso fatto il patto scellerato con Brlusconi-Miccichè (ricordo che “il grande sud” porterà piu voti alle elezioni nazionali dei vostri e presentereanno il conto) altri soldi per loro e voi zitti.Questa la verità storica il resto propaganda.Hai capito adesso o no?

      • Io non sono nella Lega, sono di proLombardia-Indipendenza, partito indipendentista che ha un consigliere comunale. Non esattamente una corazzata in grado di influire sul governo lombardo o italiano. A differenza del PD. E infatti non ho sostenuto il governo Monti, il vostro governo, quello che ha innalzato i contributi previdenziali di sei punti sui giovani lavoratori non iscritti ad ordini (le piccole caste). Tanto per dirne una. Oppure quello che ha reintrodotto l’ICI/IMU distorcendola completamente e trasformandola in tassa statale. Adesso cosa dovrei dirti? ah sì, aspetta: “E voi zitti”. E su le mani in parlamento, voto dopo voto, tassa dopo tassa.
        Il problema è che ho toccato il nervo scoperto della sinistra piddina lombarda, cioè il fatto che NON DICE NIENTE DI NIENTE SULL’ESPROPRIO DI RISORSE FISCALI PAGATE DAI LAVORATORI E DALLE IMPRESE LOMBARDE A VANTAGGIO DI ALTRE SPECIFICHE REGIONI CHE ALLEGRAMENTE SPRECANO COLOSSALI SOMME DI DENARO. Devo anche dirti quali Regioni?
        Hai capito tu adesso o no?

    • Se ho capito male io, hanno capito male anche un centinaio di esponenti del PdL ai quali ho sentito dire che non siamo molto lontani da quella quota (no, non erano cento, ma l’ho sentito dire più volte). Forse Maroni ha dei problemi di comunicazione, o forse è bravo a comunicare e sfrutta l’ambiguità del messaggio a suo vantaggio.

      • Non è che hanno capito male, è che non vogliono capire. E’ diverso.
        Che poi Maroni sfrutti l’ambiguità, posso anche essere d’accordo. Il problema è che, guarda caso, tutti contro questa proposta. Terrore?

      • …non più tardi di ieri sera a porta a porta lo stesso berlusconi ha confermato il dato attuale del 66% (che con qualche magheggio contabile, spese per la polizia,ecc… già attualmente dice essere a circa il 72%). La cosa che sconcerta è che da quanto sostenuto da b. si passarebbe al 75% GRADUALMENTE nei prossimi 5 anni: a me sembra una presa per il culo bella grossa – sia per uno che contesta quelle cifre (ma che sono quelle confermate da maroni e berlusconi) sia per chi, leghista o meno, ci crede e abbocca a una cosa palesemente strumentale. La vera tassa federale, come giustamente è stato fatto notare, era l’ICI che rimaneva ai comuni (poi si può discutere su entità, esenzioni, ecc…) e poi forse ricordare che il governo berlsuconi (con tremonti maroni ecc) aveva previsto l’IMU con introduzione posticipata di 2 anni conferma che avevano voluto fare i furbi…

    • Caro Alex, innanzitutto buon anno. Riguardo al fatto che le risorse delle tasse che tornano indietro da Roma possano finire in sprechi, è anche possibile, pure se dovrebbero essere sempre i nostri amministratori a sovrintendere. Che poi, a guardare bene, non è che abbiano brillato con le risorse rimaste in casa nostra, se teniamo conto ad esempio dei pranzi di matrimonio delle figlie pagati con i fondi della Regione, o dei “treni per vip” lanciati e chiusi nel giro di 2-3 mesi (http://www3.varesenews.it/varese/pochi-utenti-sospeso-il-lombardia-express-251856.html), quando quelle risorse potevano invece andare ai pendolari carichi di disagi. Se poi, stringi stringi, tutta la tua logica si limita alla fine ad un disprezzo per l’Italia, beh, allora non c’è tanto da stare a discutere o cercare di capire.

      • Ciao Pino, buon anno anche a te.
        Quindi che senso ha dare il voto ad Ambrosoli se tanto i Lombardi sprecano le tasse che restano qua? Fa tutto schifo giusto Pino? E allora che cacchio fai politica a fare?
        Massì, mandiamo tutti i nostri soldi allo stato italiano, con preghiera di utilizzo ovunque ma non qui da noi. Di certo a Reggio Calabria o a Napoli o a Catania, o a Palermo o nel Lazio li useranno meglio, no?
        E poi, magari, aggiungiamoci anche che qui da noi la mafia controlla il potere (quindi pure Ambrosoli, giusto?) e allora mandiamo le nostre tasse nel Sud. Direttamente alla fonte. Basta con l’intermediazione mafiosa del PD lombardo, basta con la camorra pidiellina, basta con la ‘ndrangheta maroniana: i soldi vadano direttamente in Calabria, Campania e Sicilia. Quei bravi ragazzi.
        Il problema è che se questa è la TUA logica non c’è tanto da stare a discutere o cercare di capire. Disarmante, lo confesso.
        Ciao, A.

  3. Ulteriore considerazione di carattere numerico. La proposta di patrimoniale Civati-Taddei, fatta propria dal vostro raggruppamento Prossima Italia, prevedeva un contributo di alcune centinaia di euro annue per lavoratore, tramite la tassazione del patrimonio immobiliare. Non ricordo se si trattasse di 100 euro mensili o 500 annui, in ogni caso si parlerebbe di un importo complessivo oscillante fra i 500 e i 1200 annui circa per lavoratore -correggimi se ricordo male-.
    Orbene, se la proposta Maroni avesse successo anche semplicemente in relazione al residuo fiscale complessivo, al di là di quale livello di governo incassi direttamente le tasse, in Lombardia resterebbero/ritornerebbero fra i 16 e i 26 miliardi di Euro annui complessivi, a seconda delle stime Querzè o Unioncamere Veneto. In soldoni, si tratterebbe di avere fra i 1.600 e i 2.600 euro in più, all’anno, per ogni singolo cittadino lombardo, vecchi e neonati inclusi. E per giunta, in un’ottica “di sinistra”, questi soldi già sarebbero nelle mani del settore pubblico, non si tratterebbe di spostamento da privato a privato, con tutto ciò che questo significa in termini ideologici.
    Fra un Ambrosoli che in dieci pagine di programma (patto civico per la Lombardia) non fa nemmeno uno straccio di riferimento al residuo fiscale e un Maroni che alza la posta in questo modo, cento volte Maroni.

  4. ieri da vespa berlusconi ha parlato dell’accordo con la lega e del 75% proprio in relazione ai dati del corriere (66% di rientro). ovviamente lui ha contestato il dato in quanto non comprendeva le spese centrali che venivano fruite dalla regione (forze di polizia, sanità, etc). secondo lui la percentuale arrivava quindi al 70-72% e pertanto ha fatto l’accordo con Maroni convinto di poter alzare quei tre quatto punti per arrivare a 75%. parliamo di aria fritta signori. e si capiva lontano un miglio.

      • Alex, apprezzo che combatti :), ma é palese che i due sottoscrittori dell’accordo hanno in testa cose ben diverse. E solo grazie alle consapevoli e differenti interpretazioni il patto può stare in piedi.

  5. In effetti contano le risorse che vengono incassate direttamente e che direttamente possono essere spese dagli enti locali (il 35% di Maroni, se i suoi dati sono esatti). Ma anche considerando il residuo fiscale ( e quindi in questo caso il 66% o 60% del gettito fiscale verrebbe speso in Lombardia) non si può non rilevare comunque l’enorme quantità di denaro che Roma si “mangia” ogni anno. Non ci sono situazioni simili in nessun’altra parte d’Europa e la Catalogna sta facendo la secessione per molto ma molto meno (e faccio notare con il supporto attivo delle sinistre catalane). Detto questo Maroni non fa altro che reiterare le solite promesse che poi non verranno mantenute, stendiamo anche un velo pietoso sugli anni di governo Lega Nord-PDL. Il centro-sinistra però con Ambrosoli questi argomenti non li tocca, va bene così? I cittadini lombardi si meritano questa spoliazione? Ospedali, scuole, servizi pubblici a pezzi. Ma le nostre risorse non possiamo usarle per il nostro welfare? Ad Ambrosoli questo non interessa?

  6. Prima di tutto voglio chiarire a scanso di equivoci che io rispetto il pensiero di tutti e ovviamente ritengo che ognuno fatte le proprie valutazioni decida in piena libertà chi preferisca votare.
    Ribadisco che se Maroni avese corso da solo forse sarebbe piu credibile.Poi i numeri le statistiche i sondaggi le promesse lasciano il tempo che trovano.La Lombardia non potrà in ogni caso decidere di “trattenere” nulla che non sia deciso da Roma e a Roma stante l’accordo suicida a Maroni daranno qualche contentino al massimo.Domando solo in Lombardia negli ultimi venti anni ha forse governato la sinistra?E perchè non hanno fatto nulla per fermare la ‘ndrangheta? (sempre ministro dell’interno era ma sosteneva che la ‘ndrangheta non esiste).Perchè non hanno fatto nulla per agevolare il credito alle imprese sopratutto artigiane? Per non parlare di scuola e sanità (semrpe e solo sostegno alla privata a scapito della pubblica).
    Perchè mai ora dovrebbe governare in modo diverso?Quale santa illuminazione ha avuto?E i Renzo Bossi i Bel sito le Minetti non le vedeva? Io non “ce l’ho” a prescindere per partito preso infatti ho riconosciuto a molti aministratori locali, di parte avversa, di aver ben lavorato.

    • concordo con questo post, resta il rammarico: certe tematiche vengono lasciate alla Lega che poi le usa in modo strumentale. Un atteggiamento sinceramente “autonomista” da parte della sinistra lombarda (perché non prendere esempio dai compagni catalani, scozzesi ecc.?) spunterebbe le armi ai leghisti.

  7. Mauro, il problema non è “cosa ha fatto la Lega” in questi anni al governo della Lombardia.
    Il problema è COSA FARA’ IL PD, adesso, se vince il Pirellone. Di questo si deve discutere. Se loro dicono 75% delle tasse qui, voi cosa rispondete?
    Se è un accordo che vale poco, voi siete pronti a dire: “Altro che il 75, ci vuole l’80, o l’85” ? (questa domanda naturalmente vale anche per Stefano)
    (p.s.: in Emilia-Romagna la camorra è di casa; lì chi governa dal 1946? Tanto per capire se ci prendiamo in giro o parliamo di cose serie)

    • Io non ho detto che non ci sia ma perlomeno la decenza di non dire “non esiste” da ministro dell’interno.per quanto riguarda il programma di Ambosoli parliamone a me non pare sia una cattiva persona.

      • Caro Mauro, con Maroni ministro c’è stato il record di arrestati fra mafiosi, camorristi, ‘ndranghetisti e associati alla S.C.U. pugliese; con Mancino, ad esempio, c’è stata la trattativa.
        Quanto ad Ambrosoli, sicuramente sarà una brava persona, lungi da me pensare il contrario, solo che non basta più. Ci vuole il coraggio di battere la scarpa sul tavolo (ricordi un certo Kruscev?) con lo stato italiano e pretendere che la Lombardia, motore d’Europa con una popolazione superiore a quella di metà degli stati membri, abbia ALMENO un’autonomia pari a quella che in Spagna, ad esempio, ha la Catalogna. Che per giunta, per molto meno sfruttamento, se ne vuole andare, fai un po’ te.
        Il fatto che siamo una barca di coglioni non significa che il sistema che abbiamo accettato e che noi stessi, con presidenti del consiglio di destra e di sinistra, abbiamo contribuito ad edificare, sia giusto.
        Io sono un indipendentista che apprezza lo spirito della lezione di Marx: lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo non è una bella cosa, non capisco perchè nello stato italiano dovrebbe esserlo, sotto l’odiosa forma, per giunta, del pretesto etnico (del tipo “lasciamo assumere allo stato, cioè alle classi dirigenti lazialmeridionali elette con i voti delle mafie, centinaia di migliaia di dipendenti in quelle Regioni, poverini loro sono sfortunati, e noi tassiamoci al 60% del reddito per mantenerli, noi siamo ricchi…”)

  8. cominciamo dicendo che l’idea ‘migliana’ di una “macro-regione” al nord ai leghisti veneti provenienti dalla Liga Veneta potrebbe non piacere affatto: è un’idea tipicamente lombarda che a Roma sostituisce solo un nuovo centro geograficamente più vicino, non la vera autonomia che in Veneto è tanto sentita.

    aggiungo poi che l’idea del 75% di tasse in Lombardia per quanto affascinante è palesemente una bufala, una baggianata inattuabile. ottima propaganda, ma pessima politica. ed il centrosinistra deve andare a vedere questo “bluff” inattuabile.
    né vincendo Maroni, né con un governo di centrodestra (come in passato, ed il passato già insegna).

    insomma, ho speranze per il centrosinistra e (forse con troppa illusione) non si limitano alla Lombardia, ma anche al Veneto… vedremo

  9. Ho visto Berlusconi dalla Gruber, martedì sera, e alla domanda della conduttrice in merito alla richiesta della Lega di trattenere ha risposto che già in Lombardia rimane il 72% delle imposte versate, sotto forma di finanziamenti agli enti locali, di investimenti e infrastrutture, di ogni genere e forma di spesa. A quanto pare l’ha ripetuto anche da Vespa …
    Ha poi precisato che semplicemente tagliando la spesa pubblica complessiva (pari a circa 800 MLD €, secondo lui) la percentuale di cui sopra (non la somma in €, attenzione) salirebbe automaticamente al 75% rivendicato dai leghisti.
    Cosa significa? Che è aria fritta, che si tratta di un argomento da campagna elettorale, utile a far dimenticare gli anni di governo Lega e PdL a Roma e a Milano.
    Tanto, se Berlusconi dovesse tornare al governo, avrà sicuramente altre priorità …

  10. Leggo commenti che eludono la questione.
    E la questione è: posto che esiste una enorme anomalia italiana consistente nel “residuo fiscale” abnorme della Lombardia (e pure del Veneto e dell’Emilia-Romagna naturalmente), come si riduce tale residuo fiscale?

    Fintanto che i partiti dotati di ambizioni di governo (quantitativamente parlando legittime, in termini di previsioni elettorali ragionevoli), non affronteranno tale tema NEL MERITO, e NEI DETTAGLI, l’area del separatismo crescerà. Il che mi fa solo piacere. Ma è una questione mia. Siccome questo blog è di area piddina, e siccome il PD in Lombardia può tranquillamente giocarsela, gradirei che si discutesse di questo. Della Lega e delle sue fanfaluche si è parlato moltissimo, ma se non si ha nessuna alternativa programmatica da proporre per risolvere la suddetta questione, si rimane egualmente nel campo delle fanfaluche. Al massimo delle tattiche elettorali.Che forse è peggio. O forse no. Ma chissene, in fondo. Io so solo che dall’inizio di questa discussione i partecipanti (autore e commentatori intervenuti) hanno già “regalato” allo stato italiano oltre 100 Euro. E non parlo di tasse complessive, ma “soltanto” dei soldi che vanno senza tornare più (ho calcolato un 30% di residuo, per essere buono)

    Ringrazio fin d’ora chi vorrà rispondere nel merito.

  11. Stefano, credo che tu e Maroni stiate parlando di cose diverse, lui di percentuale di tasse gestite direttamente dal governo regionale, tu di saldi tra flussi tra regione e stato centrale. E se mi permetti, eviterei di prendere i numeri della Querzè come di qualunque altro giornalista, del resto. Perché dire che la Lombardia “ogni anno versa” e “ne riceve indietro” significa niente. Ogni anno, quale anno? Ne riceve indietro in che cosa? Fonte? Boh.

    In ogni caso, se pure tu volessi prendere per buoni quei numeri del Corriere ci sono almeno due cose su cui sarebbe interessante sapere cosa ne pensi tu e cosa ne pensa il PD:

    a) il fatto che in Lombardia si paghino per esempio 173 miliardi di tasse su un PIL che viaggia sui 320 (non specificando l’anno prendo un valore verosimile), cioè circa il 55% ti sembra una cosa normale?

    b) il fatto che un’ipotesi diversa di ridistribuzione del gettito produca un incremento di 16 miliardi annui del bilancio della Regione Lombardia che è attualmente intorno ai 23, con un incremento intorno al 70%, ti sembra poca roba?

    Ma, al di là dei conteggi, io forse cercherei di rendermi conto che siamo in campagna elettorale, quando di solito si sviluppa più che in altri momenti un’attività chiamata propaganda. In questi momenti non conta proprio una mazza lo specifico delle proposte, conta al limite il loro senso politico. Perché se facessimo l’elenco delle promesse puntuali tradite da questo o quel governo, credo che sul tradimento della mission fondamentale della sinistra di difendere il lavoro avrei un paio di notizie bomba, a partire dal pacchetto Treu in poi.

    Il senso politico dell’opzione leghista – che pullula di contraddizioni, come quella di TUTTI, centrosinistra in testa – è l’autonomia, al di là di come e fino a che grado la si voglia declinare: secessione, devolution, federalismo fiscale, macroregione europea, secessione.

    Non importa qui se parliamo di residuo fiscale o quota di gettito direttamente gestita, importa che l’orientamento generale e se vogliamo anche generico della proposta risulti:

    a) sufficientemente convincenti per una quota di elettorale necessaria a vincere le elezioni regionali
    b) sufficientemente distintivi rispetto alle altre opzioni politiche
    c) sufficientemente vaghi per poter essere digeriti dal PdL, senza il quale ogni proposta, anche la più precisa e definita, servirebbe – politicamente parlando – a un tubo nell’ambito delle strategie (condivisibili o meno) di un partito che non ha chiaramente scelto la “lunga marcia”, ma un pragmatismo al limite dell’opportunismo, generalmente smenandoci.

    Vogliamo parlare della genericità del documento che sta alla base del patto tra partiti del centrosinistra, quello sottoscritto quando si pensava di fare primarie di coalizione e non “civiche”? E’ chiaro che quel documento doveva tenere insieme istanze molto prossime al libersimo più destrorso presenti nel PD (stile Ichino, per dire) con le “nuove narrazioni” di marca vendoliana. Ovvio che non possa essere specifico. perché le “specifiche” si fanno dopo le elezioni, se si vince, a seconda delle concrete condizioni che si affrontano governando e non blaterando davanti alla telecamera di una qualsiasi tribuna elettorale e a seconda dei rapporti di forza interni tra partiti della coalizione.

    Quello che però a me sembra ragionevole pensare – perché la storia di questi ultimi 20 anni l’ha dimostrato in maniera cristallina – è che il Nord ottiene di più non già quando la Lega governa a Roma, ma proprio quando la Lega è forte a livello locale e all’opposizione a Roma. Tanto più quando a livello locale, oltre al consenso della Lega, si manifestano fenomeni come furono a loro tempo la LIFE e i Serenissimi del Tanko. Perché fu proprio in quelle fasi che a Roma, maggioranze di centrosinistra, hanno fatto riforme costituzionali in 5 minuti riscrivendo articoli che se fossero veramente stati attuati nella loro nuova formulazione, avrebbero semplicemente voluto dire la distruzione dell’Unità nazionale.

    daniele,milano

    P.S.: per correttezza “filologica”, la definizione del residuo fiscale non è di Gabrio Casati, ma di Unioncamere del Veneto.

    • Daniele, Maroni ed io parliamo delle stesse cose, ed entrambi non sappiamo bene di ciò che parliamo. E per me non è un problema, per Maroni, forse, sì. Bobo, oggi in conferenza stampa, ha citato i 16 miliardi dell’articolo del Corriere. L’alleanza si regge su questo accordo, interpretato dalle due parti in maniera molto (molto!) diversa. E’ mio “dovere” – si fa per dire – scrivere che questo accordo è una roba da cialtroni.

      • Addirittura un “dovere”?
        Io dico solo che l’esegesi degli slogan in campagna elettorale non credo che rappresenti un tassello cruciale dell’analisi politica. Può essere un’attività di propaganda, ma nel caso ha poco senso entrare nei dettagli perché sono forzatamente piegati alla, legittima, distorsione a fini politici.

        Sarebbe fin troppo semplice ribattere a “L’Italia dei giusti” con frasi tipo “giusti come quei ministri dei governi sostenuti dai partiti di centrosinistra che trattavano con la mafia ed edulcoravano l’articolo 41bis, tacitando in seguito i magistrati per mano di un loro presidente della repubblica che fa distruggere le intercettazioni utili alle indagini?”

        Ma a me sembrerebbe un battibecco tipo “specchio riflesso” o “faccia di serpente”.

        Mi pare invece più interessante capire come questa o quell’offerta politica – al di là di come ottenga i voti per governare, purché con mezzi leciti – possa incidere effettivamente sulla realtà. Da questo punto di vista non c’è dubbio che la posta vera sia rappresentata dagli equilibri che si otterranno al Senato, anche in relazione ai risultati in Lombardia per le dimensioni del suo elettorato (come hai giustamente evidenziato). Per esempio perché, visto che Monti s’è ridotto a stringersi tra due relitti come Fini e Casini, se il centrosinistra non avesse i numeri per governare, gli impatti del risultato elettorale italiano sarebbero devastanti per gli equilibri europei (e dunque globali). Il trucchetto tecnocratico-finanziario di far pagare gli esiti (e le ruberie) della globalizzazione sregolata e della finanziarizzazione ai lavoratori, alle imprese produttive, ai contribuenti e ai comuni cittadini con lo spauracchio dello spread andrebbe leggermente in vacca.

        daniele,milano

      • “Dovere” tra virgolette e seguito da “si fa per dire”. Comunque, questo non è solo uno slogan – lo ripeto: è il trucco sul quale si basa l’alleanza di centrodestra, che non è tornata tra i vivi per fare le cose, ma per evitare che entrambi i partiti che ne fanno parte finissero in miseria (soprattutto il PdL).

      • Ma allora sarebbe anche tuo “dovere” scrivere che il Patto Civico per la Lombardia del PD e soci non dice una mazza sul problema dei problemi, ovvero il residuo fiscale lombardo, che è il più alto (di gran lunga il più alto) in Europa. Altrimenti anche le tue critiche a Maroni, Stefano, seppur perfettamente legittime, restano mera propaganda. Non solo di parte, ma anche fini a se stesse.
        E non dirmi per favore che tu stai semplicemente facendo il tuo mestiere di militante di partito. Perchè non è questo il punto. Se io ti chiedessi cosa propone il PD per la sanità lombarda tu me lo sapresti dire. Idem sull’ambiente e su un sacco di altre cose. Ma su QUELLA questione, no. Perchè il tuo partito NON la vuole affrontare, perchè sa che il solo fatto di affrontarla significherebbe riconoscerla e, quindi, implicitamente dar ragione, almeno parzialmente, non solo a quanti attorno a quella questione hanno costruito un partito (la Lega), ma anche a quanti continuano a sostenere, dalle più svariate posizioni politiche, che o si corregge drasticamente l’anomalia o l’unità dello stato salta.
        Buonanotte Ste, per oggi proiettili finiti 🙂 A.

      • Ma certo che Lega e PdL sono tornati insieme per non sparire. Dico, ma sarebbero stati degli imbecilli a non farlo! E sarebbero stati imbecilli a non provare, avendone l’opportunità, a rivincere in Lombardia dove hanno 23 miliardi da gestire. Mi pare un’ovvietà, quanto il fatto che tale accordo – dal loro punto di vista – dovesse essere chiuso a qualunque condizione, anche raccontando e raccondandosi un po’ di balle.

        Chiunque, politicamente ragionevole, al loro posto avrebbe fatto esattamente la stessa cosa. Quando Rifondazione tirò giù Prodi, il centrosinistra arrivò a imbarcare i Cossiga, i Mastella e persino un sottosegretario ex MSI, sai quante balle si sono e ci hanno raccontato? E, politicamente parlando, fecero bene, altrimenti Berlusconi sarebbe ritornato con qualche anno di anticipo sul 2001, mentre così il centrosinistra ha governato praticamente per tutti gli anni Novanta, salvo la parentesi di 9 mesi berlusconiana nel ’94.

        E’ per questo che dico, che senso ha “denunciare” l’incomprensibilità di uno slogan o di una riga di accordo?

        Dal punto di vista programmatico, il concetto (slogan a parte) è chiarissimo:
        – cittadino lombardo, tu paghi troppe tasse
        – cittadino lombardo, gran parte delle tasse che paghi serve per foraggiare sprechi e ruberie gigantesche altrove
        – cittadino lombardo, se mi voti, mi adopererò affinché una maggiore quota di quelle tasse che versi inutilmente allo Stato ti vengano restituite, o non facendotele pagare oppure offrendoti più servizi, prestazioni e investimenti.

        Dal punto di vista politico, invece, significa: se la Lega conquista anche la presidenza della Regione Lombardia, ci saranno due anni in cui 3 regioni che raccolgono quasi un terzo degli italiani e quasi metà del PIL saranno guidate da una forza il cui scopo è rivedere i rapporti tra regioni e Stato centrale, a partire dalla distribuzione delle risorse pubbliche. Non è un fatto irrilevante. Tanto più che da qui a 2 anni in Europa ci saranno 2 referendum per l’indipendenza di Scozia e Catalogna. Personalmente io penso che l’obiettivo politico della Lega – posto che conquisti la presidenza in Lombardia – avrà peso se a livello centrale la Lega sarà invece opposizione, perché paradossalmente il suo peso negoziale aumenta esponenzialmente. Dal suo punto di vista, quindi, sarebbe auspicabile che il PD vinca tutto, ma non la Lombardia.

        daniele,milano

  12. francamente, non capisco il problema “centrale” del residuo fiscale.
    cioè, ne capisco la matematica, ma non la logica: l’Italia non è uno Stato federale nel quale i singoli enti locali hanno piena autonomia finanziaria, ma tuttora uno Stato con forte impronta centrale. il fatto che in Lombardia (dico Lombardia per intendere tutte le regioni coinvolte) torni o meno una data percentuale delle imposte pagate è frutto di una logica distorta, come se il mero calcolo matematico potesse risolvere la questione.
    questione che, per come la vedo io, è piuttosto quella della coesione nazionale, della visione di insieme e dei servizi essenziali.
    i servizi pubblici essenziali in Lombardia sono garantiti? le competenze attribuite dalla costituzione sono realizzate o realizzabili? se sì, i restanti fondi derivanti dalle tasse possono (e devono) andare allo Stato centrale per la perequazione e per la realizzazione di opere e politiche il cui interesse trascende quello puramente regionale.
    per fare un becero esempio, la TAV chi la finanzia, solo la Lombardia o il Piemonte? od è invece un’opera che interessa l’intero paese?
    l’interesse generale e nazionale prevale su quello locale: dobbiamo essere in grado di spiegare anche questo ai Lombardi.
    perchè la Lombardia col suo 75% di imposte non va da nessuna parte se poi lo Stato italiano fallisce.
    questo, a mio avviso, allo stato dei fatti.

    se poi vogliamo che ogni regione abbia una propria piena autonomia finanziaria, dobbiamo metter mano anche alla Costituzione e realizzare un vero e proprio “federalismo”, non solo fiscale (altra grande bufala).
    federalismo che comunque dovrebbe garantire alcuni servizi nazionali (difesa, polizia, giustizia….) e COMUNQUE dovrebbe consentire il rientro del debito.
    quindi, anche in questo caso, il 75% di Maroni rimane una bufala, almeno fino a che non si sia rimediato al disastroso stato dei bilanci nazionali.
    grazie

    • Che stimolo può avere la popolazione di una Regione a produrre di più, se tanto quello che può rimanere (o può ritornare) sul territorio deve solo garantire i servizi pubblici essenziali?
      E ancora: la scelta di finanziare società pubbliche che sono solo e soltanto stipendifici (la quasi totalità di quelle meridionali) è perequazione?
      Il fatto che la Repubblica italiana non sia uno stato federale ha qualche significato giustificativo, agli occhi del cittadino lavoratore lombardo, quando egli si accorge che il suo stipendio è inferiore ed incomparabilmente meno garantito di quello del forestale calabrese, tutelato dalle lobbies politico-mafiose che con il relativo voto perpetuano il proprio potere?
      Quale sarebbe l'”interesse generale italiano”?
      Chi lavora e produce di più ha diritto di usufruire del frutto del proprio lavoro o deve vederselo prelevare coattivamente in nome di tale “interesse generale” (che poi è dannatamente particulare, alla prova dei fatti e dei flussi, altrimenti non staremmo qui a parlarne)?
      Coesione nazionale significa espandere l’influenza delle mafie del Sud attraverso il finanziamento di opere pubbliche e posti di lavoro clientelari, mediante il frutto della tassazione più alta al mondo che grava su imprese e lavoratori lombardo-veneti?

      • rispondo, almeno per il momento, con due battute. che ovviamente non vogliono né possono essere esaustiva, ma solo e semmai allusive:
        a me non interessa chi realizza l’interesse generale, purchè si realizzi al meglio.
        (se la metropolitana di Milano è studiata a Roma anziché in Lombardia, per me è indifferente: purchè si faccia presto e bene)

        di qui, non mi sembra proprio che oggi od in passato il nord tutto abbia brillato di trasparenza… “mani pulite” è o non è scoppiata a Milano? pensiamo che gli scandali siano finiti o localizzati solo nel meridione?
        (dove non nego certo che ci siano e siano eccezionali)

    • Che l’Italia non sia federale, non ci piove. Mentre il ragionamento – anche con uno stato federale e non con uno stato autonomo – non è affatto come dici. In Germania ovviamente i Länder più ricchi contribuiscono con una quota maggiore al bilancio federale e dunque versano risorse fiscali in “solidarietà”. Quello che però deve essere garantito è che prima e dopo la sottrazione delle risorse devolute in solidarietà il posto del singolo Land nella classifica delle risorse disponibili per ciascun Land NON deve cambiare. Cioè ai Land più ricchi deve essere garantito di poter finanziare ben più che non i “servizi essenziali che devono essere garantiti per costituzione”.

      A me sembra un principio sano, a te?

      daniele,milano

      • Due domande da sincero ignorante: in Germania tale principio è stabilito per legge? Stai parlando delle risorse in termini assoluti o in termini relativi? Insomma, ho capito il principio, ma non mi è chiarissima la realizzazione.
        Grazie,
        stefano

      • In Germania vigono due diversi regimi di tassazione.

        Per ciò che concerne la tassazione esclusiva, la federazione ha competenza su dogane, tabacco , benzina, caffè e alcolici (tranne la birra), gli stati su tasse di successione, compravendita immobili, attività produttive e birra, i comuni le tasse sulla proprietà immobiliare (l’imu tedesca).

        Il resto (che è il grosso, in particolare da quando l’UE ha abolito le dogane interne), è stabilito in regime di compartecipazione. E si tratta principalmente di IVA e tassazione sui redditi.
        A differenza che in Italia, dove l’importo e le quote di compartecipazione minima e massima sono stabilite dallo Stato, in Germania l’importo dell’imposta è stabilita da Federazione e Laender congiuntamente (bundestag + bundesrat) e l’incasso è ripartito tra Federazione e Laender in base a quote fisse stabilite nella Costituzione (più o meno 50-50)

  13. “i servizi pubblici essenziali in Lombardia sono garantiti?”
    la risposta è no, i tagli stanno distruggendo tutto (sistema sanitario in primis e le scuole cadono letteralmente a pezzi). Persino per costruire una linea di metropolitana dobbiamo andare con il cappello in mano a Roma a chiedere un po’ dei nostri soldi (e attendere anni). La burocrazia dello stato italiano è folle ed inefficiente, il sistema giudiziario funziona malissimo. Quindi a fronte di un imposizione fiscale elevata ci sono servizi pubblici scadenti, la perequazione in questo paese equivale all’assistenzialismo e alla copertura di buchi di bilancio provocati da amministratori irresponsabili. Una riforma della Costituzione per rendere federale la Repubblica Italiana non si farà mai, inutile girarci attorno.

    • d’accordo: la burocrazie è inefficiente. non ho mica problemi a negarlo, l’ho vissuto anche io sulla mia pelle.
      ma sai bene come me che la situazione di elevata pressione fiscale e pessimi servizi è comune a tutta Italia, non solo alla Lombardia.
      quanto alla mancata assicurazione dei servizi pubblici essenziali, guardiamoci in faccia e riconosciamo che la colpa non è solo del fisco, ma anche della politica (locale e nazionale): tagli lineari, invece di focalizzarci sugli sprechi; corruzione e connivenza con alcuni centri di potere.
      io non sono lombardo, ma immagino non serva che vi citi nomi e cognomi dei singoli casi…. se questi signori avessero amministrato meglio, probabilmente il bilancio ed il servizi per i lombardi sarebbero assai migliori!
      ma allora non è colpa del sistema fiscale nazionale.

      • Il sistema fiscale nazionale sottrae alla Lombardia enormi quantità di denaro che potrebbero essere gestite molto meglio in Lombardia piuttosto che dallo stato. Lo dimostra il fatto che QUALSIASI indice statistico in termini di best practices e gestione della cosa pubblica posiziona la Lombardia ai primi posti in ambito italiano. E’ chiaro quindi che l’intermediazione coatta dello stato italiano, unita al trasferimento di enormi quantitativi di denaro, depaupera la nostra Regione di moltissime opportunità. I casi di malversazione e corruzione sono fisiologici in Lombardia, non patologici. Nelle ultime settimane, pur avendo visto casi di utilizzo del tutto inappropriato dei fondi consiliari (in ogni caso dati a fondo perduto, quindi tutto finirà in nulla), le statistiche sui costi delle Regioni hanno ancora una volta dimostrato che l’area Lazio-Mezzogiorno è in testa per sprechi. E, come sappiamo, per malgoverno (si pensi soltanto alle emergenze rifiuti che riguardano Lazio, Sicilia, Calabria e la sempiterna Campania).
        Noi non vogliamo la secessione per ragioni identitarie, la vogliamo perchè il patto si è rotto. Dopo 150 anni l’assetto unitario mostra non solo limiti, ma storture gravissime. E se solo si avesse il coraggio di ammetterlo, bisognerebbe riconoscere che l’infezione mafiosa regalata al mondo è stata possibile proprio grazie all’unità, che ha messo un intero stato al servizio della criminalità organizzata, tramite il continuo finanziamento incontrollato di ogni sorta di spesa.

      • il problema principale è il fatto che lo stato italiano drena troppe risorse e in cambio non fornisce servizi adeguati (sistema giudiziario, ordine pubblico, istruzione sono a carico dello stato centrale).
        Per quel che riguarda i servizi forniti dagli enti locali (principalmente sanità e trasporti locali) anche qui incide moltissimo la politica dei tagli decisa a Roma, naturalmente la giunta regionale lombarda avrebbe potuto essere più efficiente (ma almeno non produce buchi vertiginosi di bilancio a differenza di altre regioni) e non intendo certo difendere Formigoni e soci. La giunta regionale lombarda potrebbe anche essere la migliore del mondo ma più di tanto non si può fare, troppe risorse vanno a Roma e non tornano più indietro, così è impossibile mantenere il passo delle altre regioni europee più sviluppate (come la Catalogna che sta per secedere). E per cosa? non per solidarietà bensì per perpetuare il clientelismo e l’assistenzialismo tipici della Repubblica Italiana che non produce sviluppo e alimenta le mafie.

      • alessandro storti e andrea mi, rispondo assieme per praticità:
        ah, vabbè ma allora diciamolo che vogliamo la secessione. punto. scusate, essendo nuovo qui mi è sfuggito.
        si cita la Catalogna, ma voi pensate forse che una Catalogna indipendente se la passerebbe meglio? e come, che forse dichiarando l’indipendenza non si beccherebbe almeno in parte il debito accumulato dallo Stato spagnolo? e che da sola possa andare a trattare, chessò… con la LIbia per l’immigrazione?
        dai, queste sono baggianate.

        io capisco -ripeto-, capisco benissimo l’esigenza di un sistema di bilancio meglio strutturato e che garantisca maggioremente le regioni più produttive. di fatti, non hi dai detto che i servizi essenziali non possano essere superati da chi può eccellerre! né lo penserei.
        ma sarei piuttosto favorevole a modelli e soluzioni diverse, rispetto a sparate come quella di Maroni. penso, ad esempio, all’idea di tassazioni localizzate (IMU e tassa di sucessione gestite dai comuni, che avrebbero maggiore potere di controllo).

        questo per rispondere in generale, se volete entro nel dettaglio….

      • @ Redpoz:
        sul debito statale: la Lombardia potrebbe accollarsene molto di più di quanto ce ne “tocchi” a livello di proporzione demografica.
        Sull’immigrazione: la questione dovrebbe essere trattata e gestita a livello comunitario. Noi siamo separatisti pro-UE, non anti-UE.
        La costruzione comunitaria favorisce i processi di allargamento interno del numero di stati membri e risolve molti dei problemi che un tempo si sarebbero posti: moneta comune, frontiere virtuali, acquis communautaire.

        Quanto al riequilibrio, pur concordando sul fatto che ci sarebbero strade per praticarlo, resta il fatto che lo stato italiano non è riformabile e tale riequilibrio si è dimostrato incapace di perseguirlo. Altrimenti avremmo già assistito ad una vera federalizzazione del sistema. Il “vincolo del Sud” si è dimostrato insuperabile, qualsiasi provvedimento tendente a riequilibrare i flussi è miseramente fallito, ultimo in ordine di tempo il principio dei costi standard.

        La vera domanda è: perchè la vocazione socialdemocratica del Nord deve essere ancora sacrificata sull'”altare della patria”?

  14. La Catalogna ha un parlamento regionale a maggioranza separatista, le sinistre catalane (ERC e CUP in primis) guidano il processo indipendentista. La Catalogna vuole rimanere nell’Unione Europea e sicuramente si accollerà una parte del debito spagnolo, sono determinati e non è una baggianata. Perché mai la Catalogna e la Lombardia non potrebbero essere indipendenti come altri stati con popolazione e ricchezza simili dell’UE (Austria, Finlandia, Olanda, Danimarca, Svezia ecc..)? Nel 2014 in Scozia decideranno (sempre con un referendum) se rimanere nel Regno Unito (e anche qui le sinistre sono protagoniste), movimenti secessionisti ci sono anche nelle Fiandre, nei Paesi Baschi e in altre regioni europee. Se l’Italia fosse riformabile,caro Redpoz, sarei d’accordo con te ma purtroppo (o per fortuna) non ci credo più.

    • In ogni caso, io mi ricordo anche di quando la sinistra pretendeva (giustamente) l’indipendenza dei paesi poveri. Cioè, capiamoci, non è che si può parlare di slow food e decrescita, e poi dire che la Lombardia andrebbe a stare peggio, secondo gli attuali parametri economici, una volta indipendente. È ovvio che una Repubblica Lombarda indipendente nell’ambito dell’Unione Europea starebbe molto meglio di come stia adesso la Regione Lombardia nell’ambito dello Stato italiano, però non è mica questo l’unico criterio sulla cui base valutare la fattibilità o l’opportunità del distacco.
      L’unico criterio, in effetti, è il consenso. Quando lo avremo, e lo avremo, la secessione si concretizzerà.

  15. Quando la Lega era CONTRO la concessione dello Statuto Speciale al Veneto : anno di grazia 1998

    http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/04/Veneto_autonomo_lite_nel_Polo_co_0_9804043210.shtml

    [..] negato alla Regione [Veneto] uno statuto speciale simile a quello Siciliano

    No al Veneto autonomo, e’ lite nel Polo Sull’intesa Forza Italia – Lega contrasto Berlusconi – Fini : “I numeri servono”. “No, ci sono anche i valori”

    ROMA – Forza Italia (quasi al completo), Lega (con POCHISSIMI RAPPRESENTANTI PRESENTI) e An (spaccata a meta’) non ce l’hanno fatta a far passare alla Camera quella che poteva essere una mezza rivoluzione : la concessione al Veneto dello status di Regione a statuto speciale.

    E’ stata infatti bocciata la proposta (in due emendamenti alla Bicamerale, uno di Forza Italia e uno del PPI Bressa) [Partito Popolare Italiano – ora confluito nel PD] di dare al Veneto (e anche alla Lombardia) uno statuto simile a quello, super – autonomista, della Sicilia

    [..]

    FINE CITAZIONE

    Da ciò si evince che l’autonomia e la libertà del Nord già nel lontano 1998 erano in OSTAGGIO a una dirigenza assenteista in Parlamento e disinteressata a ottenere benefits per il Nord

    Lo schema ricorrente è quello che appunto ricorre nella storia politica italiota – a far data dall’antico terremoto del Belice : una comunità di disastrati nella valle del Belice , e poi purtroppo anche altrove al Sud , e una comunità di sfruttati al Nord – vengono tenute in OSTAGGIO :

    al Sud per mantenere il flusso dei finanziamenti (che poi saranno illegalmente dirottati o strumentalmente spesi per interessi esclusivamente privatistici) … al Nord per mantenere il flusso della RENDITA POLITICA

    facebook > Cantone Nordovest

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