L’affluenza alle primarie del centrosinistra

Domani c’è il secondo turno delle primarie del centrosinistra.
Stefano ha già analizzato qui: la distribuzione territoriale del voto, che ha visto Bersani vincere in quasi tutta Italia, con l’eccezione: 1) della Toscana, di parte di Umbria e Marche e di alcune province “ex-bianche” del Nord che sono andate a Renzi e 2) di tre province pugliesi andate a Vendola.

Da quel che ne so, se molti si son chiesti “chi ha vinto dove”, nessuno si è chiesto “chi ha votato dove”. Per cui ecco una mappa dell’affluenza al voto per provincia.

Affluenza per Provincia 4Come dato nazionale, l’affluenza è stata del 6,6%.

A livello territoriale, niente di nuovo.
Le province con più alta affluenza sono nella “regioni rosse” del centronord:  Emilia-Romagna, Umbria, Toscana con la tradizionale e secolare eccezione di Lucca.

Firenze, la provincia con la più alta affluenza, al 20,3%, Bolzano quella con la più bassa, all’1,7%.

Al Sud ben sopra la media nazionale la Basilicata. Sopra la media anche le grandi città di Roma e Milano.

L’affluenza è invece bassa nella zona a Nord del Po. A parte Milano e la Spezia, tutte le province segnano un’affluenza inferiore alla media nazionale. Il centrosinistra sembra continuare ad avere problemi a far partecipare chi vive in questa zona del Paese (che rappresenta il 38% della popolazione italiana e il 46% del PIL nazionale, ma solo il 31% dei votanti alle primarie).

Una situazione comunque non dissimile a quella che vi è a Sud delle Regioni rosse: da Terni in giù vive il 47% della popolazione ma solo il 38% dei votanti alle primarie.

In Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche, le “Regioni rosse” vivono invece il 18% degli italiani e il 34% dei votanti alle primarie.

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In più, per i patiti del genere, un’altra mappa!
Questa mappa mostra le preferenze territoriali dei 5 candidati.
A scanso di equivoci, questa mappa NON mostra quanto forte è un candidato in una determinata provincia: Stefano ha già spiegato che Bersani è il più forte un po’ in tutte le province d’Italia tranne in Toscana, Umbria, Marche, qualche provincia del Nord e tre province pugliesi.
Invece, la mappa mostra, per ogni territorio, quale candidato ha ricevuto una preferenza maggiore rispetto alla media nazionale.

Preferenze Territoriali per ProvinciaCome prevedibile, Laura Puppato mostra un legame particolare con le province trivenete, anche se con qualche eccezione.

Nichi Vendola ha ricevuto una preferenza particolare prevalentemente al Sud: nella sua Puglia, in Molise, in Abruzzo. Ma anche nelle province comprendenti le grandi città: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bari, Catania. Come dice l’ANSA, Bersani va più forte di Renzi nelle città, ma questo è probabilmente dovuto alla forza di Vendola.

In qualche modo speculare a Vendola, troviamo Renzi. Matteo Renzi ha ricevuto voti superiori alla media nazionale solo nelle province a Nord di Roma: Toscana, Umbria, Marche ma anche in alcune province “rurali” a Nord del Po.

In controtendenza, Pierluigi Bersani è andato bene un po’ in tutta Italia: Nord e Sud. In alcune province padane, così come in Liguria, Basilicata, Calabria e Sardegna, per gli altri candidati non c’è stata storia.

Altro candidato il cui voto è ben distribuito a livello nazionale è Tabacci. Bruno Tabacci ha fatto male un po’ ovunque con l’unica eccezione di Benevento, dove è riuscito ad arrivare terzo dopo Bersani e Renzi. Ed ad alzare l’affluenza al di sopra della media nazionale.

P.s. I dati ufficiosi del comitato Italia Bene Comune per la provincia di Padova sono sbagliati (i dati sono scomparsi dal sito ufficiale, ma c’è una copia qui). Ho corretto con i dati trovati su il Mattino. Di quest’errore mi sono accorto io, non sono responsabile di eventuali altri errori del comitato.

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14 thoughts on “L’affluenza alle primarie del centrosinistra

  1. Pingback: Come sono andate le cose al primo turno | [ciwati]

  2. non ho votato per il pd , perchè sono schifata dalla politica ,tutti i partiti pensano solo alla poltrona. Mi piace molto Matteo Renzi . Il PD se vuole governare il paese alle prossime elezioni deve far candidare Renzi così prenderà anche i voti di tutti i delusi della politica.
    Abbiamo provato per anni sempre con i soliti adesso è tempo di cambiare, lasciate le poltrone e lasciate i privilegi.

  3. Avevo notato anch’io che i dati erano scomparsi dal sito ufficiale e lo trovo sinceramente scandaloso. Scandaloso perchè, se leggiamo bene, non sono dati definitivi. Mancano infatti alcuni (2 in Piemonte, 3 in Lombardia, 2 in Alto Adige, 7 in Toscana, 5 in Abruzzo, 9 in Campania, tot 28)seggi dei quali probabilmente non sapremo più nulla. E oltretutto invece il conteggio totale miracolosamente li fa apparire tutti. Insomma non proprio la trasparenza che ci si aspetterebbe. Detto questo sarebbe interessante sapere in quali zone, a parte la Toscana c’è stata una controtendenza rispetto alle primarie precedenti, ovvero si è avuto un incremento del numero dei votanti ad onta di una generale diminuzione.

      • Caro Valerio speravo che voi militanti del PD aveste accesso a quei dati che noi comuni mortali abbiamo potuto consultare solo al momento delle elezioni e che poi, come è successo per queste recenti primarie, sono “misteriosamente” spariti. Probabilmente, però, saranno patrimonio di qualche cerchio magico che li custodisce gelosamente e non vuole che possano essere studiati da chi non vi fa parte. Quelli che sono ancora reperibili sul web sono quelli delle primarie del 2005 (http://wwww.dsonline.it/allegatidef/risultati-primarie10028547.pdf) i più affini sicuramente, essendosi trattato anche in quel caso di primarie di coalizione per la designazione al premierato, ma anche i più lontani nel tempo. Perchè in 7 anni la situazione nazionale e pure internazionale ha subito mutazioni impreviste ed imprevedibili. Un saluto.

  4. C’è correlazione fra affluenza e preferenza per un candidato? Guardando le mappe si direbbe di no ma ci vorrebbe un’analisi ad hoc

    • Guardando la seconda mappa, sì che si vede… 🙂

      Puppato forte a Nord-Est, Vendola forte al sud -> zone a bassa affluenza.
      Bersani e Tabacci distribuiti ovunque -> nessuna correlazione con l’affluenza.
      Renzi forte nelle regioni rosse -> zone ad alta affluenza.

      In numeri, la correlazione con l’affluenza provinciale:
      Vendola -0.38, Puppato -0.21, Tabacci -0.08, Bersani -0.07, Renzi +0.39

  5. Qualche curiosità confrontando i risultati delle primarie del 2005 e quelle 2012. Solo in 5 province, a fronte di cali dei votanti superiori anche del 50%, c’è stato un incremento: Firenze 157.515-155.897, Massa Carrara 26.560-20.300, Barletta-Andria-Trani 14.394-13.955, Vibo Valentia 12.494-12.465 , Messina 30.344-22.512.
    In tutti i casi risultati come prevedibile molto diversi dalla media nazionale:
    Firenze: Bersani 32,80%, Vendola 10,10%, Renzi 54,60%
    MC: Bersani 41,90%, Vendola 13,60%, Renzi 41,30%
    BAT: Bersani 35,80%, Vendola 31,10%, Renzi 21,50%
    VV: Bersani 71,80%, Vendola 7,40%, Renzi 13,00%
    Messina: Bersani 64,20%, Vendola 11,80%, Renzi 22,20%
    Purtroppo manca il confronto con le consultazioni del 2007 e del 2009 tuttavia, al di là di tutto, pare evidente che ci sono stati explit davvero singolari..

  6. Pingback: Differenze nell’affluenza alle primarie tra il 2005 e il 2012 | Cronache dal nord Italia

  7. Pingback: Riflessioni tra una primarie e l’altra @matteorenzi « citizensquare

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