Passaggio a Nord-Est (50) – Allarme rosso

In Lombardia i partiti di sinistra sono tutti (con varie sfumature) appiattiti su posizioni romanocentriche; temi riguardanti l’autonomia, il federalismo, l’indipendentismo sono considerati con sospetto. Anzi assistiamo ad una deriva nazionalista imbarazzante con sventolio di tricolori e glorificazione della mitologia risorgimentale, credo sia abbastanza evidente che un tale atteggiamento non possa che nuocere ai Lombardi.
Nuoce poiché è innanzitutto strumentale, nasce dall’avversione e dal disprezzo (in parte giustificati) nei confronti della Lega Nord ma è privo di motivazioni legate alla realtà e non consente un dibattito sereno sul destino della Repubblica Italiana (e quindi anche della Regione Lombardia).
Nuoce perché gli interessi dei cittadini lombardi passano invece attraverso le tematiche sopraccitate; la Lombardia non riesce più a reggere il peso della crisi aggravata dall’elefantiaco ed inefficiente stato italiano.

Se posiamo lo sguardo su altre realtà europee notiamo immediatamente che i movimenti di sinistra sono invece molto attivi  e critici nei confronti dello stato centrale, due esempi su tutti: in Catalogna ERC (Esquerra Republicana de Catalunya) è dichiaratamente indipendentista, il PSC (Partit dels Socialistes de Catalunya) è favorevole ad un eventuale referendum sull’indipendenza, il PSOE spagnolo ritiene necessaria una riforma della costituzione in senso federalista; in Scozia sono indipendentisti sia SNP (Scottish National Party) che SSP (Scottish Socialist Party), recentemente è nato LFI (Labour for indipendence) che raggruppa i laburisti orientati a votare YES nel 2014 quando si terrà il referendum per l’indipendenza della Scozia.
I partiti di sinistra di quei territori sono protagonisti dei cambiamenti in atto, sono vicini agli interessi delle popolazioni che rappresentano, accettano infine il “diritto di decidere” senza arroccarsi su posizioni ammuffite in difesa dei “sacri confini”.

All’interno della Repubblica Italiana è il Veneto a salire agli onori della cronaca, 42 consiglieri regionali [un aggiornamento di oggi 20 ottobre indica addirittura 43, n.d.r.] su 60 hanno recentemente sottoscritto la richiesta di convocazione di un consiglio straordinario il cui tema sarà: “La Regione Veneto tra neo-centralismo, federalismo, autonomia e indipendenza”. Si discuterà quindi anche di autodeterminazione e dell’opportunità di organizzare un referendum riguardante l’indipendenza del Veneto.
Tra i firmatari ci sono anche Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra) e Stefano Fracasso (PD). In un comunicato la FDS Veneta si scaglia contro le politiche accentratrici del governo Monti: “La nostra sinistra è per natura antagonista al centralismo statale, che allontana le comunità locali dalla possibilità di essere protagoniste nelle scelte che le riguardano più da vicino. Anche per questo sosteniamo che per spazzare via corruzione, privilegi e scarsa trasparenza della politica, sia indispensabile lo strumento della partecipazione popolare, avvicinando le sedi di decisione ai cittadini…”

Giova inoltre ricordare l’iniziativa del sindaco di Silea (TV) Silvano Piazza (vicino al PD) quando nel maggio di quest’anno scrisse al prefetto: “Ho rimosso le bandiere italiane fino a quando terminerà questo ignobile ladrocinio, e non sarò con Lei alla festa del 2 giugno “. Una scelta radicale per contestare la politica di questo governo nei confronti degli enti locali.

In Lombardia l’encefalogramma dei progressisti su queste tematiche è piatto (OnTheNord a parte, naturalmente) e lo scrivo senza il minimo compiacimento, federalismo e indipendenza sono parolacce. E spiace dover rilevare l’incredibile e increscioso comportamento di Ettore Martinelli (PD) durante una trasmissione su Rete 4; a questo proposito vi invito a leggere l’articolo di Alex Storti sul blog Queimada.
Ma siete sicuri che ai Lombardi non interessino i temi legati all’autogoverno e all’indipendenza? Non sarebbe il caso di interpellarli?
Dret de decidir!, affermano democraticamente i compagni catalani, We want the Right to choose sostengono i compagni scozzesi.

Andrea Givone

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3 thoughts on “Passaggio a Nord-Est (50) – Allarme rosso

  1. OTTIMA ANALISI! qua nel Veneto, all’avanguardia su queste tematiche (ricordo che la prima Lega (Liga) è nata da noi), incomincia a passare trasversalmente a ogni partito, almeno nella base, il concetto di autonomia e, perché no, di indipendenza.

  2. “Voemo el dirito de decidar” dixe i Veneti.
    Bell’articolo.In Veneto sembra sia piu’ il centro destra a spingere per l’indipendenza.Sembra….
    La sinistra italiana e piu’ in generale la politica italiana è troppo presa da se stessa per accorgersi degli umori Veneti Lombardi Sardi ect ect.
    E forse come ha detto il prof.Carlo Lettieri a Gallio meglio che non se ne accorgano,perchè quando se ne accorgeranno l’indipendenza avrà già bussato alla porta.E per loro sarà troppo tardi.

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