Il più grande sbarco che la Sicilia ricordi

Dai diversi filmati, molti amatoriali, che girano sulla rete, possono essere ricavati alcuni messaggi lanciati ieri da Beppe Grillo, prima e dopo il suo sbarco in Sicilia. «Il terzo sbarco della storia della Sicilia», lo ha definito.

Il primo sbarco sarebbe stato quello di Garibaldi, che ha portato i Savoia e «i Savoia vi hanno ridotto così, Garibaldi».

Il secondo sbarco è stato quello degli americani, che con «Lucky Luciano hanno portato la mafia». Che poi Lucky fosse nato Salvatore Lucania, non interessa.

La Sicilia, inoltre, sta fallendo per il credito e non per il debito, «a differenza della Grecia», perché «lo Stato italiano deve un miliardo di euro alla Sicilia e gli imprenditori italiani devono prendere cinque miliardi dallo Stato italiano». La soluzione, quindi, è il ritorno al centralismo? «Questo non lo so. Ma il centralismo di chi, di questi?! Noi siamo come un bidone aspiratutto, come un autospurgo: aspiriamo questa classe politica per ricollocarla in posti più adeguati».

Il messaggio che passa è preciso: i problemi della Sicilia sono di origine esogena. Nascono da un’altra parte – dal Nord, dall’America, da Roma – e qualcuno ce li ha portati, sull’isola. Sarò banale, sarò scontato, ma questo tipo di retorica è fortemente territorialista, solletica gli umori più profondi perché individua chiaramente dei nemici, che sono, alla fine, i nemici di sempre, che già altri avevano individuato.

I Piemontesi, e in particolare i Savoia che – mannaggia a loro – hanno fatto questa «maledetta» Unità d’Italia: «Cavour era federalista, la promessa e l’impronta federalista sono state fondamentali nel percorso di unificazione del Paese. Senza questa premessa e senza questa impronta i Lombardi non ci sarebbero mai stati a finire sotto il Piemonte. Poi il re in qualche modo ha tradito perché ha imposto il centralismo. Oggi è arrivato il momento di riprendere quella promessa e mantenerla compiendo davvero la storia».

C’è poi Roma, che «vi ha ridotto così», e infatti non solo i siciliani, ma anche «tutti i milanesi sono stufi grazie al potere romano che ci ha imposto sistemi di vita che noi non vogliamo».

C’è poi l’invasione dei mafiosi. Che non vengono dall’America, ma dal sud Italia:

E infine c’è l’aspiratutto, che avanza con le sole proprie forze, a bracciate, sfidando le correnti partitocratiche, per rimuovere la classe politica tutta. Un po’ come con le baionette in canna: «la Lega avanzerà, baionette in canna, paese per paese, villaggio per villaggio – anche al Sud! – andremo a snidare la partitocrazia».

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