Come la Lega può salvarsi

La bacheca Facebook di Roberto Maroni, oggi, è stata intasata da immagini come questa:

Sono vere e proprio immagini di repertorio, nel senso che si tratta dei manifesti che la Lega stampava in grandi quantità diversi anni fa. Il riferimento è, ovviamente, all’arresto dell’assessore regionale della Lombardia Zambetti, accusato di aver partecipato a una compravendita di voti. 4000, per la precisione.

Il paradosso è che la Lega, da questa storia, rischia di uscirci più forte di prima, perché ha ora la possibilità di giocare le poche carte che le sono rimaste, rovesciando il tavolo della Lombardia e – certo, rischiando che il PdL rovesci il tavolo piemontese e quello veneto –   ripulendo la propria immagine presentandosi come quelli che di fronte alla mafia non ce n’è. L’intenzione sembra questa, stando alla dichiarazione fatta da Matteo Salvini, il quale rimpalla la scelta a Formigoni, obbligandolo, però, a un percorso ben preciso:

La Lega non c’entra un cazzo con la ‘ndrangheta.
TUTTI i consiglieri e gli assessori della Lega mi hanno confermato la loro disponibilità a dimettersi.
Ora ci aspettiamo che Formigoni azzeri la Giunta e che si arrivi al voto, immagino in primavera, con una squadra di poche persone che porti avanti i progetti più importanti per la nostra gente, dalla riduzione dei ticket al sostegno economico alle famiglie, alle imprese e all’agricoltura.
Domani pomeriggio incontro Formigoni.
Prima la Lombardia!

E questo percorso sembra, inoltre, del tutto coerente con la strategia della nuova Lega maroniana – la Lega 2.0 -, che invita ai convegni Passera e Squinzi, ai quali offre raffinati buffet, mentre lascia Bossi giù dal palco. Che mette nel cassetto la Padania e parla di nord, che dimentica la secessione e torna alle macroregioni di lontana memoria.

Che, insomma, affianca al nord della provincia e delle aree pedemontane il nord delle città e della grande impresa. Dell’unità nazionale, anche. Si tratta di quel nord in fuoriuscita dal contenitore azzurro, che si sta sgonfiando su se stesso intrappolando i Formigoni – impegnati nella disperata rincorsa sulle macroregioni – e i Galan – nostalgici dello spirito del ’94 –, facendo emergere Gasparri e Meloni, romani di Roma, impegnati nella battaglia per il dopo Berlusconi.

Chissà che avrebbe detto Bossi, qualche anno fa.

Ad ogni modo, l’uscita più divertente della giornata, sul fenomeno mafioso, è di Beppe Grillo. Tutta colpa degli americani.

Annunci

6 thoughts on “Come la Lega può salvarsi

  1. Non credo che si possa onestamente contestare a Maroni un impegno vero sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, come del resto mostrano i numeri delle operazioni compiute nel corso del suo mandato al Ministero dell’Interno. Dev’essere piuttosto complicato sostenere un Presidente di Regione che si rifiuta di assumersi la responsabilità politica di aver avuto un assessore accusato di compravendita di voti con esponenti delle ‘ndrine calabresi presenti in Lombardia, tanto più dopo aver impugnato la scopa verde sul palco per spazzare via, tra gli altri, un tesoriere della Lega proprio calabrese, messo lì con l’avvallo dell’allora segretario federale Bossi.

    La Lega deve per forza dare un segnale al suo elettorato, pena lasciare che che affluisca verso Grillo o similari ancor più di quanto non sia avvenuto nelle ultime tornate elettorali, vanificando un lavoro che – stando ai sondaggi – qualche risultato sembra che lo stia dando.

    Gli Stati Generali del Nord a Torino Lingotto sono stati tutt’altro che “raffinati”, e lo dico perché ci sono stato di persona, non per averlo letto sui giornali. E, non so quanto ne abbiano dato conto i pennivendoli, ma oltre a qualche grande imprenditore, c’era uno stuolo di piccoli e piccolissimi imprenditori. Erano impegnati, grandi, medi e piccoli insieme in diversi tavoli tematici da cui sono emersi problemi e possibili soluzioni che la Lega cercherà di fare sue. Il tutto in un clima molto sobrio, ambienti spogli, zero scenografie… sembrava una roba del PCI degli anni Settanta, onestamente. E i commenti che ho sentito qua e là – da parte di imprenditori per nulla impegnati politicamente, tanto meno con la Lega – erano spesso di soddisfazione, almeno per il fatto di essere stati ascoltati e di aver potuto condividere con colleghi talvolta celebri e a capo di imprese molto più grandi, le proprie fatiche quotidiane, oltre che per aver potuto porre domande al Ministro dello Sviluppo Economico, benché mediate da una raccolta di testi per “question time” avvenuta la sera prima. Vi assicuro che, per quanto mi riguarda, il format mi è sembrato molto azzeccato.

    Sul fatto che non si parli più di secessione, non saprei che dire. Chiedere l’istituzione di regioni entro cui resti il 75% delle tasse ivi raccolte, viste le attuali proporzioni, mi sembra un altro modo per dire la stessa cosa. Un modo non così dissimile da quello con cui i catalani – con a capo il loro presidente – stanno dimostrando per l’indipendenza.

    Dunque Maroni domani non potrà non chiedere qualcosa a Formigoni, tanto o poco sarà – immagino – l’esito di una mediazione politica. Ma non credo che la Lega possa permettersi che Formigoni prosegua nel far finta di niente, adducendo il fatto che le responsabilità di Zambetti – se dimostrate – siano personali. Quella delle responsabilità penali è un’ovvietà che non può nascondere quelle politiche.

    Tutto ciò detto, se la Lega cedesse invece alla vulgata giustizialista – come già fece nel ’92 con scene raccapriccianti come quella del cappio in parlamento – farebbe per me un errore gigantesco, che poi è quello in cui è indotta la maggior parte degli italiani: quello di scambiare l’effetto (il politico marcio) per la causa (la società marcia che lo elegge) e quello di farsi accecare dai fumogeni delle Procure senza vedere la sostanza di un cambiamento di regime indotto, senza che peraltro si scorgano i profili del successivo. Possibile che l’enorme mare di merda della Seconda Repubblica – nata come salvifica soluzione al picconamento della Prima – non abbia insegnato nulla?

    daniele,milano

    • Ciao Daniele,
      le mie impressioni sugli “Stati generali del nord” derivano da molti (moltissimi!) servizi televisivi che ho guardato. Sono quindi filtrate. L’impressione che dava la tv era quella.

      • Ciao Stefano.
        Ok, io non ho la tv. Non so cosa sia venuto fuori da là.
        daniele,milano

  2. Pingback: La Lega 2.0 alleata con il Berlusconi ’94 | Cronache dal nord Italia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...