I «ceti produttivi» traino del consenso al M5S

Il Movimento 5 Stelle fa il «boom», tra i ceti produttivi. Ciò è quanto emerge da un’interessante indagine condotta da IPSOS per CNA, dove per «ceti produttivi» si intendono «imprenditori, artigiani, dirigenti e liberi professionisti» (non ho capito perché gli operai, per dire, non sono «produttivi»).

Un primo dato, riguardante la fiducia nelle possibili coalizioni di governo, con il centrosinistra in versione «foto di Vasto», conferma la difficoltà del centrosinistra nel rappresentare questo tipo di elettorato. Le stesse difficoltà sembra soffrirle il centro, mentre lo «spread» tra fiducia dei cittadini e fiducia dei ceti produttivi è decisamente positiva – 6 punti di differenza – per il Movimento 5 Stelle:

Per quanto riguarda le intenzioni di voto, lo «spread» si riduce, ma mantiene lo stesso segno, per PD e M5S.

Interessante notare, invece, come lo «spread» della coalizione centrista si annulli e come lo «spread» della Lega Nord sia negativo: la quota di cittadini che voterebbe Lega Nord è maggiore rispetto alla quota di cittadini appartenenti al ceto produttivo che la voterebbe.

Infine, adottando una prospettiva temporale per l’analisi del dato riguardante il M5S, si può notare come i ceti produttivi funzionino in un certo senso da «traino» per il consenso del partito di Beppe Grillo: lo «spread» è sempre positivo, con degli «strappi» che col tempo sembrano colmarsi:

 

 

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5 thoughts on “I «ceti produttivi» traino del consenso al M5S

  1. Mi pare di capire che anche per il PD la differenza è negativa rispetto alle intenzioni di voto.
    mentre SEL e IDV segnano leggermente positivo.
    Lo spread della coalizione di centro sinistra 6 punti, il doppio di quanto sconta il PD, indica probabilmente un minor gradimento dei ceti produttivi ad un governo di centro sinistra.
    Il vero traino per il M5s è senz’altro dovuto al rifiuto totale del sistema da parte di Grillo.
    Non so quanto durerà al momento di presentarsi con un programma alle elezioni politiche, con delle scelte politiche credibili.
    Stamattina ho letto un post sul blog, a proposito della posizione di Grillo sui diritti e sulle unioni civili dei gay; la stragrande maggioranza dei commenti dei sostenitori dichiarati gli hanno sparato a palle incatenate.Sembravano tanti Giovanardi.
    Ad ogni modo, mi pare che da parte del PD, non ci si pone la questione ” dei problemi dei ceti produttivi”. In proposito La Serracchiani in uno degli ultimi suoi post ha rilanciato con forza la questione del nord.
    P.S. approfitto per comunicarti un problema tecnico su Prossimaitalia:
    – non riesco più ad entrare nel mio gruppo;
    – se clicco sul mio username ad un mio commento, vengo rimandato al mio blog;
    – ho cercato di mettermi in contatto con il referente di Bologna, Salvatore tesoriero, sia attraverso il sito che con mail diretta; senza esito.
    -di tutto ciò ho scritto sia dal sito che con mail a prossimaitalia, senza aver risposta.
    Grazie.

  2. Pingback: Tra le tante pirlate di cui ci occupiamo | [ciwati]

  3. vabbe’ e’ che i ceti cosidetti produttivi che votavano Lega e PDL si sono spostati verso il M5S pro-tempore vista la carica antisistema non piu’ garantitagli dai due suddetti partiti. Niente di nuovo come non e’ nuovo il fatto che il core dell’elettorato del PD e’ costituito da pensionati e pubblico impiego.

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