Passaggio a Nord-Est (45) – Dracula

L’altra sera La7 ha mandato in onda il film-cronaca “Draquila – L’Italia che trema” di Sabina Guzzanti, dedicato polemicamente agli interventi di assistenza e ricostruzione post terremoto negli Abruzzi, organizzati dal Governo di Silvio Berlusconi. Si noti che si trattava della seconda messa in onda da parte di La7, dopo la “prima-evento” dell’aprile scorso.

Coincidenza non poteva essere peggiore, considerando le notizie che stanno apparendo proprio in questi giorni sui principali quotidiani e che dimostrano in modo inequivocabile come il Governo sostenuto da PD, PDL e UDC abbia deciso di comportarsi concretamente nei confronti dei terremotati emiliani, veneti e lombardi della primavera 2012: tasse annullate pochissime, tasse rinviate ridotte al minimo. Come se nulla fosse, come se nulla fosse stato, come se nulla sarà. Decine di migliaia di case distrutte, migliaia di capannoni inagibili, interi settori produttivi fermi, ma l’Erario romano non attende e non transige.

Altro che Draquila, altro che giochi di parole. Questo governo, questo Stato, sono Dracula. Senza se e senza ma. Peccato che ancora troppo pochi cittadini abbiano il coraggio di fare outing, di ammettere che le nostre tre Regioni potrebbero benissimo aiutarsi da sole, con la massa enorme di tributi che versano ogni mese e ogni anno alla Lupa matrigna, se solo questi soldi restassero per intero nei nostri territori. Se solo fossimo indipendenti, insomma. Perchè un giorno, sia chiaro, lo saremo, almeno noi Lombardi e gli amici Veneti, ma si spera non troppo tardi. Si spera non quando ormai lo stato italiano avrà divorato del tutto le nostre risorse produttive, facendole letteralmente espatriare sotto ogni forma possibile come sta avvenendo negli ultimi mesi.

E poi ci si chiede perchè i cittadini tedeschi o finlandesi non vogliano essere “solidali” con i PIGS, perchè non vogliano regalare le proprie tasse per sostenere il debito degli stati mediterranei… come si può mostrare solidarietà verso stati come quello italiano, che chiede aiuti agli altri e poi si mostra esattore implacabile verso i distretti produttivi padani squassati dal terremoto (anzi, dai terremoti) di maggio, semplicemente perchè i soldi provenienti da quelle terre sono essenziali per continuare a mantenere gli sprechi e la pletora di clientes che lo stato italiano stesso foraggia, dal Lazio in giù?

La crisi dei conti pubblici lazial-meridionali (pardòn, italiani) fatta pagare ai nostri terremotati. Vergogna.

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7 thoughts on “Passaggio a Nord-Est (45) – Dracula

  1. carissimi, l’unica soluzione è votare Prossimaitalia alle prossime elezioni.
    Non Vi promettiamo l’indipendenza, no. Ma una grande responsabilità degli amministratori periferici e una politica nazionale non invadente nell’economia.
    Meditate, meditate…
    come sempre 🙂

    • Fino a quando il programma di Prossimaitalia prevederà la patrimoniale, per quel che mi riguarda non è nemmeno da prendere in considerazione.
      La patrimoniale è un’ulteriore tassa a movimento verticale, che preleva soldi freschi in Padania (o, per i nemici di questo termine, in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) per riversarli nel Lazio-Mezzogiorno.
      Se la responsabilità degli amministratori “periferici” (Angelo, chiamiamoli locali, che è meglio, altrimenti sembra che tutto giri sempre in torno a Roma caput mundi…) consiste nel tassare e controtassare sempre di più i propri cittadini a beneficio di uno Stato “nazionale” che da anni ci obbliga a tagliare i servizi, per pareggiare i buchi di bilancio della sanità laziale, del Comune di Roma (ah, Roma Capitale, se non s’incazzano, fra un po’ vorranno reistituire il titolo di Cesare!), delle allegre amministrazioni pubbliche siciliane, del disastro campano, ecc., allora meglio una sana irresponsabilità, magari anche visionaria, certamente rivoluzionaria.
      Lo stato italiano si divide non si cambia.
      Con amicizia,
      Alex

  2. La questione è che per la Lombardia vogliamo una forte autonomia legislativa e fiscale non raggiungibile all’interno dello stato italiano. Ogni anno 40/50 miliardi di euro (secondo alcuni studi il residuo fiscale della Lombardia ammonterebbe addirittura a 70 miliardi) vengono prelevati dallo stato centrale e non tornano più indietro, qui abbiamo scuole e ospedali che cadono a pezzi e molte aziende in difficoltà, i lavoratori hanno buste paga ridicole. Tutto ciò grazie alla folle tassazione dello stato italiano, alle mafie e alle clientele che intercettano buona parte delle nostre risorse. Naturalmente non dimentichiamo le responsabilità dei politici lombardi che NON difendono il proprio territorio e che sono parte integrante di questo sistema marcio e corrotto.
    C’è solo una strada percorribile: l’Indipendenza. L’Italia è irriformabile.

    • Patrimoniale è l’imposta su patrimoni immobiliari e mobiliari che il PD intende istituire e che darebbe il definitivo colpo di grazia alla nostra economia e, in definitiva, alla nostra società, fatta di piccoli e grandi risparmiatori. E poi, mi chiedo, con quale faccia si pensa di tassare ancora e ancora quando lo stato italiano dimostra ogni giorno di più di essere cattivo pagatore, pessimo investitore, scialacquatore certo, asservito a qualsiasi diktat politico-finanziario sovrastatuale, infiltrato ad ogni livello dalle mafie meridionali, incapace di garantire lo svolgimento dei propri doveri minimi (giustizia, sicurezza, viabilità)?
      La patrimoniale per istituire “redditi di cittadinanza” per i disoccupati pugliesi, calabresi, campani e fare un regalo elettorale a Vendola? NO, GRAZIE.
      Ciao, Alex

      • Ti ringrazio per la segnalazione, avevo già letto l’intervento direttamente su tamtàm democratico, come da citazione fatta nel post 43 della rubrica indipendentista 🙂
        A mio parere, comunque, il PD non ha minimamente chiaro il caos fiscale, normativo e burocratico in cui operano lavoratori autonomi e imprese. Le tasse sono semplicemente insostenibili, e per questo motivo parlare di patrimoniale è puro delirio: tra l’altro, si tratterebbe di soldi che vengono tolti agli stessi a cui, nell’ipotesi migliore, dovrebbero tornare, ovvero quei produttori di reddito che, naturalmente, producono per accumulare scorte, diciamo le formiche della favola. Ed è veramente pazzesco che lo stato-cicala per antonomasia, quello italiano, pretenda di espropriare i magazzini delle formiche, magari con la scusa di tassarne un po’ meno il lavoro. Ad andare bene, una partita di giro, con tanto di mediazione politico-tributaria e conseguenti sprechi nel mezzo. Ad andare male (ipotesi del resto statisticamente più probabile), un esproprio tout court, nel paese delle tasse più alte al mondo e del ceto dipendente pubblico più protetto e territorialmente più sbilanciato, sicché la patrimoniale servirebbe per continuare a pagare gli stipendi del generone lazial-meridionale, invece di intaccarne le proporzioni insostenibili.

        Caro Angelo, apprezzo lo sforzo, ma lo stato italiano è il nodo di Gordio e io, forse perchè mi chiamo come il grande condottiero, confido solo in un taglio. Vent’anni di inettitudine leghista, servilismo bruxellese piddin-prodiano, farse berlusconiane, torture tremontian-vischiane sono sufficienti. Nessuno è senza colpa, nè il centrodestra nè il centrosinistra. E’ tempo di farsene una ragione, perchè, in fondo, la colpa è nel manico. 2012, non 1861. Il tempo passa, le cose cambiano, guardiamo Avanti. Nell’epoca delle Apps l’Italia è un vecchio rottame. Prima lo capiamo tutti, meno male ci faremo.
        In ogni caso, un sincero grazie per l’attenzione con cui segui la nostra rubrica,
        Alex

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