Meglio i partiti, quelli veri

«Il solito posto» è il nome del bar di Diletta Botta, a Genova, consigliere di circoscrizione del Movimento 5 Stelle, da due mesi, eletta con una cinquantina di preferenze. Tutto normale, semplice, trasparente, pulito. Fino a qualche giorno fa, quando Diletta è stata arrestata per spaccio di droga (hascisc, mariujana, cocaina e anfetamine) che avveniva nel suo bar.

A rendere pubblico l’accaduto è stato il MeetUp di Genova, per bocca del candidato sindaco Paolo Putti, il quale ha specificato, a discolpa del «movimento»:

Come tutti i cittadini che hanno concorso alle elezioni per le nostre liste, Diletta Botta aveva presentato un Certificato Penale immacolato e aveva partecipato al nostro MeetUp.

Come se un certificato penale immacolato sia condizione necessaria e sufficiente – insieme all’aver partecipato al MeetUp, che evidentemente è davvero la condizione minima, per qualsiasi gruppo politico – per poter essere candidati. Le cose sono più complesse, e per gestirle ci vogliono organismi più complessi. Viva i partiti, quindi. Quelli veri.

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