Dalla “questione settentrionale” alla “questione Veneto” (quarta parte)

E allora andiamo a vederci un po’ dentro a questo Gotha del PD in Veneto.

La prima cosa che emerge è la preponderanza e l’asse di controllo Padova – Venezia. Verona è la provincia (e la città…) in cui il cdx è nettamente più forte, la Milano del Veneto. Vicenza e Treviso in mano alla Lega, salvo colpi di mano isolati (a Vicenza città, quando Enrico Hüllweck viene scalzato da Achille Variati, abile a giocare sul fortissimo dissenso cittadino all’ampliamento della base militare USA al Dal Molin; a Montebelluna dove Laura Puppato diventa la “bestemmia in Chiesa” – cit. Giancarlo Galan -, unico sindaco della Marca non del cdx e per due mandati puntando sui temi ambientali e l’opposizione dura e non senza rischi all’inceneritore). Rovigo entità troppo piccola (l’unica provincia del Veneto che salterebbe dopo l’ipotesi di riforma delle Provincie) e un po’ divisa. Belluno montanara e troppo ai margini.

Restano le due roccaforti. Provincie numericamente consistenti (oltre il 36% degli abitanti secondo i dati Istat) e forti di successi politici che le rendono difficilmente attaccabili e che servono da base per imporre la propria egemonia. Muscolare, non progettuale.

Venezia dal 1995 è sempre stata una provincia in mano al csx, il cuore rosso nel Veneto bianco che va a sostituire il vecchio pentapartito della prima Repubblica. Fino al ballottaggio del giugno 2009 quando vince Francesca Zaccariotto, Lega (allora come adesso sindaco di S. Donà del Piave con buona pace delle incompatibilità) sconfiggendo il Presidente in carica, Davide Zoggia, che a suo tempo era stato eletto al primo turno con il 50,5 % dei voti.

E’ la metafora di una carriera politica che, nonostante i palesi insuccessi (o forse proprio per quello?) non gli ha impedito vari sviluppi e riconoscimenti, dentro le istituzioni e all’interno del proprio partito, DS prima, PD poi.

Consigliere comunale a Jesolo dal 1990, ne diviene sindaco a fine 1992 per meno di un anno portandolo al commissariamento… Nel 1995 diventa assessore provinciale restandovi per due legislature fino al 2004, quando viene eletto Presidente della Provincia di Venezia fino alla già citata sconfitta. Con un simile curriculum Pierluigi Bersani, neo segretario, pensa bene di portarlo a Roma per affidargli l’incarico di responsabile enti locali nella segreteria nazionale del PD. Quando si dice il merito e i galloni conquistati sul campo…

Ma l’apoteosi si deve registrare nella “sua” Jesolo. Dopo il commissariamento la cittadina balneare diventa terra leghista, ma di quel leghismo più retrivo e fuori della storia che si coniuga alla xenofobia in salsa ultranazionalista padana con nostalgie imperiali austro-ungariche. Il sindaco Renato Martin si espresse a più riprese come estimatore di Jörg Haider, governatore della Carinzia noto per le sue posizioni fortemente nazionaliste ed estimatore del nazismo, fino ad arrivare a concedergli la cittadinanza onoraria. Dopo i due mandati di Martin (1993-2002) il cdx vinse ancora con Francesco Calzavara (2002-2012).

Per le amministrative 2012 viene deciso di approntare un “listone stile alleanza montiana” con la benedizione del segretario regionale PD Rosanna Filippin e con candidato primo cittadino l’ex vice sindaco pidiellino Valerio Zoggia, zio di Davide. Quando si dice il caso… Un’alleanza che doveva stravincere già dal primo turno, costretta invece al ballottaggio (poi vinto nettamente) avendo raggranellato solo un terzo dei voti dell’elettorato e con il PD ad un miserrimo 11,60%… Nel 2002 DS e Margherita avevano complessivamente ottenuto il 21%.

Ce ne sarebbe abbastanza, in un Partito serio, per chiedere le dimissioni del responsabile di tale sfacelo. In un partito serio che non avesse altri scheletri ingombranti nel proprio armadio.

Talmente ingombranti da occupare tutta la prossima puntata.

Le puntate precedenti, nella sezione TriVento.

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5 thoughts on “Dalla “questione settentrionale” alla “questione Veneto” (quarta parte)

    • ottimo peccato che quando queste cose, su Zoggia e inevitabilmente sul suo sodale Marchese, vengono dette belle sedi deputate, assemblee, e direzioni Provinciali, chi le dice si trova solo ed esposto quasi al pubblico ludibrio, perchè osa dire quello che si può solo sussurrare nei corridoi ma che tutti sanno, Zoggia se avesse una Faccia non avrebbe dovuto nemmeno accettare l’incarico nazionale, altro che dimissioni, quindi cari amici è inutile dirsi queste cose se poi non si ha il coraggio di urlarle dove devono essere urlate, perchè urlare bisogna a chi finge di non sentire, non si camnierà mai nulla senza rompere, si verrà prima o poi magari lentamente , assimiliti e digeriti.

      • ti stupiresti a sapere che di un’assemblea e di una direzione provinciale io faccio parte… e mi conoscono… e non sono il solo a dirle queste cose e ad operare per il cambiamento…
        se ciascuno si defila resteranno sempre solo quelli che a questo ci hanno portato, più soli e quindi più forti (dal loro punto di vista…)
        del resto non ho mai visto nessun gruppo, movimento, comitato e anche partito che, pur nato da nobili idee e propositi, non abbia subito nel suo divenire anche una qualche sorta di “inquinamento”… il “bello e puro e grande” semplicemente non esiste…
        chi vuole si rimbocca le maniche, si “sporca” nella politica mantenendo ben saldi gli ideali e sapendo che si troverà spesso al fianco proprio persone e metodi che combatte e detesta. altri possono decidere di girovagare per mille sigle e militanze ritrovandovi più o meno le stesse male pratiche. altri ancora decidono di proclamare che “sono tutti uguali” per avere un alibi al proprio disimpegno…
        in fondo ciascuno ha il diritto di fare quello che meglio crede…

  1. Pingback: Dalla “questione settentrionale” alla “questione Veneto” quarta parte | Cronache dal nord Italia « Prossima Venezia

  2. analisi molto interessante.
    purtroppo il PD veneto è -temo, come altrove- diviso da una lotta di potere tutta interna “vetero correntizzia”.
    cosa ne pensi della Puppato?

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