Passaggio a Nord-Est (40) – Pooo po po po po poo poooo

2012 ANNO CLI E.F.

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16 thoughts on “Passaggio a Nord-Est (40) – Pooo po po po po poo poooo

    • L’inno del titolo l’avrai certamente sentito ieri sera, se hai avuto modo di seguire gli undici miliardari in mutande divenuti negli anni nuovo oppio dei popoli italiani.
      Il “sottotitolo” è un riferimento alla datazione in voga nel momento di massimo splendore del nazional-unitarismo tricolore, quando il culto raggiunse vette ancor oggi ineguagliate (ma si sa, il fascismo gentile è di per sè più lento del fascismo di Gentile).
      I video, infine, sono un tributo a due capolavori del cinema di un tempo, capaci in pochi minuti di raccontare, fra musica ed immagini, il rincoglionimento tipico della razza padana di fronte al richiamo di guerra: un tempo era “Armiamoci per la patria!”, oggi è “Tassiamoci per la Trinacria!”. Bastano le corse di undici miliardari in mutande per perdere il cervello, mentre il Palazzo sperpera, la Mafia trama e il Lazio-Mezzogiorno parassita (voce del verbo parassitare).
      Insomma, l’autobiografia di una nazione.

  1. condivido il post, l’orribile commistione tra calcio e politica continua. Cervelli obnubilati, sventolio di bandiere, tripudio nazional-popolare……….bastano 11 cerebrolesi in mutandoni, tutto il resto si può dimenticare.

  2. Invece è interessante che gli italiani (non vi dico i caroselli ieri sera in Prato della Valle qui a Padova) si riconoscano nella nazionale, nel calcio insomma in qualcosa di POPOLARE.
    Se la politica cerca di sfruttare ciò a suo vantaggio faccia pure e comunque rimane molto screditata agli occhi della popolazione.
    Poi vediamo di non confondere una bandiera, il tifo e la gioia di tanti con fascismo e altro.
    La gente purtroppo o perfortuna si sente italiana (pur non sapendo definire tale concetto) ma non si sente rappresentata da nessuno, moltissimi sono affezionati al tricolore anche se viene inzozzato da certa gente che purtroppo detiene cariche pubbliche notevoli.
    Se poi in nazionale c’è qualche criminale la giustizia lo stabilirà, tanti sostengono la maglia azzurra perchè ricorda la gioventù e i miti come Rivera,Riva,Mazzola,Paolo Rossi ecc ecc per carità miliardari ma questo è un altro discorso.
    Io per quanto vorrei mandare a fare in c…. questo Paese quando vedo la nazionale, chiamatemi ragazzino imbecille e superficiale non riesco propio a non tifare per essa.
    Vuoi vedere che l’Italia l’ha fatta il calcio? nel Veneto marciano (orgogliosamente) ieri sera tutti guardavano gli azzurri e si sentivano italiani (pur non sapendo ecc ecc come sopra).

    Malgrado lo Stato italiano e tutti i problemi di oggi questa manifestazione nazional popolare riesce a far sentire popolo anche una popolazione che non lo è.
    Ma dai su! lombardi che ieri sera a segnato Balotelli (testa da peri) da Brescia.

    : )

    • Caro Luca,
      rispetto il tuo sentimento di tifoso. E da nerazzurro sarò sempre orgoglioso di aver avuto (e per certi aspetti creato) nella mia inimitabile INTERNAZIONALE -quando il nome dice tutto…- Mario Balotelli, grande atleta. Ti basti pensare che sul dorso della mia maglietta dell’Inter-Ambrosiana c’è il suo nome.
      Ciò non mi impedisce di vedere lucidamente l’utilizzo strumentale e politico della nazionale di calcio italiana, che viene fatto da parte di coloro che avversano in modo radicale qualsiasi forma di autogoverno effettivo delle nostre comunità.
      Un uso politico e strumentale tanto più orripilante in quanto proveniente innanzitutto da un partito, il PD, le cui radici sono doppiamente antipatriottiche e, in definitiva, antinazionali: DC, partito dello Stato del Vaticano e PCI, partito dell’Internazionale Comunista.
      Ecco perchè il video su Peppone.
      Tutto il peggio della storia di questo disgraziato stivale ci viene dall’unitarismo, che è intimamente fascista. Non esiste distinzione ideologica e filosofica possibile fra questi due concetti. Il Fascismo è stato il compimento massimo dell’unitarismo risorgimentale.
      Le cose stanno così.
      Ciao,
      Alex

  3. Il fascismo è stato una forzatura ma non si può dire che il processo risorgimentale fosse un disegno pre fascista.

    L’unico errore che si è fatto è stato quello di andare nel Mezzogiorno.

    • Caro Luca, chiedersi se il fascismo sia il compimento del nazionalismo ottocentesco (fatto di uno strano mix di progressismo populista, esaltazione delle élites e al contempo delle masse al seguito, giacobinismo e conservazione, scienza e violenza, imperial-colonialismo e paternalismo etno-culturale, ecc.) o se il suddetto nazionalismo ottocentesco (di cui il Risorgimento peninsulare è parte integrante) sia prefascista è un po’ come porsi la domanda sulla gallina e l’uovo.

      Tutta la retorica fascista E’ risorgimentalista, italianista, unitarista, imperialista, colonialista, con precisi accenti mazziniani, garibaldini, crispini.
      Questo, sia chiaro, non significa che unitàd’italia=fascismo. Ma non si può fare a meno di constatare che la gran parte delle ombre dell’unità, per come è nata, per come si è sviluppata, per come si è relazionata con il mondo sono frutto di quella mentalità iniziale che nel corso dei decenni ha partorito il fascismo.
      E posso aggiungere una cosa? Quando dici che l’unico errore è stato l’andare nel Mezzogiorno (io ci metto anche la presa di Roma…) vai a toccare proprio il primo lampante esempio di prefascismo risorgimentale. Infatti Cavour non voleva. Lui, certamente, non era un (pre)fascista 🙂

      Stammi bene,
      Alex

  4. Ma dai, che astio esagerato! Come se non stessimo parlando di Italiani!
    Ci sono gli Europei e gli Italiani tifano la squadra che rappresenta il proprio territorio, cioè l’Italia.
    Domani l’altro quando agli Europei giocheranno Venetie, Insubrie ed Etrurie varie, ognuno tiferà allo stesso modo la propria squadra (se si qualifica) come adesso tifano l’Italia (e invece di usare epitetti vernacolari censurabili contro la Germania e i Tedeschi, li useranno contro gli Abruzzi e i Lucani).
    Questi son gli italiani. Come diceva Winston Churchill:
    “Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti…”

  5. Certo ragazzi che faccio un pò fatica a seguirvi nelle vostre elucubrazioni letterarie (:)) ;
    è un periodo che sto pensando intensamente al futuro della famiglia con i due pargoletti.
    E tutte quelle cose che dite su Cavour, fascismo con e senza “pre”, lazio-mezzogiorno parassita, secessione,ecc…,ecc…, mi danno un senso di tristezza.
    D’accordo che qualcuno downthesouth deve alzare le chiappe e cominciare a correre; così come alcuni onthenord devono mettersi in mente che lo stipendio occorre guadagnarselo.
    Qualcun’altro ancora dovrebbe dare l’esempio, sciogliendo lo stick tra le proprio chiappe e la sedia sulla quale sta invecchiando.
    Perchè non guardiamo avanti ,oltre l’orizzonte delle nostre province.
    Come sempre :))

    • Caro Angelo,
      giusto per proporti un caso pratico e terribilmente concreto, uno stato che approva una riforma del lavoro che prevede per i lavoratori autonomi del terziario avanzato e non ordinistici (cioè non privilegiati da alcun monopolio di legge per l’esercizio in esclusiva della propria attività di consulenti) una contribuzione previdenziale obbligatoria del 33% e un carico fiscale complessivo (total tax rate) del 65-70%, è uno stato canaglia. E’ uno stato che si abbatte, non si cambia.
      Qui per più info: http://www.actainrete.it/2012/04/per-le-partite-iva-una-prospettiva-di-morte/
      e qui per la surreale cronaca dell’audizione dell’associazione ACTA presso il senato: http://www.actainrete.it/2012/06/cronaca-di-unaudizione/

      La secessione è l’unica salvezza per la società lombarda per non essere trascinata nel gorgo del fallimento statuale italiano.
      Ti saluto cordialmente,
      Alex

    • Tristezza ? e perchè? può piacere o no ma la storia è questa, il progetto originale di Cavour non era quello di unificare come lo intendiamo oggi l’Italia.
      Poi a scuola (noti luoghi un cui la storia viene propagandata per rincoglionire studenti a cui non interessa) insegnano la storiella di Roma che era Italia ecc ecc.

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