La Lega viaggia attorno al 4%

Qualche settimana fa ho segnalato una dichiarazione abbastanza furba di Roberto Maroni, il quale sosteneva che la Lega, a differenza degli altri partiti, non avrebbe l’ossessione di entrare in Parlamento e quindi potrebbe anche decidere di non presentarsi alle prossime elezioni politiche. Ho subito dedotto che Maroni aveva capito benissimo (non serve un genio) che aria tira e, temendo una storica scoppola, era pronto a cercare ogni tipo di scusa per evitare questa pessima figura. Ora il mio pensiero è supportato dagli ultimi sondaggi, secondo i quali la Lega si attesterebbe attorno al 4%: rischierebbe dunque di non eleggere alcun deputato.
Sarebbe divertente, dopo una scelta di tale codardia, se i singoli deputati leghisti cercassero ospitalità in altre liste.
Non mi meraviglierei: si tratterebbe solo dell’ennesima contraddizione.

Pietro Raffa anche per On The Nord

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One thought on “La Lega viaggia attorno al 4%

  1. Se l’autore fosse mesno disattento, saprebbe che la proposta di non presentarsi alle elezioni politiche da parte della Lega risale a oltre un anno fa, quando gli stessi sondaggi da lui citati davano quel partito sopra al 10%.

    La “deduzione” non ha quaindi alcun fondamento. L’assenza della Lega dal parlamento nazionale segnerebbe invece una scelta estremamente politica di rottura con qualunque ipotesi di compromesso unitario e la ripresa (tardiva, secondo me) della linea separatista, assolutamente coerente con le radici della Lega.

    In ogni caso, storicamente la Lega è soggetta a forti variazioni. Con il sistema elettorale attuale, la concentrazione dei voti della Lega in pochi territori garantirebbe comunque la presenza in Parlamento, se non altro al Senato (che si elegge su base regionale). Con i sistemi elettorali che altri vorrebbero reintrodurre (p.es. maggioritario uninominale) ciò che conta non è il dato nazionale ma la concentrazione dei consensi in pochi collegi. La Lega sarebbe allora avvantaggiata rispetto a partiti con un elettorale distribuito sull’intero territorio nazionale. Certamente una riduzione dei seggi “papabili” creerebbe problemi di assegnazione nella candidature, ma il partito non sparirebbe affatto dal Parlamento.

    Quanto all’opportunismo di taluni parlamentari che usano cambiar casacca al cambiar del vento, credo che prima ancora di ipotizzare scelte del genere per qualcxhe esponente della Lega, l’autore farebbe bene a studiarsi le biografie della folta schiera di reduci della Prima Repubblica ospitati nelòle fila del PD, del PdL e dell’UdC. Da questo punto di vista, ammesso che sia un merito, credo che la Lega sia per ora il partito più immune al gattopardismo.

    daniele,milano

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