Mira, radicamento o personalizzazione?

di Alberto Savio 

Il movimento 5 stelle porta a casa Parma, Mira, Comacchio, piazze importanti. Colpisce in particolare Mira*, storica roccaforte della sinistra. Scorrono fiumi di inchiostro per capirne le ragioni: il movimento 5 stelle incarna il nuovo, i giovani in politica, facce nuove, volti genuini, non compromessi col potere ecc. ecc. Volti vincenti, ma senza nome, che scalzano volti perdenti, con nomi importanti. Prendiamo appunto il caso Mira e proviamo a fare qualche ipotesi.

Il Pd a Mira ha conservato un peso politico forte, il dna di quell’elettorato è sempre stato di sinistra. Al primo turno Carpinetti (sostenuto da tutto il csx da Casini a Rifondazione) porta a casa 7848 voti (43.03%) mentre il giovane Maniero (5stelle) 3169 (17.37%).

La lista che ha più voti è ovviamente il PD: 4381 pari al 28.39%, dei quali addirittura 2661 con preferenza per il consiglio comunale. I voti con preferenza sono il 61%, una quota elevatissima che a una prima benevola lettura potrebbe significare il forte radicamento del partito nel territorio e la grandissima popolarità dei candidati consiglieri. Forse, al contrario, testimonia più un lavoro orientato scientificamente alle preferenze personali da parte dei candidati. Un lavoro di propaganda personale (o di corrente) che probabilmente ha offuscato la propaganda di lista, di partito, di candidatura a sindaco. Che percezione ne avranno avuto i cittadini? Di sicuro non la percezione di un gruppo cementato da un forte spirito di squadra e con chiari obiettivi comuni.

Per contro la lista 5 stelle a supporto di Maniero prende 2703 voti pari al 17.51% con 247 preferenze: meno del 10%, ben due candidati del PD superano da soli il totale…

L’affluenza al primo turno è di 19228 votanti su un totale aventi diritto di 31397 (61.24%). Al secondo turno, il clamoroso capovolgimento del risultato: l’affluenza cala al 50.5% (votano in 15854), Carpinetti prende 7334 voti (47.51%), Alvise Maniero prende 8102 (52.49%).

Si parla molto di “personalizzazione”, come fenomeno che sta trasformando profondamente l’offerta politica, a qualsiasi livello. Ma la sta migliorando? La rende più attrattiva? Questo esito elettorale dimostra forse che la “guerra delle preferenze”, alla quale si assiste in molte realtà locali, porta a risultati individuali importanti ma comunica agli elettori uno scarso senso di appartenenza e di coesione.

Il 5 stelle è stato capace invece di comunicare una grande passione e un’adesione convinta ai principi e ai programmi del movimento, che mette in secondo piano le singole candidature: non hanno neppure i classici “santini”, si presentano come squadra e non come somma di singoli candidati che fanno lavoro per se’ e per garantirsi un posto al sole in amministrazione. Forse è così perché il movimento è in fase nascente e poi certe dinamiche saranno inevitabili quando crescerà? Vedremo, può essere, ma intanto è il caso di rifletterci.

*Mira è un comune di 39.000 abitanti, situato in provincia di Venezia, a cavallo del corridoio Padova – Venezia. Rientra nell’area metropolitana di Venezia (ndr).

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4 thoughts on “Mira, radicamento o personalizzazione?

  1. Credo Franco Tremul non parli dell’esito del 1° turno alle amministrative miresi: infatti i numeri del successivo ballottaggio erano del tutto imprevedibili, persino per gli stessi attivisti del Movimento 5 stelle, com’è facilmente dimostrabile.
    Come evidenziato, comunque, l’analisi proposta, a partire dalle preferenze PD *non* è affatto condivisibile: l’outlier sono i grillini, si veda la tabella allegata nel link soprastante. Il fatto è che la squadra grillina era poco radicata in città (molti candidati consiglieri non sono miresi: metà di coloro che effettivamente sono entrati in consiglio comunale dopo la vittoria non sono di Mira). Inoltre essendo composta di persone mediamente parecchio giovani non erano molto conosciute nel territorio comunale: ad esempio, al contrario le due liste civiche sono riuscite a raccogliere molte più preferenze individuali, in quanto hanno candidato persone attive e note. Pertanto: a Mira il voto ad Alvise Maniero non è avvenuto in nome di un rapporto di affidabilità pregressa o in base alla valutazione delle caratteristiche individuali della sua ‘squadra’, bensì in forza della “garanzia” costituita dall’avallo di Beppe Grillo e grazie al ‘marchio’ delle 5 stelle, in grado di catalizzare consensi trasversali al di là degli schieramenti precostituiti, indipendentemente – almeno in questa fase di startup- dal lavoro sul territorio dei “portavoce” del movimento (che dichiarano di far semplicemente da megafono / tramite, all’interno di una logica di ‘democrazia diretta’, tentando di andare oltre la ‘rappresentanza’ o, se si vuole, il “sistema” partitico).

  2. io penso che al secondo turno gli elettori del PDL e della Lega si sono riversati sul candidato M5S. Inoltre anche alcuni del PDL e Lega che non eravano andati a votare al secondo turno sono andati. Lo scopo era che non vincesse il PD ed e’ stato raggiunto.
    In effetit il secondo turno serve proprio per questo. Dare una nuova possibilita’ di scelta a chi non e’ stato chiaramente scelto al primo turno. E’ ovvio che elettori del PDL e Lega non avessero ben chiaro chi votare a livello di preferenze. Avevano un obiettivo semplice. Doveva vincere l’altro.

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