Quella linea sottile che congiunge Parma e Comacchio

Chi legge On the Nord ricorderà certamente la mia insistenza sul voto al Movimento 5 Stelle, due settimane fa.

comuni a 5 stelle stanno tutti lì, in un quadrilatero a cavallo del Po, tra Emilia Romagna e Veneto. Più padani dei vecchi padani, non scendono dalle montagne e dalle vallate prealpine, sono già lì.

Tra Sarego (vittoria al primo turno), Parma, Mira e Comacchio ho scelto quest’ultimo, situato nella bassa, terra umida e afosa. Ci soffermeremo solo alla fine, velocemente, su Parma.

Se tiriamo una linea, da ovest verso est, congiungendo Comacchio e Parma, nel mezzo troveremo prima Bondeno e poi Guastalla. Quest’ultima, una cittadina di 15mila abitanti “dove si parla un dialetto già macchiato di mantovano”*, è una di quelle roccaforti dove la sinistra ha perso nel giugno 2009 per la prima volta dal dopoguerra. Vinceva Giorgio Benaglia, supportato da Lega Nord, PdL e UdC e il M5S, ai tempi, prendeva già il 6% (al momento del voto Guastalla non raggiungeva di un soffio i 15mila abitanti, perciò niente ballottaggio). Bondeno, invece, è la prima cittadina al di sopra dei 15mila abitanti ad eleggere un sindaco leghista in Emilia. Anche in questo caso era il 2009 e anche in questo caso la tradizione rossa era certificata, tanto che possono essere ammirati “alle pareti lungo il corridoio del municipio quadri del Cremlino, souvenir dei vecchi viaggi d’amicizia italosovietica”*. Siamo a pochi chilometri da Viadana, che sorge, però, sull’altra sponda del Po, quella Lombarda. E’ a Viadana che ebbe sede il primo Parlamento padano.

Poi c’è Parma, e poco oltre Busseto. 7000 abitanti, patria di Giuseppe Verdi, uno dei pochissimi comuni a Sud del Po che nel 1992 fu conquistato dalla Lega. Forse è cominciato tutto da qui, da Busseto, nel 1992. Forse non era la Lega, forse non era nemmeno la secessione e il Parlamento padano era un feticcio. La strada, però, sarebbe continuata, fino a Comacchio.

Busseto, Parma, Guastalla, Bondeno e Comacchio.

A Comacchio, nel 2000, vinse il centrosinistra al primo turno, con il 53,9%, voti che incrementarono nel 2005 fino al 60,4%. Nel 2010 la prima incertezza: vince il centrodestra, al secondo turno. La legislatura si conclude dopo pochi mesi: a fine 2011 si insedia il commissario prefettizio.

Il resto è storia recentissima, che però merita un approfondimento. Il primo turno delle amministrative appena concluse vede in vantaggio una coalizione composta da PD, UdC e due liste civiche. La coalizione ottiene 4.075 voti (36,5%). Il M5S va al ballottaggio avendo ottenuto 2.489 voti (22,3%). Il totale dei voti validi sarà pari a 11.170 voti.

Se ai 11.170 voti totali del primo turno sottraiamo i voti ottenuti dal centro(centro)sinistra otteniamo 7.095. Questo avrebbe potuto essere il risultato ottimale per il M5S, se fosse riuscito a confermare tutti i suoi voti e, inoltre, a guadagnare il voto di tutti gli altri elettori che non avevano votato il centro(centro)sinistra al primo turno. Bene, il M5S, al secondo turno, ha ottenuto 7.663 voti: più del suo potenziale teorico stimato sulla base del primo turno. Un risultato straordinario.

Per quanto riguarda Parma, ParmaSera rileva alcuni dati molto interessanti sulle singole sezioni:

Nessun quartiere vinto, né “pareggiato” con almeno il 50% dei voti. E’ uno dei tanti dati emblematici di questo ballottaggio. Un numero su tutti: 46,26% per Bernazzoli contro il 53,74%. Dove? Al Montanara, da sempre bastione rosso della città. […] Questo, comunque, resta il risultato migliore di Bernazzoli nell’analisi del voto suddivisa per quartieri. E’ pur vero che Pizzarotti sbanca nei quartieri tradizionalmente più a destra: 67,91% contro 32,09% nel Parma Centro, 61,49% contro 38,51% al Cittadella. […] Più contenuto, ma sempre dilagante, il successo di Pizzarotti in altri quartieri storici della sinistra. Molinetto: 57,79% contro il 42,21%; Oltretorrente: 57,35% contro 42,65%; Pablo: 54,98% contro 45,02%.

E le dinamiche tra primo e secondo turno, come fa notare Non una cosa seria, sono molto simili a quelle di Comacchio.

Ora, se volete possiamo dare un peso a queste cose, oppure possiamo dire che il M5S è robaccia di destra. Ah, no, scusate, lo abbiamo già fatto:

Io rispetto sempre gli elettori per cui auguro al sindaco di Parma di fare benissimo, ma se il centrodestra va a votare per Grillo qui c’è la confusione massima. Nessuno mi dica che questo è il cambiamento.

Rosy Bindi, presidente PD

L’analisi del voto su Parma deve tenere conto del fatto che non si tratta di una città qualunque, ma un capoluogo dove ha sempre vinto il centrodestra, mentre il centrosinistra è sempre stato all’opposizione. Vuol dire che l’elettorato del centrodestra ha preferito il candidato grillino ed è una scelta che deve far riflettere non solo noi ma soprattutto il centrodestra che non è andato nemmeno al ballottaggio.

Enrico Letta, vicesegretario PD

*Avanti Po, Paolo Stefanini, Il Saggiatore, Milano, 2010.

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6 thoughts on “Quella linea sottile che congiunge Parma e Comacchio

  1. Ottima analisi su Parma.
    Aggiungerei solo un dato.
    Alle politiche del 2008, nel solo Comune di Parma, il PD ha preso 47.153 voti, contro i 28.498 (di lista) delle regionali 2010 e i 17.472 (di lista) di queste comunali.
    Quindi, prima di tutto Parma non è città di destra, ma città che vota a sinistra alle politiche ma non si fida della sinistra alle amministrative.
    E poi c’è un’emorragia di voti assoluti che dovrebbe preoccupare, invece di fare gli “sboroni” perchè a ‘sto giro è sparita la destra.

    • Giuste osservazioni.
      Purtroppo secondo molti militanti piddini (come probabilmente secondo molti militanti pidiellini) la democrazia non è partecipazione, bensì vittoria a qualunque costo. Anche a quello di perdere per strada metà dell’elettorato, che sceglie volontariamente di non votare per la gestione della stessa città in cui vive (in generale, Parma paradossalmente è un caso in controtendenza, il che la dice lunga su cosa succeda quando a partecipare sono liste veramente civiche).
      E’ tutto molto triste.

  2. categorizzare è una caratteristica innata dell’essere umane, che talvolta si sa sbaglia..al posto di chiedere se il M5 stelle è di centrodx sarebbe meglo accorgersi che l’Italia sta cambiandoindipendentemente dai partiti politici che hanno l’ambizione di volerla rappresentare

  3. Pingback: Il PD, qui, adesso. Voci dalla rete « Pentagras

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