La piazza è piena, c’è Grillo sul palco

Finito il comizio, le persone abbandonano il campo sportivo.

Mercoledì sera sono stato a Garbagnate Milanese. 27.000 abitanti, provincia di Milano. “Siete in 27.000 qui a Garbagante, ma se togliamo i terroni rimanete in 18″, ha esordito Beppe Grillo. Sì, sono andato ad ascoltare Grillo e, soprattutto, a farmi un giro in mezzo a quel popolo incazzato e auto-organizzato che sono i suoi attivisti ed elettori. A Garbagnate sarà ballottaggio tra centrosinistra e M5S. Non che questi ultimi abbiano proprio sfondato, sia chiaro, ma 1.347 voti (10,6%), una novantina in più della coalizione targata PdL, sono bastati per giocarsi il secondo turno contro i 5.500 voti di Pier Mauro Pioli, un veterano della politica locale: vice sindaco di Garbagnate dal 1980 al 1985 e sindaco dal 1985 al 2002 – Consigliere provinciale dal 2004 al 2009. “Si candida per la quinta volta, ha 74 anni: se va bene, ancora sei mesi può tirare avanti”, butta lì Grillo, tra le risate e i vaffa.

Matteo Afker, il candidato sindaco grillino, invece, ha aggiustato il tiro, quando è stato il suo turno. Dice di avere molto da imparare da persone come Pioli, ma che ora basta, non se ne può più.

Mi sono appuntato un po’ di cose, tra le quali:

  • A detta di Grillo, la “politica” dovrebbe ringraziare il M5S per il miracolo che sta compiendo. Perché se negli altri Paesi europei gli estremisti stanno riempiendo il vuoto lasciato dai partiti, in Italia ci stanno pensando i cittadini: “studenti, laureati, operai, incensurati, massaie”. Si ritengono “l’unica chance per evitare la dittatura”. Allo stesso tempo i politici, prima di andare via, “devono fare i conti con i cittadini”.
  • I media nazionali, come già sapevamo, sono il male assoluto, e infatti Grillo li sbeffeggia, ci scherza, ci gioca, con le telecamere: “la TV sta morendo e i giornali sono finiti”. E sono disonesti, perché compiono “atti di violenza facendo domande sulla politica nazionale ai militanti”. Raccontano balle, ma “più balle raccontano e più ci rendono forti”. Anche i “sondaggini telefonici” sono truccati e per dimostrarlo, si va al voto per alzata di mano: “quanti di voi – seguaci di Grillo – domani voterebbero PdL o Pdmenoelle?”. Zero, nessuno alza la mano. Nessuno. Neanche io. C’è da fidarsi, allora: i partiti sono morti e sepolti.
  • I ragazzi dietro a Grillo, per sua stessa ammissione, non hanno molta esperienza. Forse non ne hanno proprio. Ma hanno facce pulite e hanno quel simbolo, là dietro, sinonimo di garanzia. “Vi faranno la raccolta differenziata”, dice Grillo. Ma la raccolta differenziata, stando a ciò che dice la Provincia, a Garbagnate Milanese già si fa. E si farà il bilancio partecipato: “renderemo pubbliche cose che sono già pubbliche ma che non vengono messe a disposizione dei cittadini”, garantisce Afker, il quale, dato che non se ne intende di bilanci, chiede l’aiuto dei presenti. Ed è tutto molto bello, molto. Ma là fuori ci sono 27.000 abitanti.
  • Gli assessori della possibile giunta verranno scelti attraverso un procedimento che sfrutta la rete: chiunque di voi può inviare il proprio CV ai ragazzi di Garbagnate, che poi sarà votato. L’unica condizione è non avere tessere di partito in tasca.
  • E’ intervenuto anche Mattia Calise, candidato sindaco a Milano l’estate scorsa e ora consigliere comunale. Ho come avuto l’impressione che abbia studiato a tavolino gestualità, retorica e dizione guardando i video di Beppe Grillo. Sostiene che a Milano gli stanno fregando le parole tipiche del M5S e che, supportato da una squadra di specialisti, sul bilancio “tiriamo delle cannonate a Tabacci-due-poltrone che se le ricorda”.

E’ stato un trionfo. Il campo da calcio era pieno, le tribune piene. Ho fatto fatica a trovare parcheggio. Ho camminato un po’, sembrava la strada per andare da Lampugnano a San Siro. Dai balconi di un ecomostro le persone ascoltavano. Che poi, persone. Ragazzi come me, che dopo il comizio bevono una Beck’s, che lasciano pulito il campo da gioco, cercando il contenitore esatto per la cartaccia, diverso da quello per la lattina. Spontaneismo giovane e anche un po’ ribelle e passione politica, la migliore passione politica, che spero non vada sprecata.

Un ultimo appunto. Negli ultimi giorni, in molte realtà locali, il PdL ha invitato i propri elettori a votare il M5S, laddove sarà al ballottaggio con il centrosinistra. Ho letto diversi commenti, scritti con l’indice alzato. Questa non è la dimostrazione che il M5S è di destra, questa non è la dimostrazione di nulla.

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7 thoughts on “La piazza è piena, c’è Grillo sul palco

    • Pare che il sindaco di Sarego abbia detto che come primo atto di bilancio potrebbe trovarsi a dover aumentare le imposte.
      Io non so se il MoVimento 5 stelle abbia istanze vicine a quelle di un demopcratico giovane e progressista. So che un MoVimento che si ispira alla giustizia, alla trasparenza e alla riduzione degli sprechi immani propri dello stato italiano dovrebbe, per prima cosa, pretendere che ampia parte delle tasse versate dai cittadini restino sul territorio (parlo di IRPEF, oltre che, ovviamente, delle stesse tasse sulla casa).
      E quindi, invece di uscirsene con queste sciocchezze da governo tecnico, il neoeletto sindaco vicentino farebbe meglio a minacciare di invitare i cittadini al versamento di quote IRPEF su una tesoreria comunale appositamente aperta, in assenza di accordi in tal senso con lo stato centrale. E, quale extrema ratio, potrebbe seguire le orme del sindaco di Cork, dando prova, in tal modo, di sapersi inserire nel nobilissimo filone dei difensori dei diritti civili e dei perseguitati politici. Politica altissima, nel vero senso della parola, non bieco ragionierismo sulle spalle dei cittadini veneti già tartassati dal fisco e depredati dallo Stato italiano (secondo residuo fiscale in assoluto più alto in Europa, alla faccia di chi dice che i Veneti sono egoisti)
      Altrimenti da MoVimento 5 Stelle può pure cambiare nome in MoVimento Bed & Breakfast, perchè sarà buono soltanto per sfornare gestori di dormitori in cui la gente potrà permettersi soltanto la colazione.

      • In Italia abbiamo un sacco di problemi. Uno dei più gravi è, qualunque cosa uno dica, cercare il piccolo, il marginale, l’eccezione, qualunque… Pur di dargli addosso.
        Ecco xchè nn si va mai avanti.
        Pietro

      • @ Pietro
        Se il tuo commento è in risposta a quanto ho detto, non ne comprendo il senso.
        Il residuo fiscale della Lombardia, del Veneto (e dell’Emilia-Romagna) è il più alto in Europa, oltreché, ovviamente, in Italia. Questo non è un problema nè piccolo, nè marginale, nè rappresenta un’eccezione.
        Questo è esattamente _I_L_ problema, da più di vent’anni a questa parte, e non solo nessuno l’ha risolto (nè la Lega, nè Berlusconi, nè la sinistra nelle sue varie manifestazioni), ma si è addirittura ingrandito a dismisura.
        La tassazione sui beni immobili è parte integrante di questo problema, così come il patto di stabilità, i problemi di bilancio delle nostre amministrazioni comunali e territoriali in genere, la svendita del patrimonio immobiliare dei nostri comuni e l’urbanizzazione smodata per fare cassa.
        Se il sindaco di Sarego, che è arrivato a quella poltrona sulla spinta di un moto autenticamente rivoluzionario, è pronto a fare il servo di cassa di Roma, allora vuol dire che non ha le palle. O forse, il che è per certi aspetti peggio, non ha le idee. In effetti, non basta un megafono, bisogna anche sapere cosa dire. E sporcarsi le mani. Sul serio però, non pensando che questo significhi torchiare ancora di più i cittadini. Sporcarsi le mani significa avere il coraggio di dire NO alle pretese di uno stato mafioso, che ai nostri territori chiede da tempo un vero e proprio pizzo. Ya basta!
        Alex

      • Mi tocca spiegarmi: che UN sindaco di un paesotto, di cui nn conosco gli indici economici,
        PARE che faccia forse… Va bene. Quello che non va bene è estapolare da UN il giudizio complessivo. Io sono inclusivo, a priori. Ed ammiro Kohl.

      • @ Pietro
        E’ Beppe Grillo, cioè il megafono umano di tutto il MoVimento 5 Stelle (e forse suo proprietaio, chissà…) che ha detto “A Sarego è nata la Terza Repubblica”. Ecco, se nasce sulle basi ipotizzate dal suo primo Sindaco a 5 Stelle, direi che nasce molto male. Ma proprio molto molto male.
        E poi Sarego non è un paesotto, bensì è parte integrante di quel Veneto che, lo ripeto, tira la carretta, insieme a noi e agli emiliano-romagnoli.
        Inclusivi sì, non fessi però.
        Ciao, Alex

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