Questo non è un post sul M5S

E’ un post sull’astensione. Forse.

Siccome l’argomento è molto interessante, faremo un rapidissimo strappo alla regola. Avete capito bene, ancora Movimento 5 Stelle.

Nel post precedente avevo accennato al fatto che non sembrava ci fosse particolare evidenza di un qualche effetto positivo sull’affluenza alle urne (per positivo intendo quindi una maggiore affluenza) dato dalla possibilità di mettere una croce sul simbolo grillino.

Ho ripreso in mano i dati e ho cercato campioni che potessero essere significativi e coerenti tra di loro. Mi sono quindi rivolto alle regioni nelle quali si sono presentate più liste M5S, cioè Veneto, Lombardia e Piemonte, utilizzando le categorie dimensionali individuate nel post precedente, ovviamente quelle più ampie ed “equilibrate” (non i Comuni micro, per dire, dove si è presentata una lista M5S in meno di un comune su cento). I risultati sono i seguenti.

Per quanto riguarda il Veneto ho preso come riferimento i comuni con abitanti compresi tra 5.000 e 14.999, in totale 39: in 12 di questi c’era un candidato grillino. Rispetto alle precedenti amministrative, nei comuni senza candidato grillino l’affluenza alle urne è diminuita del 10,2%, mentre nei comuni dove si poteva votare un candidato grillino è diminuita del 10,5%. E ricordiamo che il risultato medio del M5S in questi comuni è stato del 15%.

Per il Piemonte, stessa categoria di comuni: 14 in totale di cui 4 con candidato grillino. Paradossalmente, nei comuni dove non si presentava il M5S la partecipazione al voto è diminuita del 6,5%, mentre in quelli dove si presentava è diminuita dell’8,6%. Risultato medio dei grillini in questa categoria pari a 16,4%.

Infine, per la Lombardia ho considerato i comuni medio-grandi, 26, di cui 11 con lista grillina. Non ho scelto i comuni medi, come per Veneto e Piemonte, perché solamente in uno su 39 di questi c’era un candidato M5S. Anche in questo caso, il risultato è il medesimo. Dove non c’era la possibilità di votare il Movimento l’astensione è aumentata dell’11,8%, dove questa possibilità c’era del 12,2%. Risultato medio pari all’8,9%.

Con tutti i limiti imposti da un campione limitato come quello preso in considerazione (ma che d’altra parte è l’unico possibile), con tutti i limiti delle elezioni amministrative, con tutti i limiti della statistica e con tutti i limiti miei, a me non sembra che il Movimento 5 Stelle riesca a recuperare l’astensionismo. I flussi di voto, come dicevo nel post precedente, dovrebbero essere interni alle parti politiche. Ed è anche difficile ipotizzare che vi sia stato una sorta di ricambio: nuovi astensionisti che escono e vecchi astensionisti che tornano a votare M5S, perché le percentuali sono troppo simili. Avendo i grillini ottenuto risultati piuttosto sostanziosi, se questi fossero stati determinati dal ritorno al voto dei vecchi astensionisti, dove il M5S non era presente il mancato ritorno al voto della stessa categoria avrebbero pesato notevolmente sull’affluenza.

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One thought on “Questo non è un post sul M5S

  1. Bastaaaaaaaa!!!!!!!!!!!
    Abbiamo parlato per anni di Berlusconi (e di Lega), adesso iniziamo la stessa solfa con Grillo?
    Spero proprio che sia l’ultimo…

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