I numeri del voto, secondo l’Istituto Cattaneo

L’Istituto Cattaneo viene in nostro soccorso con alcuni numeri. E i numeri, nudi e crudi, sono importanti, perché l’astensionismo può far perdere facilmente la bussola.

Il primo quadro – per il quale può essere scivoloso parlare di «tenuta» del Partito Democratico – ci restituisce partiti in perdita (assoluta) su tutti i fronti:

Il Partito Democratico, infatti, ha perso circa 90mila voti nelle 24 città considerate, pari a circa il 30%. A subire gli arretramenti più gravi, però, sono Lega, IdV e PdL, praticamente sempre oltre il 50% (tranne al Sud per il PdL, dove registra -40%, e Lega, non pervenuta). C’è comunque da dire che, a occhio e croce, le elezioni comunali sono caratterizzate da una maggiore presenza di liste civiche all’interno di una coalizione, rispetto alle elezioni regionali. Di conseguenza, non sono tutti voti “bruciati”: una parte di essi sarà confluito nelle civiche. Il discorso non vale per il M5S, che si presenta praticamente sempre da solo.

Da panico l’arretramento della Lega nelle regioni rosse, cosa di cui, su questo blog, abbiamo già scritto. Le cifre dicono -79% dei voti assoluti. L’arretramento della Lega, inoltre, è stato maggiore nei comuni con più di 15mila abitanti che nei comuni più piccoli.

Chi, invece, registra un saldo netto positivo è il Movimento 5 Stelle a nord e al centro. Ad Alessandria si registra +275%, a Verona +198%, Parma +155%, Monza +147% e così via. Gli stessi risultati non sono stati ottenuti al sud, dove, nei comuni con più di 15mila abitanti, i voti a favore dei grillini sono stati compresi tra lo 0,9% e il 7,1% del totale. Ben lontano dalle doppie cifre registrate nel resto di Italia.

E ora, la domanda delle domande: da dove ha preso i voti il Movimento 5 Stelle? E non perché ci interessi capire se i grillini sono di destra o di sinistra, se sono leghisti o fascisti o entrambi, ma perché ci interessa capire qual è il filo conduttore. Qual è il malessere. L’Istituto Cattaneo ha preso come riferimento la città di Parma, dove il Movimento è al ballottaggio con il centrosinistra. La seguente tabella risponde alla domanda: 100 elettori di ciascuna lista indicata nella prima riga, come hanno votato nel 2012?

Per farla breve, secondo l’Istituto Cattaneo, a Parma di 100 elettori della Lega nel 2010, ben 38,5 hanno votato M5S. E ben 54,3 cittadini su 100 che nel 2010 hanno votato l’Italia dei Valori, questo weekend hanno votato M5S. Poi ci sono i voti ai soli presidenti, ma effettivamente sono poco indicativi per poter trarre delle conclusioni, che sono le stesse alle quali siamo giunti col post precedente.

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7 thoughts on “I numeri del voto, secondo l’Istituto Cattaneo

  1. Non ho ancora avuto tempo per elaborare un’analisi completa del voto, mi riservo di farla se ci riesco questo pomeriggio sul blog di Pippo Civati. Ho però iniziato un’analisi del voto al MoVimento 5 Stelle. Confermo che si tratta di un movimento presente prevalentemente nei centri urbani più grandi. Per quanto riguarda la mia analisi ho suddiviso i comuni nei quali si andava al voto tra quelli fino a 10.000 abitanti, quelli tra 10 e 20 mila, quelli tra 20 e 50 e quelli over 50. Ho analizzato le regioni del Nord e vi ho aggiunto i comuni di Toscana e soprattutto Emilia Romagna dove i risultati sono molto significativi.

  2. Il M5S è risultato presente in 14 comuni su 14 di quelli con più di 50.000 abitanti.

    E’ risultato presente in 25 comuni su 36 in quelli tra 20 e 50 mila.
    Emilia 1/1
    Fvg 1/1
    Liguria 1/3
    Lombardia 8/15
    Piemonte 5/5
    Toscana 0/2
    Veneto 9/9

    In 17 comuni su 57 in quelli tra 10 e 20 mila
    Emilia 1/2
    Fvg 0/3
    Liguria 0/4
    Lombardia 4/20
    Piemonte 3/8
    Toscana 1/3
    Veneto 8/17

    In 13 fra i comuni fino a 10.000 abitanti (non li ho contati…)
    Emilia 0
    Fvg 1
    Liguria 0
    Lombardia 0
    Piemonte 3
    Toscana 2
    Veneto 7

  3. Da quello che ho potuto notare, insomma, il MoVimento 5 Stelle si caratterizza come un movimento presente soprattutto nei grossi centri urbani mentre è percentualmente molto meno presente via via nei comuni di dimensioni più limitate. Per quanto riguarda la distribuzione geografica direi che si assiste ad una presenza a macchia di leopardo. Il M5S, contrariamente a quanto si potrebbe pensare (però andrebbe considerata, cosa che non ho fatto la percentuale complessiva di presenze: in Liguria in 2 comuni su 19) non sembra molto presente nei comuni della regione natia del suo fondatore; e nemmeno nella regione limitrofa (Lombardia) dove comunque le elezioni riguardavano comuni di una certa dimensione. Direi che i maggiori successi sono ottenuti in Emilia (lista presente in 4 comuni su 18, soprattutto in 4 su 5 di quelli superiori a 10.000 abitanti: significative le percentuali col 21,04% a Budrio, 20,41% a Comacchio, 19,89% a Parma e 9,41% a Piacenza) in Piemonte (presenze in 14 comuni sul totale che potresti contare tu :-))) di cui 11 su 16 di quelli sopra i 10.000 abitanti con 3 casi sotto il 7 ed il 10% Asti, Cuneo e Mondovì e 1 sopra il 20, cioè il 20,91% a Satena; nei comuni sotto i 10.000 abitanti signficativi i risultati di La loggia col 25,10% e Rosta col 30,81%) ed in Veneto (presenze in 26 comuni su un totale che dovrai calcolare anche in questo caso da te :-))) con 18 liste sui 27 comuni superiori ai 10.000 abitanti; solo in 6 comuni le percentuali sono state sotto le due cifre; in 13 casi sono state sopra il 15% di cui 4 in comuni sopra i 10.000 Conselve 26,60%, Marcon 19,35%, Rosà 15,63% e Saonara 19,05% e 5 in comuni tra i 20 e i 50 mila Mira 17,51%, Mirano 19,58%, San Giovanni Lupatoto 15,95%, Thiene 17,94% e Vigonza 19,17%). Anche in Toscana le liste sono state presenti in discreta percentuale (6 su 30) in particolare in tutti i comuni sopra i 50.000 abitanti con i seguenti risultati: Lucca 6,93%, Pistoia 9,88% e Carrara 11,09%. A Reggello (unico comune sopra i 10.000 abitanti) la percentuale è stata del 14,49%, a Pitigliano del 13,39%. Unico flop a Forte dei Marmi col 3,77%.

  4. Concludendo, dunque, direi che, per i motivi che ho citato nei post sul blog di Civati che hai avuto modo di leggere, non ultimo quello che avevo dimenticato di sottolineare – ovvero che nei piccoli centri urbani c’è un numero più limitato di connessioni alla rete spesso anche dovuto alla carenza delle infrastrutture – e che aveva citato Savepan, la diffusione ed il successo del M5S si possono riscontrare prevalentemente cei centri urbani di una certa dimensione. Per quanto riguarda invece la connotazione geografica, a fronte di un indubbio successo nel Veneto al quale però non corrisponde un analogo successo in FVG e del quale non abbiamo ancora riscontro in Trentino Alto Adige, mi sentirei di affermare che questa riguarda piuttosto il Nord nel suo complesso che non solo il Nord-Est. E vi aggiungerei anche Toscana e soprattutto Emilia-Romagna dove i risultati sono di assoluto rilievo. Detto questo colgo l’occasione per porti i miei migliori saluti e, ovviamente, ti assicuro la mia massima disponibilità per proseguire questo interessante dibattito sul tuo blog, su quello di Civati oppure, visto che la mia mail adesso dovresti avercela, anche privatamente se preferisci.
    Ciao!

  5. Aggiungo solo che forse, vista la diffusione superiore in Veneto rispetto a quella che si può riscontrare in altre regioni, la massiccia presenza di Grillo nella campagna elettorale in quella regione che hai ben documentato si può spiegare proprio in questo modo. E direi anche che il grande successo può essere spiegato con la presenza sul territorio (più che in altre regioni) del fondatore del movimento che comunque rappresenta più che un valore aggiunto.
    Nota metodologica: i risultati che ho postato riguardano sempre le liste M5S e non i candidati che, in vari casi, ottengono addirittura risultati superiori a quelli della lista.
    Ciao!

  6. Pingback: I grilli non fermano l’astensione « Stay Behind (the truth)

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