Solbiate Olona, deeply on the Nord

Vi voglio raccontare di un piccolo borgo poco ridente della provincia di Varese, assediato da autostrade e centri commerciali. Abbiamo ormai capito che se mai c’è stato un tempo in cui l’equazione cemento uguale benessere ha avuto senso, quel tempo ormai è passato. Questo tipo di notizie però fa fatica ad arrivare ai confini dell’impero, in quegli angoli periferici in cui non cambiare mai niente è da sempre considerata una virtù. Nella Sicilia gattopardesca così come nel varesotto.

Capita però (persino in Italia) che ci sia ogni tanto un qualche progresso legislativo che obbliga le comunità, centrali o periferiche che siano, a farsi carico di precise responsabilità. Uno di questi è il Piano di Governo di Territorio. L’amministrazione del piccolo borgo ha però ritenuto che troppo progresso doveva per forza nascere da un difetto di fondo che non poteva essere tollerato, perciò le direttive della legge sono state deliberatamente ignorate. Con esse anche i pareri negativi sul Piano da parte di enti sovracomunali come ARPA e Provincia di Varese. “Non sono d’accordo? Si sbagliano loro, è ovvio”, questa l’inevitabile conclusione del nostro sindaco.

Vi risparmio la tristezza che sono stati i consigli comunali convocati per l’adozione del piano, pieni di conflitti di interesse, di numero legale non raggiunto, di rinvii e di silenzi da parte dei consiglieri di maggioranza, incapaci e impreparati ad affrontare qualsiasi tipo di discussione.

Solbiate Olona si ritroverà così vittima di un passato che non è mai riuscito a evolversi, a farsi nella storia. Piccola o grande che sia sempre storia è. Vittima di persone (amministratori?) che non riconoscono i propri concittadini come interlocutori, che invece sgomitano per farsi belli agli occhi di chi ha qualche interesse. Piccolo o grande che sia sempre interesse è. Vittima insomma della  pochezza umana, tutta tesa a carpire alla vita un poco di prestigio guardandosi bene dal dare fastidio a chi può fare la voce grossa. Piccolo paese, molta piccola umanità, in un profondo angolo del Nord.

Ivan Vaghi

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