E’ Varese la città che paga più tributi locali?

Alcuni giorni fa la CGIA Mestre ha diffuso alcuni dati riguardanti la pressione tributaria locale. Secondo questo studio, la città dove questa è maggiore è Varese (1.714 euro), seguita da Lecco (1.681) e da Bergamo, Monza e Bologna (1.665), che si spartiscono il terzo gradino del podio. Nei primi dieci posti sono ben otto le città della Lombardia.

All’estremo opposto della classifica troviamo Caltanissetta (789 euro), Agrigento (767 euro) e Lanusei (671 euro).

Il dato macro rimane, ma il senatore veneto del Partito Democratico Marco Stradiotto, ha riscontrato alcune incongruenze:

Ho verificato alcuni dati dei vari bilanci comunali, a campione, sul sito del Ministero dell’Interno e ho trovato delle incongruenze rispetto alle graduatorie di questo studio. La classifica della Cgia di Mestre contiene alcuni errori in quanto non confronta dati omogenei. Per alcuni comuni viene computata l’entrata relativa alla tassa asporto rifiuti (Tarsu) mentre per i comuni, che si avvalgono della tariffa come Roma, questa posta in entrata non si trova. Alcuni Comuni, come Varese, pur avvalendosi della tariffa igiene ambientale (TIA) hanno computato la TIA nelle entrate tributarie. Per avere una classifica che confronti dati omogenei bisognerebbe depurare le anomalie determinate dall’entrata Tarsu o TIA.

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