Anche la Lega è vittima del complotto

La serata dell’orgoglio padano, celebrata nel momento di massima difficoltà della Lega Nord, quasi fosse – l’orgoglio – l’ultimo, disperato colpo di coda, ci regala una nuova ideologia in cui credere, che tiene assieme tutti i pezzi per confermare le nostre convinzioni, al di là dell’evidenza: il complotto.

La Lega è partito di popolo, che avanzerà baionette in canna, paese per paese, villaggio per villaggio, andando a snidare anche nel profondo Sud la partitocrazia. Di fatto, incorruttibile. Tutto ciò che accaduto – riportato nella grafica del Corriere – è accaduto per volontà dei servizi segreti.

«Siamo vittime di una specie di complotto», ha dichiarato Bossi dal palco, ieri sera, per poi precisare ai giornalisti che Belsito «è stato infiltrato dall’intelligence» (ai tempi di Bobo Maroni ministro dell’Interno, per dire, il miglior interprete del #amiainsaputa). Ci sono dietro i poteri forti, sicuramente, perché la Lega è l’unica opposizione al governo Monti. Un argomento degno di Beppe Grillo, che infatti ha subito rilanciato: il «governo delle banche» colpisce chi si oppone, quindi «toccherà a Di Pietro e poi a noi».

Le facce e i nomi della grafica sarebbero quasi tutti innocenti. Gli innocenti sono quelli che fanno Bossi di cognome o che sono coniugati con un Bossi. Tanto che ieri il capostipite ha dichiarato che avrebbe dovuto mandare i figli a studiare all’estero, «unico modo per salvarli» dalla «canaglia giornalistica», dai «giornalisti prezzolati dal regime». I colpevoli sono gli altri, guidati dalle mani sapienti dell’agente segreto Belsito.

Poi Bossi ha chiesto scusa, perché «i danni sono stati fatti da persone che portano il mio cognome, e questo mi dispiace molto». Sono vittime di un complotto, beneficiari di molti danée, ma innocenti. La base capirà, no? Forse. Noi no.

Comunque, l’accusa che genera vero e proprio orrore, sia nei militanti che in Bossi, riguarda l’accostamento con la ‘ndrangheta. Possiamo rassicurarvi: sulla ‘ndrangheta non abbiamo certezze, l’unica certezza che abbiamo è che nel settembre del 2010 la Lega votò per negare l’uso delle intercettazioni a carico di Nicola Cosentino, accusato di essere vicino alla Camorra, e che nel gennaio del 2012 la maggioranza berlusconiana si ricompose, magicamente, ancora alla Camera, quando la Lega lasciò ai deputati libertà di voto: i deputati leghisti salvarono nuovamente Cosentino. Era tutto un complotto, per salvare Cosentino.

Per il leghisti della prima ora, però, c’è una buona notizia: «chi ha preso i soldi della Lega li dovrà restituire fino all’ultimo centesimo», ha garantito il leader in pectore Maroni. Quindi, piccoli risparmiatori padani gabbati da Credieuronord, è il vostro momento.

Update: Roberto Saviano, su Facebook, dichiara:

Bossi dichiara: “Belsito è stato infiltrato dall’intelligence”. Francesco Belsito dal 2009 è tesoriere della Lega, nonché Sottosegretario di Stato dell’ex governo Berlusconi. Sempre nel 2009, un’indagine della DDA di Reggio Calabria ipotizza legami tra Francesco Belsito e un imprenditore considerato vicino alla ’ndrangheta per riciclaggio e agevolazione della cosca De Stefano. Su tutto questo c’è un’interrogazione parlamentare presentata da Maurizio Turco che chiama in causa l’attuale Governo nelle persone del presidente del Consiglio e del ministro dell’Interno. Ci aspettiamo indagini e risposte anche e soprattutto per rintracciare responsabilità e silenzi dell’ex presidente del Consiglio e dell’ex ministro degli Interni. Il primo, Berlusconi, alleato della Lega Nord e il secondo, Maroni, esponente di spicco del partito ora al centro dello scandalo.

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11 thoughts on “Anche la Lega è vittima del complotto

  1. Grillo (movimento5stelle) sostiene che tutti i partiti siano uguali (ovviamente M5s escluso) e che la Lega sia in un certo senso punita per l’opposizione al governo Monti. Bossi non è l’unico a vederci qualcosa di strano…

  2. Sale l’assordante coro giovanordpiddino “dagli al leghista!” (ma non tanto, come appare, perchè han preso i soldi del partito, bensì perchè, ce lo ricordava Pippo, son sempre degli sporchi leghisti con la secessione in testa, e non si fa, perdìo! e poi son razzisti, eccheccazz, caccia al negro tutti i giorni in Padania, eccheccazz, sì vabeh gli extràc son più integrati qua che ovunque ma quelli l’han pensato, eccheccazz!)

    Nel frattempo, il silenzioso, rispettabile, serissimo, tristo, in definitiva ladro e porco, ma comunque buonborghesdelsalottbuon governo Monti, studiava un nuovo equo provvedimento a base di tasse su benzina ed SMS (sì, avete letto bene, SMS, che non è un acronimo per “Stronzo Monti Stronzo”, bensì per Short Message Service, al secolo “messaggino”).
    Tagliare qualche forestale calabrese? Nein.
    Evitare di rifinanziare qualche municipalizzata in perdita fra Napoli, Palermo e la Puglia? Giammai.
    Licenziare un po’ di dipendenti delle Camere, quelli che percepiscono stipendi più alti dei parlamentari stessi? Cor cazzo.
    “Tasare und spremere popolazionen padanen! Jawohl Mein Fuhrer!”

    Avanti così, verso il baratro e la guerra civile. Allegramente.

  3. Ciao Alex, la mia risposta dovrebbe essere lunga e articolata, ma sinceramente non ne ho voglia, perché sarebbe sempre lo stesso discorso.
    Saluti unitaristi e piddini,
    stefano

  4. Io invece ho apprezzato davvero Bossi e la Lega. Lo dico sinceramente.
    Questi si sono visti il tesoriere indagato (sulla scelta del quale invece trovo Bossi e la Lega pessimi, io a quello lì non gli avrei dato da gestire neanche 5 centesimi) e nel giro di pochissimi giorni:

    – il tesoriere – unico indagato di tutta la faccenda per ora – è stato espulso;

    – il segretario federale – neppure indagato – si è dimesso. E non stiamo parlando di un segretario qualsiasi, stiamo parlando dell’inventore, del fondatore, del padre, del condottiero, dell’icona… qualcosa che per un comunista non sono stati neppure Togliatti o Berlinguer!

    – il figlio del segretario generale – non indagato – si è dimesso da consigliere regionale;

    – a una militante del “nucleo storico” e fedelissima – neppure indagata – eletta in Senato è stato chiesto di dimettersi (e si tratta della Vicepresidente del Senato, mica di una qualunque senatrice) e, al suo rifiuto, è stata espulsa;

    – sono stati convocati i congressi nazionali che si chiuderanno con quello federale – che non si tiene da 10 anni!!! – per rieleggere i vertici del partito.

    – il segretario federale, una volta dimessosi, si è presentato non in un tranquillo studio tv, ma in piazza (senza dunque poter sapere quale sarebbe stata la reazione dei militanti inferociti o delusi) ammettendo l’errore, scusandosi, dicendosi addolorato come leghista, come uomo e come padre, chiedendo a tutti di non dividersi e quindi mostrando di avere a cuore l’interesse supremo della sopravvivenza del partito.

    Ma dove cavolo si è mai vista una cosa del genere?!!! Chapeau!

    Io dico, al di là di qualunque valutazione politica, che sotto i profilo della dignità, della correttezza e della coerenza (vorrei anche dire dell’umanità) la Lega e Bossi hanno dimostrato di stare veramente due spanne sopra tutti gli altri. Si tratta di uno di quegli episodi – ripeto, al di là di qualunque affinità o disaccordo politico – in cui la Lega mostra al meglio di essere davvero un partito di popolo, con una dignità che solo il popolo (vorrei dire di popolo lavoratore e del Nord) sa avere, uno “stile contadino” che mi piace molto e trovo che dovrebbe essere apprezzato da tutti, amici e nemici.

    daniele,milano

    P.S.: Guardando invece la faccenda da un altro punto di vista – se volete più qualunquista, ma con una sua coerenza – mi viene invece da dire questo. Rosy Mauro non la conosco affatto e per quel poco che so (tipo la sua fallimentare gestione del Sinpa) non mi è mai piaciuta. Però, se fossi in lei, scriverei una bella lettera di dimissioni da Senato e direi: “E’ qui, pronta per essere spedita. Un minuto dopo che si saranno dimessi tutti i Senatori e i Deputati condannati e indagati, io – che non sono neppure indagata – la consegno nelle mani del Presidente. Un minuto dopo”. Perché è anche abbastanza ridicolo – anzi, piuttosto schifoso – che si blaterino cazzate sul fatto che Rosy Mauro debba dimettersi, quando molto prima di lei nella lista ci sono decine di parlamentari di ogni partito, compreso quel Senatore tedesco (tanto per rinfrescare la memoria ai giustizialisti del PD) portato dal PD in Senato per conferirgli l’immunità rispetto alle porcate fatte in Puglia da assessore. E fossi stato il Renzo Bossi, avrei fatto lo stesso rispetto al consiglio regionale (dove un altro PD, Penati, è ancora col culo ben incollato alla poltrona, tanto per rinfrescare ancora la memoria ai giustizialisti della cosiddetta sinistra).

    • Sono piuttosto d’accordo, ma c’è una cosa che non mi convince: perché tirare fuori la storia del complotto, dopo aver chiesto scusa? O scusa, o vittima del complotto, no?

      • Al netto della propaganda, non vedo necessariamente contraddizione tra le due cose. parto dalla quasi certezza del “chi è senza peccato scagli al prima pietra”. Cioè, mi pare pittusto realistico pensare che all’interno dei partiti – delle imprese, delle associazioni, ecc. – ci sia sempre del marcio, non perché siano i partiti di per sé forieri di marciume, ma perché i partiti – come le impeese, le associazioni e qualunque forma di agregazione collettiva – rappresenta la società e una società con la qua parte di marciume non può che produrre fome collettive con parti di marciume. In secondo luogo il contesto normativo italiano (600.000 leggi contro le 100.000) è inevitabilemnte criminogeno perché è quasi impossibile muovere uno spillo senza andare in un modo o nell’altro a cozzare contro un regolamento, un regio decreto, un testo unico, ecc. E questo fatto èp una delle leve dello strapotere giudiziario.

        A queste condizioni si aggiunge anche il fatto che la struttura del potere in Italia è molto, molto complessa e fa anora i conti forse più che altrove (forse, perché su questo non ho certezze) con forme di condizionamento molto pesanti della vita e dell’azione pubblica. Siamo un posto, diversamente da altri paesi europei, in cui ogni volta che sollevi una merda in genere ci trovi qualuno dei servizi, qualche fascista e qualche emissario vaticano, per intenderci. Siamo un posto in cui è stato possibile rapire un presidente del consiglio e tenerlo in prigonia per 55 giorni… e solo chi crede alle favole può pensare che un atto del genere possa essere compiuto da quattro scalcagnati che gicavano a fare la lotta armata. Siamo un posto in cui fino a 3 mesi fa non c’era procura o giornale che non si occupasse ossessivamente di che cosa facesse il rpesidente del consiglio sotto le lenzuola, dando ampia eco a intercettazioni che non si capisce chi cazzo facesse uscire, mentre oggi sembra che Berlusconi non parli neppure più al telefono, non abbia più un porcesso (andate a vederevi come sono state ricalendarizzate le udienze del processo sulla rubacuori). Non credo che queste cose avvengano per caso, non ci ho mai creduto.

        E dunque non credo che avvenga per caso che improvvisamente 6 procure (dico 6) partano contemporaneamente all’attacco della Lega, non credo che avvenga per caso che improvvisamente tutti i media scoprano l’incredibile interesse per queste faccente scrivendoci paginate intere come prima scrivevano su Berlusconi o su Craxi o su chi – a me pare evidente – in un preciso momento desse troppo fastidio a certi interessi. Non credo che sia un caso che mentre lo spread saliva in autonno la colpa venisse unanimemente data da tutti i media al governo, oggi che lo spread sale agli stessi livelli invece la colpa viene data alla Spagna, alla CGIL o alla Marcegaglia e non al Governo Monti.

        Se solo qualcuno mettesse giù due numeri, anche un cretino potrebbe vedere come dal punto di vista quantitatvo quello che viene oggi addossato alla lega sia una frazione infinitesimale di quanto oggi e in passato è addossato a qualunque altro partito. Non ho mai creduto nelle “battaglie di giustizia” ma sempre negli scontri di potere. E questo è uno dei tanti, condotto con armi convenzionali o non convenzionali, come si addice a ogni scontro di potere degno di questo nome. Naturalmente non parlo di “Grande Vecchio”, ma del combinato disposto di interessi convergenti, alcuni dei quali possono anche essre all’interno della stessa Lega, altri altrove nella politica o nelle istituzioni, altri assolutamente furi dalla politica. Anche perché a me pare evidente che i partiti non contino davvero una mazza. E questa è una delle ragioni epr le quali la campagna contro la cosiddetta “casta” (in cui peraltro anche la Lega ha abbondantemente sguazzato, fin da quando sventolava schifosamente il cappio in Parlamento contro i “politici”) mi dà veramente il vomito.

        daniele,milano

      • Secondo te, quindi, la Lega, in questo preciso momento storico, stava dando troppo fastidio? Cioè, io posso anche essere d’accordo sulla questione dei “poteri forti” o, per dirla meglio, della (non) ideologia liberista che sta affossando interi Paesi a beneficio di pochi – tra l’altro ho letto una bella intervista a Luciano Gallino su MicroMega -, però che la Lega stesse dando fastidio all’azione di questi (ma anche solo all’azione di Monti) mi sembra inverosimile. E lo stesso vale per Di Pietro e Grillo. Mi sembra più verosimile che abbiano parlato di complotto per mera propaganda. Non vorrei esagerare, ma mi sembra che della Lega si stavano dimenticando tutti (anche noi di On the Nord quasi, per dire :D).
        Comunque, Belsito agente segreto, in contatto con Bonet, che a sua volta gestisce i rapporti con il Vaticano e la ‘ndrangheta, potrebbe essere un bellissimo noir. Detto ciò, non si capisce chi abbia scelto – perché i tesorieri si scelgono – Belsito e perché lo abbia fatto. Possibile che venga scelto così, a caso? O ci sono delle responsabilità precise e allora – non in Italia, certo – chi è ai vertici, Maroni e barbari sognanti compresi, dovrebbero spiegare perché è stato scelto.
        Va da sè che anche Penati e chi lo ha scelto dovrebbe spiegare un po’ di cose, e la stessa cosa vale per mezzo Pirellone.

        p.s. qui c’è un quadro piuttosto completo.

      • Onestamente in questo momento faccio proprio fatica a capire, c’è un casino forse peggio che nel 92-94.

        Non assocerei in alcun modo la Lega a IdV e ancor meno a 5 Stelle. La Lega è un partito antico, conta su una vastissima classe di amminsitratori locali (generalmente peraltro abbastanza apprezzati dai propri cittadini), guida direttamente 2 grandi regioni, ha partecipato – pur in minoranza – a 5 governi (4 Berlusconi e Dini insieme al centrosinistra) e differentemente da quanto si tende a dire non è un partito “personale”, nel senso che ha sicuramente una sua icona in Bossi (del resto è una caratteristica tipica di tutti i partiti storici) ma dispone di un’ampia schiera di dirigenti che potrebbero guidarla anche senza diversamente da IdV e 5 Stelle che vivono sostanzialmente dei propri leader.

        Con la caduta di Berlusconi e la nascita del governo Monti, la Lega aveva senz’altro un potenziale dirompente per almeno due ragioni: 1) restava l’unico partito rappresentato in Parlamento a fare opposizione insieme a IdV, con la differenza sostanziale che avendo il proprio consenso concentrato in poche regioni grandi e molto forti la sua forza negoziale avrebbe potuto essere in prospettiva davvero pesante; 2) perché liberatasi dell’abbraccio con Berlsuconi e il PdL avrebbe potuto riprendere con vigore a battere su questioni cruciali con molta più credibilità, questioni “contadine” in rotta di collisione totale con l’amalgama “pattista” di Monti. Spaccarsi in un momento del genere – secondo me – è stato fatale.

        Ora, con l’offensiva maroniana, la sua sostanziale Opa sulla Lega e l’epurazione dei bossiani, a me pare che la prospettiva sia radicalmente cambiata: Non è un mistero per nessuno – perché l’ha dichiarato più volte pubblicamente – la forte intesa di Maroni con Alfano. Meno visibile ma secondo me molto solida l’intesa tra i due e Casini, il quale del resto guida il triumvirato con Fini e Rutelli. Sono speculazioni, naturalmente, ma mi pare un’ipotesi credibile di assetto post-Monti: la ricostruzione di una DC con il 40% compsota da: UdC-Terzo Polo, scampoli PdL, scampoli Lega e magari qualche trasfuga Pd (Letta, Morando, magari anche Veltroni), al limite con un bel “tecnico” a fare da bandierina come Presidente del Consiglio; Passera, per dire.

        Per inciso, visto l’ultimo siluro recapitato oggi alla giunta Formigoni (Maroni è andato a trovare “il Celeste” un minuto dopo), questa prospettiva potrebbe anticiparsi in Lombardia con un bel Tabacci candidato (come si mormora da tempo), l’appoggio dei ciellini dell’ala di Lupi (opposti a quella di Formigoni), la Lega maroniana e piddini a caccia di cadreghe. Da tenere d’occhio anche quello che succede in Sicilia con il post-Lombardo, perché l’asse Milano-palermo è tradizionalmente un motore di innovazione politica in alternativa al conservatorismo di quello Torino-Roma.

        Se lo scenario fosse questo, far saltare Bossi (e il suo asse con Tremonti), dopo aver neutralizzato Berlusconi, mi pare un assetto molto “nelle corde” dei poteri, una specie di capitolo finale con cui si chiude il “golpe” del 92-94 che gli andò storto perché sbucò dal nulla Berlusconi (uno che non è mai stato organico a quei poteri).

        Non so… è un’ipotesi, può darsi che mi sbagli naturalmente. Una cosa sola mi pare certa: come sempre la cosidetta sinistra è del tutto residuale, marginale, ininfluente, perché totalmente incapace di vedere e, quindi, di agire.

        La domanda vera, come già detto da alcuni commentatori in questi giorni, è: chi quoterà alla politica la Questione Settentrionale, intesa nel senso di Gabrio Casati come rappresentanza dei “Contadini”, che da questo geoverno e dall’assetto profilato restano totalmente fuori, schiacciati e spremuti.

        daniele,milano

  5. Ho scritto giorni fa su twitter, che la Lega tutta è scesa al piano terra del palazzo per lavare i panni sporchi in TV;
    mentre ai piani alti di altro palazzo è rimasto Penati.
    Detto questo, il lenzuolo mostrato dalla Lega con la perduta verginità, nasconde altro:
    a- il patto segreto tra Bossi e Berlusconi nel ’99 (svelato dalla ex giornalista della Padania sul Corriere di martedì) Stranamente nessuno nè parla;
    b-i lavandai,Maroni in primis e Bossi suo malgrado, sono della schiera della ” a mia insaputa “.
    L’ex ministro dell’interno non sapeva chi era Belsito ? sottosegretario, in cda Fincantieri, sospettato dalla DDA, ?
    Apro una parentesi: se si vogliono consultare le tabelle dei P.I.L. di tutti i paesi ,vi sono tre schede a disposizione a cura del FMI, della Banca Mondiale e della …CIA (central intelligence agency, avete capito bene).
    E’ pensabile che i servizi di intelligence che fanno capo al ministro dell’interno non sappiano tutto di tutti i membri di un governo, dei partiti, ecc…?
    Ancora:
    I soldi portato a Cipro, in Svezia e in Tanzania e in Svizzera, gli hanno portati con la valigetta?
    Se sì, ma non credo, a nome di chi sono stati depositati?
    Se non trasferiti in contanti, scattano le segnalazioni alla Banca d’Italia.
    A me pare che da qualche parte si formavano dei dossier da tirare fuori al momento opportuno.
    Esattamente come faceva Stalin.
    Del resto come spiegare la marcia indietro notturna di Bossi sul voto per Cosentino?
    Come spiegare la destituzione tardiva, ma imposta da Maroni, di Reguzzoni da capogruppo?
    Qui non ci sono spiegazioni di battaglie politiche;troppo in fretta il carisma di Bossi è stato piegato da Maroni, ex ministro dell’interno.

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