Passaggio a Nord-Est (29) – La secessione è rock

Carlo Lottieri da L’Indipendenza:

Forse s’illudono quanti oggi pensano che lo tsunami che s’è abbattuto sul cerchio magico di Umberto Bossi chiuda ogni ipotesi di disgregazione del Paese e rafforzi l’unità nazionale.

Anche a causa della crisi economica, che morde specialmente dove maggiore è la concentrazione del settore privato, la “questione settentrionale” è oggi più viva che mai. La distanza abissale che separa l’economia del Nord da quella del Sud è il principale dato strutturale della società italiana, destinato a trovare comunque un interprete politico. Senza dimenticare che sotto taluni aspetti proprio il crollo del Senatùr può rimettere in circolazione l’ipotesi di archiviare definitivamente Cavour e Garibaldi. […]

Quale che sia il destino di Bossi-Schettino e della sua nave alla deriva, quello che si profila per gli anni a venire è un rilancio del separatismo. La crisi causata da decenni di statalismo forsennato sta avanzando a grandi passi e al Nord è chiara la consapevolezza che le imprese non possono sostenere, al tempo stesso, il debito pubblico e gli sprechi del Mezzogiorno. Ma siccome dopo decenni dobbiamo ancora fare i conti con migliaia di guardie forestali girovaganti sui monti della Calabria, sono molti i lombardi e i veneti pronti a chiedere solo una scheda elettorale con cui scegliere se restare in Italia o andarsene. Ed è significativo che nelle scorse ore una paradossale petizione per l’adesione della Lombardia alla Svizzera abbia raccolto più di venti mila adesioni. [N.d.A. ad oggi hanno passato le 25.000] […]

Qui l’articolo integrale.

Dal CollettivoAvanti un augurio rock.

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17 thoughts on “Passaggio a Nord-Est (29) – La secessione è rock

  1. Invece io dico che chiunque si presenterà con la parola secessione verrà visto come un leghista ….quindi cose già viste.
    Grazie Lega….non solo hanno ucciso il federalismo, ma anche tutto il resto, la lega nord è il cancro del nord Italia, la più grande sciagura degli ultimi 30 anni, la pagheremo cara.
    L’articolo è bello ma la realtà secondo me è diversa, non so da voi in Lombardia ma qui in Veneto per capire come ragiona la gente basterebbe parlare con un elettore medio…..

  2. Certo che se uno che vuole indicare la secessione come un fatto positivo utilizza per questa il termine “disgregazione del Paese”, non fa che tirarsi una bella zappata sui piedi. Mancanza di chiarezza di idee? Considerando poi che i 10.000 forestali della Calabria valgono quanto un Belsito in Cda di Fincantieri (e di altri leghisti in altre importanti posizioni) e forse sono anche costati meno dei rimborsi elettorali della Lega o di altre oscure vicende come la banca Credieuronord…

    • Pino per favore la propaganda partitica lasciamola da parte….la lega è parte del problema , ma in questi anni gli altri cosa hanno fatto?

      Cosa avrebbe di negativo la locuzione disgregazione del Paese?

      • Luca, la mia è una considerazione in pura chiave di comunicazione, senza volere affatto fare “propaganda politica”: se vuoi convincere qualcuno (in particolare gli incerti) della bontà di una cosa lo fai usando termini positivi. “Disgregazione” non mi pare lo sia, anzi mette magari paura e alimenta incertezze. “Facciamo la secessione così disgreghiamo il Paese”? Io, piuttosto, userei termini come “rilancio del Nord”, insomma concetti che esprimano appunto positività. Questo cmq non significa che sia favorevole alla secessione, anzi, tutt’altro.
        Sul fatto di “cosa hanno fatto gli altri”: non me ne frega niente. Perché chi ci ha rotto l’anima in questi 20-30 anni con il “noi siamo diversi”, “Roma ladrona”, “Sud sprecone e mafioso” ecc. ecc.? E invece, oltre ai soldi pubblici spesi per i conti personali, si scopre addirittura (anche se io fatico a crederlo) che la Lega aveva addirittura rapporti di affari con la ‘ndrangheta, che in questi anni qui al Nord ha prosperato eccome.

      • Quindi lega nord= nord Italia.
        Non capisco come possa essere inteso negativamente il verbo disgregare…..anche l’URSS si è disgregata e mi pare che fu cosa buona e giusta.
        Il punto è che mentre questi sedicenti padani si ergevano a difensori del gli altri
        giocavano a bocce….non vorrai mica dirmi che il succo della questione è ma allora non sono mica diversi questi qui! caspita è come scoprire l’acqua calda.

  3. Caro Pino,
    il paragone fra forestali e Belsito non c’entra una mazza, infatti il posto nel cda di Fincantieri esiste comunque, esattamente come gli altri, molto ma molto più numerosi, che occupano i dirigenti del tuo partito (il PD se non sbaglio).
    La Lega non è nata per eliminare il cda di Fincantieri (magari anche, per certi aspetti, ma non sarebbe certo un piddino a poter rimproverare la Lega di non averlo eliminato, dato che il tuo partito, che proviene dal PCI -do you remember?- ha teorizzato e tuttora teorizza -do you remember referendum sull’acqua pubblica?- la presenza massiccia dello stato e degli enti locali nell’economia).
    La Lega è nata proprio per eliminare i 10.000 forestali, perchè nessuna teoria economica, tantomeno marxista, giustificherebbe l’esistenza degli stessi.

    Il punto è questo: un leghista può anche essere comunista, ma innanzitutto punta alla destrutturazione dello stato italiano per liberare le Regioni padane dallo sfruttamento fiscale dello stato italiano, che rappresenta poi il prezzo della mediazione socio-economico-politica con cui Roma finanzia se stessa e il parassitismo meridionale.
    Un piddino invece, come dimostrano i tuoi interventi, non sa più nè da dove viene, nè chi deve difendere, nè dove vuole andare.

    Il fatto poi che Bossi e sodali si siano mangiati pezzi del partito senza peraltro portare a casa alcun risultato, significa soltanto che noi lombardi abbiamo scelto le persone sbagliate, ma il programma, nella sua essenza, era giusto. Del resto persone sbagliate per idee giuste mi pare fosse la giustificazione della sinistra dopo il crollo del muro, o sbaglio?

    Non infierisco oltre.
    Saluti un po’ comunisti (per tradizione familiare), molto leghisti (per quello che ho detto), totalmente separatisti (perchè la rivoluzione non russa),
    Alex

    • Sì Alex, ma se poi uno di questi forestali lo metti in Fincantieri o addirittura a gestire la cassa del tuo partito, come pensi di cambiare l’Italia, o addirittura il Nord? Era quello il programma? E stai tranquillo, non hai infierito affatto: sono qui che me la rido…

      • Quando hai finito di ridere mi aggiorni sulle dimissioni di Penati?
        Era il vostro candidato alla guida della Regione intera, non ad un semplice posto di consigliere. E naturalmente occupa ancora la sedia.
        Grazie e attendo notizie eh!

        Quanto al resto, d’accordissimo sul fatto che la Lega si sia rivelata un partito con dirigenza incapace e militanza militonta (io infatti ne sono uscito dieci anni fa, e la militanza attiva in senso proprio l’ho smessa addirittura nel 1995!).
        Sarei però curioso di capire cos’ha fatto allora il PD per difendere le ragioni delle nostre Regioni. Ricordo sempre a voi che ne siete militanti che in Catalogna per molto, ma molto meno in termini economici sono sempre dietro a fare manifestazioni oceaniche al grido “Independencia!”.
        Ecco, se magari mi dici cosa esattamente ha fatto il PD in questo ventennio per diminuire il residuo fiscale lombardo, veneto o emiliano-romagnolo e per aumentare sostanzialmente il grado di autogoverno delle nostre Regioni te ne sarò grato. Ah, e per favore non citarmi il titolo V, perchè altrimenti cito a mia volta la devolution che il tuo partito ha contribuito a bocciare, diversamente per una riforma fatta dal centrosinistra se ne sarebbe aggiunta una del centrodestra, Lega inclusa, e i due contributi sarebbero pari.

        Ripeto, non farmi infierire, dài, che non c’è proprio niente da ridere. A meno che per te tutto questo non sia solo un derby elettorale o un campionato da vincere, il che, sinceramente, sarebbe triste. E del resto spiegherebbe molte cose.

    • “Il punto è questo: un leghista può anche essere comunista, ma innanzitutto punta alla destrutturazione dello stato italiano per liberare le Regioni padane dallo sfruttamento fiscale dello stato italiano”, forse fino al 2000 (circa). Da lì in poi la questione è diventata quella migratoria, e il boom elettorale penso fosse dovuto più al voto di giovani pseudorazzisti e incattiviti, che alla volontà di destrutturare lo Stato italiano.

      • Questa osservazione ricordo che l’hai già fatta in passato, siccome io non sono più giovanissimo e non faccio politica attiva come un tempo, tantomeno nella Lega, ti credo sulla parola.
        Resta però il fatto che il voto leghista di massa, inclusa ampia parte del nocciolo duro che adesso si sta rivoltando all’interno, ha sempre un obiettivo fisso in testa: più autogoverno e meno tasse.
        Questo dovrebbe essere il mantra di chiunque faccia politica in Lombardia, in qualsiasi partito, quali che siano le sue origini familiari.
        La situazione non è più tollerabile, lo capiamo o no?
        E adesso che l’alibi del tappo bossian-leghista è saltato, il PD del Nord vorrà finalmente farsi carico di queste problematiche, adottando senza se e senza ma i due obiettivi che ho appena detto oppure continueremo a finanziare sine die il Lazio-Mezzogiorno?

  4. @Alex: scusa, ma sei tu che ne stai facendo un derby. Che c’entra il PD con i problemi della Lega? Il PD ha le sue mancanze, certo, ma non è che allora siccome uno sbaglia è lecito che sbagli anche l’altro. E anche Stefano ha parlato di questo in un post. Con il gioco de “il più pulito c’ha la rogna” non credo se ne esca.

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