C’ero prima io (è nato prima il parco o l’aeroporto?)

Martedì 27 marzo, si è tenuto a Milano, al “Circolo De Amicis”, un interessante dibattito dal titolo “Il ruolo della SEA nel futuro di Milano“, sul futuro della Società di gestione degli aeroporti milanesi, a seguito della possibilità che il Comune di Milano metta all’asta un ulteriore 15% di quote di proprietà, scendendo sotto il 50%, smettendo quindi i panni di socio di maggioranza.

Moderati dal giornalista economico de “la Repubblica” Luca Pagni, sono intervenuti il Presidente della SEA Giuseppe BonomiAnna Gervasoni Direttore Centro di Ricerca sui Trasporti e le Infrastrutture Università Carlo Cattaneo – LIUC, Onorio Rosati Segretario Generale della Camera del Lavoro di Milano, Franco Brioschi Coordinatore Regionale Trasporto Aereo Filt-Cgil, Franco D’Alfonso, Assessore al Commercio del Comune di Milano.

L’incontro si è svolto quasi esclusivamente seguendo il tema della “dismissione” mettendo a confronto i sostenitori della “conservazione” della maggioranza della proprietà in mano pubblica e i sostenitori della cessione di quote per mettere il Comune nelle condizioni di investire su infrastrutture ritenute più strategiche per i milanesi.

Non voglio qui entrare nel merito di questa scelta che la Giunta milanese si appresta a fare, ma voglio ribadire quello che mi è stato concesso di dire martedì sera, attraverso l’apertura del dibattito al pubblico.

Premetto che la bellissima sala aveva alle pareti delle riproduzioni di stampe storiche di Milano: avvicinandomi ad una di quelle che rappresentavano l’area interna alla cerchia dei navigli, ho fatto presente ai milanesi presenti, e all’assessore in particolare, che la vendita di SEA porta con sé un progetto che propone l’ampliamento del sedime aeroportuale con la costruzione di una serie di edifici con varie destinazioni d’uso.

Un progetto che prevede la cementificazione di 4 milioni di mq. di Parco del Ticino.

Ho chiesto quindi all’Assessore ed ai milanesi presenti, se non si sentissero in difficoltà nel pensare che la loro Amministrazione, attenta all’ambiente ed ai parchi urbani, pronta a diminuire i volumi nel PGT, è invece disponibile ad una operazione immobiliare quale quella prevista dal Masterplan di Malpensa.

4.000.000 di mq. di cemento in un Parco: un’area grande più del centro di Milano all’interno della cerchia dei Navigli.

In giallo, l'area in prossimità di Malpensa destinata a una possibile cementificazione rapportata con altre zone di Milano.

In giallo, l'area in prossimità di Malpensa destinata a una possibile cementificazione rapportata con altre zone di Milano.

A seguito del mio intervento, immediata è partita una “piccatissima” replica del presidente della SEA, Giuseppe Bonomi, che ha subito ribadito che “Malpensa esisteva prima del Parco del Ticino”. “L’aeroporto c’è dal dopoguerra, il Parco del Ticino dal 1974”

È un’affermazione che esplicita una ideologia non espressa: io faccio quello che voglio perché sono arrivato prima della normativa vigente.

Non ho voluto replicare perché il presidente ha subito alzato i toni e la serata non si addiceva ad uno scontro, ma vorrei ricordare non solo a Bonomi, ma a tutti, che i boschi, i parchi, esistevano prima di tutti noi, e su questo dobbiamo riflettere quando pensiamo ad una loro irreversibile trasformazione.

Io, che non sono contrario per “ideologia” alle modificazioni antropiche del paesaggio, voglio però anche ricordare a Bonomi che non esiste uno “ius soli” delle imprese: il fatto di essere presenti prima della “formazione” di un vincolo, non lascia la libertà alle aziende di “fregarsene” del vincolo stesso.

I Piani Regolatori sono nati dopo una legge del 1969: non è dato che le imprese preesistenti alle normative urbanistiche possano dire che, poiché esistevano prima del Piano, possono fare quello che vogliono.

Le trasformazioni si realizzano attraverso una relazione con le pubbliche amministrazioni, senza che vi sia una sorta di “diritto alla costruzione sui terreni liberi” in funzione del fatto che l’azienda preesisteva alla norma!

Un’ultima considerazione va fatta sulla proprietà dell’area oggetto di ampliamento: quasi 3 milioni e mezzo di mq sono di proprietà demaniale (Ministero della Difesa) – quindi di proprietà di tutti gli Italiani e non di SEA – che dovrebbero venire ceduti all’aeroporto in cambio di 60 milioni di euro (in lavori “edili”). Una cifra inferiore ai 20€/mq, per un terreno che, una volta inglobato all’interno del sedime, diventando edificabile, assumerà un valore di oltre 200€/mq (forse anche 400€mq).

Allora, caro Presidente Bonomi, la domanda non è “è nato prima il Parco o l’Aeroporto?”, perché sia che il “Parco” venga considerato un valore naturale, sia venga considerato un’ente, l’aeroporto gli deve comunque rispetto!

Jimmy Pasin
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