Le preposizioni sono importanti

Oggi, Il Foglio ospita un articolo firmato da Maurizio Crippa, dal titolo “Il Nord scomparso”. Vi consiglio di leggerlo, dato che descrive in maniera puntuale come la “questione settentrionale” sia scomparsa dall’agenda politica, cancellata dallo spread.

Tra i responsabili della scomparsa del Nord, Crippa annovera anche “la sinistra”. Anzi, identifica proprio noi:

Credo che ci sia un problema di preposizioni. L’iniziativa che abbiamo organizzato a fine gennaio si chiamava “Giù al Nord – Tra secessione e recessione”. Quel “tra” non era messo lì a caso, ma per cercare di dare l’idea di un Nord messo nell’angolo, costretto a scegliere tra i due estremi “recessione” e “secessione”. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di discutere con diverse personalità, dalle diverse estrazioni, da Aldo Bonomi a Giuseppe Bonomi, passando per Alessandro Cè, Marco Stradiotto, lo stesso Marco Alfieri che viene citato nell’articolo, e molti, molti altri. Tra i molti altri avrebbe dovuto esserci anche un esponente di un movimento indipendentista, che nel momento di passare all’azione ha dovuto dare forfait, in tipico stile indipendentista (questa è una battuta: ciao, Alex). Lo spettro dei partecipanti era volutamente ampio e variegato, per affrontare il problema in tutta la sua complessità.

Quindi, “Giù al Nord – Secessione e recessione” è un binomio (e il titolo) sbagliato, e l’intento non era “giusto per far capire di chi è la colpa”, ma tutto il contrario.

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9 thoughts on “Le preposizioni sono importanti

  1. Perchè si dice che la sinistra non capisce il Nord? E l’Emilia Romagna? Che ha una struttura socioeconomica del tutto simile al Veneto? Non è del Nord?

    • Caro Valerio sul tema Veneto Emilia il prof Marco almagisti ha scritto un libro un po’ lungo ma apre ti fa aprire gli occhi : La qualità della democrazia in Italia. Capitale sociale e politica . Se hai tempo e voglia te lo consiglio .

  2. Pingback: Tra (parentesi) | [ciwati]

  3. Ciao Stefano, grazie per la spiegazione 🙂
    Ma attenzione, se Crippa ha perso per strada una preposizione, la giovane sinistra padana (non padanista) di cui anche tu sei un esponente rischia di perdere per strada molte delle ragioni del leghismo. Sono cose che, come sai, ripeto da tanto tempo. E do atto a te e agli altri, perfino a Pippo Civati, di essere disposti ad interrogarvi su queste cose, il che è già importante. Ma non basta. Perchè se continuate ad avere come metro di paragone e giudizio la Lega Nord, allora non si va da nessuna parte. Attenzione, visto che stiamo attenti ad ogni parola, ho scritto espressamente “se [voi] continuate… allora [noi] non si va”. Perchè il punto è proprio questo: il vostro ruolo è fondamentale negli sviluppi delle cose, nella difesa dei nostri interessi lombardo-veneti. Voi siete troppi e troppo importanti per potervene restare sostanzialmente passivi o, peggio, unitaristi a prescindere. Il guaio è che la vostra agenda non aggredisce i problemi strutturali dell’unità italiana, e per giunta è viziata da un certo colpevolismo moralistico (qui Crippa ha perfettamente ragione) che tende a vedere proprio nel Nord la fonte dei problemi e non la vittima. E’ chiaro che nessuno è solo buono o solo cattivo, ma nella vita, e soprattutto nelle crisi, bisogna scegliere da che parte stare, quali interessi rappresentare nel conflitto fra opposte ragioni. Altrimenti nessuno avrebbe bombardato Dresda, perchè ovunque ci sono innocenti e chiunque può avere almeno una traccia di sporco sulle proprie mani.
    Ieri sera, mentre da Lerner si parlava dei costi socio-economici della crisi, mentre si discuteva degli effetti dell’innalzamento delle aliquote contributive, già devastanti, a carico dei parasubordinati e degli autonomi non iscritti ad albi, per dar vita ad un fondo speciale per gli ammortizzatori, mentre insomma si facevano ragionamenti TRA reddito e gettito, i cui effetti gravano inevitabilmente sullo sterminato popolo di lavoratori dipendenti e autonomi padani, nei telegiornali di fine sera si raccontavano le gesta del clan campano Fabbrocino, incastrato dagli inquirenti, protagonista di un’espansione economica peninsulare fatta con la pistola in tasca (parole di un funzionario pubblico intercettato) e attraverso il contiguo gruppo finanziario Ragosta:
    http://napoli.notizie.it/colpo-al-clan-fabbrocino-e-al-gruppo-ragosta-60-arresti-tra-questi-16-giudici-tributari/
    tp://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-20/camorra-arrestati-giudici-tributari-064319.shtml?uuid=Abt5X7AF
    http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/03/19/news/colpito_il_gruppo_ragosta_grandi_hotel_e_mille_affari-31804466/
    http://grupporagosta.aruba.agoramed.it/shared/UserFiles/File/Gruppo%20Ragosta/Press%20Release/ITALIA%20OGGI_28%20febbraio.pdf (si noti l’inciso a mezza pagina “in competizione con i concorrenti bresciani”, che rimanda ad un altro caso di concorrenza, quantomeno curioso, visti gli arresti di ieri: http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2010/10/02/news/lazzaroni-la-guerra-degli-amaretti-scattano-i-sequestri-in-tutta-italia-2452794 )
    http://www.ilmattino.it/articolo_app.php?id=46590

    Ecco, mentre la Merkel propone il political compact europeo ( http://www.ilfoglio.it/cerazade/2346 ), con la possibilità di commissariare interi stati non ligi alla disciplina di bilancio tedesca, noi lasciamo che i napoletani, di cui sopra vediamo un perfetto esempio di inquinamento camorristico della società e dell’economia, continuino ad eleggere deputati e senatori determinanti per la tenuta dei governi, ad avere un peso altrettanto determinante nell’intera pubblica amministrazione peninsulare, a ricevere fondi ingentissimi o aiuti diretti per gestire i loro guai amministrativi, a inquinare i congressi e le strutture dei partiti (compreso innanzitutto proprio il PD) con tesseramenti e primarie falsati… devo andare avanti?
    Stefano, te lo dico con stima, rispetto e anche, concedimelo, amicizia: VOI DOVETE SCEGLIERE QUALI INTERESSI DIFENDERE E RAPPRESENTARE, RINUNCIANDO ALLA FINZIONE SECONDO CUI NON ESISTEREBBERO INTERESSI TERRITORIALI BENSì SOLO DI CATEGORIA (di classe, si sarebbe detto un tempo).
    Mentre voi continuate a credere che esista l’Italia, non vi rendete conto che lo stato italiano è lo strumento attraverso il quale si arriverà sì ad una vera unità, ma non sarà quella che immaginate, sarà una nuova e più estesa Magna Grecia. Mafiosa, naturalmente.

    Ciao,
    Alex

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