“E mentre noi dicevamo…”

…che le ideologie erano finite, se ne sono costruita una!

Pierluigi Bersani, 10 luglio 2010

Già. E lo si può notare anche dalle dichiarazioni dei pochi dirigenti leghisti che si sono espressi sulla vicenda Boni. Mentre nel 1993 portavano il cappio in Parlamento, sventolandolo minacciosi di fronte a quei politici che ritenevano corrotti, ora è tutto un susseguirsi di allusioni ai famigerati “poteri forti”, contro i quali la Lega, candida fino al midollo, si batte.

“Vogliono sfasciarmi il partito, ma noi andiamo avanti. E chi se ne frega dei giudici!”, ha dichiarato Umberto Bossi, mentre Giampaolo Dozzo (capogruppo alla Camera) traccia una linea che congiunge questo e un altro caso giudiziario riguardante un esponente leghista: “Non ci sorprende che la magistratura abbia per noi un occhio di riguardo. Quando un nostro deputato, Gianluca Pini, presentò un emendamento che introduceva la responsabilità civile dei giudici venne raggiunto da un avviso di garanzia dopo appena una settimana. No, la notizia di Boni l’ho appresa dalle agenzie e non entro nel merito, ma non mi sorprende”. Due indizi fanno una prova, come no: la politica (e gli immancabili poteri forti) si è fatta potere giudiziario e perseguita la Lega. Lo dichiara esplicitamente Matteo Salvini: si tratta di “strane coincidenze contro l’unica opposizione”. L’ideologia leghista e il senso di appartenenza è talmente radicata che i dirigenti possono permettersi di dire queste cose, mentre La Padania nasconde la vicenda, perché sono sicuri che i militanti “faranno di sì con la testa” e saranno incapaci di indignarsi.

I fatti, però, sembrano raccontarci altre cose. In primo luogo l’opposizione della Lega non sta dando fastidio a nessuno. In secondo luogo Davide Boni – innocente fino all’ultimo grado di giudizio, sia chiaro – non è solamente un dirigente della Lega, anzi, è soprattutto un altro tassello del “modello alla rovescia”, che Marco Alfieri ha descritto benissimo:

Fateci caso: Formigoni è presidente della Lombardia da prima che il governo Prodi portasse il Paese nella moneta unica (1998). A sua volta il Carroccio è un socio decisivo di maggioranza da quando le Torri Gemelle c’erano ancora (2001). In politica sono ere geologiche. Perché alla lunga le dinastie finiscono per usurarsi se non c’è alternanza nei gruppi dirigenti. Senza ricambio i sistemi s’inceppano, l’aria diventa viziata e la trasparenza si opacizza, al cospetto di un’opposizione colabrodo mai davvero in grado di farsi alternativa. E’ a quel punto che il fortino diventa autoreferenziale, ci s’immagina autosufficienti, e i suoi membri intoccabili. I controlli si allentano e scoppiano impunità e scandali. Tanti, troppi. A metterli in fila, con cadenza ormai settimanale, fanno impressione. Dalla contabilità regionale sono esenti solo Udc, Idv e Sel.

Ufficio di Presidenza Regione Lombardia: l'unico non indagato.

Ufficio di Presidenza Regione Lombardia: l'unico non indagato.

E non è neanche Roma a corrompere, come in tanti ci vorrebbero far credere. Il sistema è padanissimo, tanto che attraversa (quasi) tutto l’arco delle forze politiche, senza distinzioni di colore.

Di lotta mirata alla corruzione non si sente parlare molto, tra politici e politicanti, nonostante costi svariati miliardi ai cittadini e alle imprese (circa 60 all’anno, collocando l’Italia al 69° posto nella classifica redatta da Transparency International, mentre nel 1995 ci trovavamo al 33° posto – Do you remember Tangentopoli?).

Insomma, ripartire da Canossa, che forse siamo ancora in tempo.

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10 thoughts on ““E mentre noi dicevamo…”

  1. A Palermo succedono queste robe qua: http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE82603J20120307

    In Veneto ci spediscono il figlio di Riina (che troverà vari appoggi http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2012/6-marzo-2012/veneto-piu-150-mafiosi-pochi-hanno-cambiato-vita-2003562091271.shtml)
    Il mondo economico qui va a farsi benedire per tenere unito questo Stato e qui parlate sempre della gesta di quei minus habens della lega?

    • La notizia che il presidente del consiglio della regione più ricca e popolosa d’italia è indagato per corruzione mi pare oggettivamente più rilevante delle due che hai postato tu.

      • Invece le figure barbine fatte dal Pd in Sicilia? e a Genova no?(non parliamo del nostro amato Pd veneto) di quanto pietà faccia il Pd non si discute mai? Si è mai dato risalto al caso Penati qui dentro?
        Per quanto mi faccia pena la Lega Nord mi stupisco sempre che per ogni “ruttino” di un determinato leghista (magari un signor nessuno in mezzo alle montagne) si scateni sempre un putiferio mentre per altri…silenzio.

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