Lo spopolamento dell’Alto Piave

La crisi nel Bellunese si fa sentire non solo economicamente, ma anche demograficamente.

Per il terzo anno consecutivo la Provincia di Belluno perde abitanti: -366 abitanti nel 2011 rispetto all’anno precedente, con un tasso di crescita negativo dello -0,07%. Il dato non sembra preoccupante di per se, se non lo si confronta con il tasso di crescita regionale veneto che segna un solido +0,55%.

La montagna è sicuramente un ambiente difficile: i giovani si spostano in pianura, dove c’è un’economia più aperta, una cultura più moderna, una società meno chiusa nel familismo, più anticonformista… almeno così direbbe il luogo comune.

Non è così: le province confinanti, e morfologicamente del tutto analoghe, del Trentino e dell’Alto Adige presentano tassi di crescita annuali del +0,97% e +0,91%, tassi tra i più alti d’Italia, simili a province ultra-urbanizzate, come Milano o Roma.

Che succede? Com’è che una certa montagna attira abitanti tanto quanto le più grandi città?

La differenza tra Belluno e Trento ha un nome: Statuto Speciale, il magico strumento che conferisce un’autonomia decisionale e finanziaria enormemente più alta all’Alta Valle dell’Adige, rispetto a quella del Piave.

Su spinta del Partito Democratico (data l’opposizione di Galan (PdL), e il titubare di Zaia (Lega)), a tentare di dare maggiore autonomia decisionale al territorio bellunese è il nuovo Statuto regionale del Veneto che all’art 15 conferisce alla Regione il potere di devolvere propri poteri e risorse alla Provincia di Belluno. Un articolo su cui il Governo italiano ha chiesto spiegazioni.

I Bellunesi sono infatti rappresentati a Venezia tanto quanto gli altri Veneti, ma la necessità della devoluzione me l’ha spiegata in poche parole un Democratico bellunese: “In Regione le necessità del Bellunese valgono 3 consiglieri su 60, quelle dei Trentini valgono 35 su 35”.

Sull’autonomia finanziaria speciale che consente alle Province di Trento e Bolzano di trattenere il 90% degli introiti da IRPEF, IRES, IVA, tasse di successione, sulle lotterie, le concessioni governative, sui tabacchi, le accise sui carburanti, etc. etc., ha voce in capitolo solo il Parlamento italiano.

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