Le morti bianche del Nord Est

Aldo Bonomi affronta oggi, in un’intervista sul Fatto Quotidiano, una questione che sta assumendo caratteristiche sistemiche, in tutta la sua drammaticità. Dal 2009 al gennaio 2012 sono ben 50 gli imprenditori che si sono suicidati, e se le prospettive economiche che delineano un’imminente recessione saranno confermate, il bollettino potrebbe aggravarsi ulteriormente. Bonomi disegna una parabola che attraversa il Nord Est, ascendente durante gli anni del “rampantismo della piccola impresa italiana”, che tocca il vertice e incomincia il proprio declino con l’inizio del nuovo millennio, “quando si è capito che non bastava essere lavoratori per reggere la competizione nell’epoca della globalizzazione”. Cominciavano gli anni del disagio e della depressione, economica e personale, due dimensioni legate da una vera e propria “simbiosi tra la propria vita e il lavoro. Per l’impresa passa anche la legittimazione nella società. E si crea un rapporto strettissimo tra imprenditori e operai, ai quali non si può più garantire il lavoro. Sono i più sottoposti a stress, con la maggiore difficoltà ad avere credito”.

Quando l’identificazione assoluta con il lavoro non riguarda esclusivamente il mondo imprenditoriale, infatti “negli anni Settanta si suicidavano i cassaintegrati della Fiat”. Come se la Fiat – presa come simbolo della grande impresa – fosse stata scoperchiata e gli operai che ci lavoravano fossero stati presi e disseminati lungo le infrastrutture, nuove catene di montaggio della fabbrica diffusa, a cielo aperto. I protagonisti, coloro che vita e lavoro sono la stessa cosa, sono sempre gli stessi. E se una volta il padrone della fabbrica e della catena di montaggio era ben identificabile, ora i padroni di autostrade e gasolio sono molto meno evidenti, ma ci sono ancora. E’ così azzardato parlare ancora di plusvalore?

Annunci

4 thoughts on “Le morti bianche del Nord Est

  1. Bella domanda. Ci penserò (so già la risposta, per: certo che non è azzardato parlare di plusvalore era solo idiota non parlarne più perché faceva “vetero”!!!)

    Nel frattempo però vorrei segnalare che:
    a) non sono affatto solo gli imprenditori a suicidarsi;
    b) il fenomeno non riguarda affatto solamente il Nord-Est, né solo l’Italia.

    Proprio stamattina su Radiopopolare c’era l’inrevista a un tizio di un centro studi di cui purtroppo non ricordo il nome che dava i dati sui suicidi di imprenditori, lavoratori autonomi, lavoratori dipendenti o similari, dei disoccupati e dei pensionati… cioè di tutte quelle categorie che dierttamente o indirettamente risentono più pesantemente della crisi. Il tizio parlava di un +80% complessivo di queste categorie in Europa dal 2007. Qualche tempo fa leggevo che il suicidio tra i condadini (quelli veri, non quelli di Gabrio Casati) in Europa è causa di morte superiore agli incidenti sul lavoro.

    Il fatto che si tenda spesso a parlare dei suicidi degli imprenditori e non cagarsi mai quelli dei contadini o degli operai/cassintegrati/disoccupati, fa parte di quel fenomeno assurdo figlio del mainstream liberista su cui la sedicente sinistra a partire dal PDS-DS-PD in realtà più destra della destra s’è sdraiato completamente secondo cui “gli operai non esistono più”.

    daniele,milano

  2. Difendere quel minimo di autonomia (ah ah ah) e il PD in Veneto dice :
    http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2012/02/28/news/l-ance-un-salto-indietro-il-pd-venetismo-sterile-1.3232821

    le resistenze di Zaia sarebbero configurabili come venetismo sterile….. cara Puppato continua così che il PD in Veneto andrà sempre meglio…..almeno si mettesse d’accordo con quei sindaci del PD (Padova , Vicenza, Venezia ) che hanno fatto ricorso contro il decreto del gov.
    Ma si sa in Veneto il Pd pur di fare polemica con la lega (secessionista, rozza e venetista) sarebbe disposto a tutto…. l’importante è la polemica.

  3. Pingback: Dormono sulla collina | Cronache dal nord Italia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...