Il Partito Democratico e l’abisso

E’ proprio dura la legge del contrappasso di cui scriveva ieri Barbara Spinelli. E’ proprio dura anche per il Partito Democratico, che dopo qualche anno passato a galleggiare sul berlusconismo scopre che il momento di fare i conti è arrivato. E le questioni etiche, che sembravano il fossato incolmabile tra Democratici di Sinistra e Margherita, non c’entrano proprio nulla. Berlusconi non c’è più, “oggi governano persone per bene”. Basta voli di Stato sospetti, basta nipoti di Mubarak, basta ministri impresentabili, basta Lega, anche.

Ora indignarsi non basta, ora è tutta politica economica, e si tocca la carne viva del Paese. Il governo Monti rimette in discussione le stesse basi sulle quali è stato costruito il Partito Democratico. Il governo Monti è il problema del Partito Democratico. La mancanza di una visione d’insieme che vada oltre alle singole proposte – di cui il sito dei democratici è pieno zeppo – e le “peripezie fatali” della legge del contrappasso, fanno sì che il dopo-Berlusconi sia potenzialmente la fase più critica della vita del PD. Decisioni da prendere, scelte da fare, in un tempo limitato. Ah, come era comodo galleggiare sullo strato di rifiuti che era la seconda Repubblica.

Veniamo ai fatti. Per chi se lo fosse perso, in provincia di Varese si sta testando la tenuta del Partito, sul campo di battaglia del mercato del lavoro. Lunedì, Stefano Fassina, responsabile economico del partito, si pronunciava così sulla proposta Ichino: «Nel Partito Democratico quella proposta non c’è. C’è invece la proposta del Partito Democratico che è diversa». Venerdì, invece, sarà a Gallarate lo stesso Ichino, introdotto così da Angelo Protasoni, assessore PD: «Come sappiamo, la “proposta Ichino” è una delle ipotesi su cui sta lavorando il governo Monti che sta faticosamente cercando un punto d’incontro fra le differenti posizioni ideali e i diversi interessi che attraversano le forze politiche, sociali ed economiche del nostro paese». Nel frattempo, oggi, Stefano Fassina è tornato sul tema.

Ma questo è solo l’inizio. La linea di frattura non si limita al solo mercato del lavoro, ma taglia in orizzontale il partito sull’intera visione dell’Italia e del mondo. Michele Emiliano, sindaco di Bari, usa il machete:

La nostra base ha obiettivi chiari, vuole essere tutelata dalle destre finanziarie europee, vuole garantiti i diritti alla casa, alla salute, al lavoro, alla formazione, alla democrazia. In questo momento il distacco tra il progetto politico del Pd ed il popolo italiano è molto grande. Abbiamo un pezzo di partito – l’ala bancaria e industriale di Letta: per capirci – che è un altro universo rispetto a chi, come me, è rappresentante di “quelli che non contano nulla”. Quell’altro è il Pd dei poteri forti (banche, giornali, assicurazioni): non ha nulla a che vedere con la nostra storia.

E al canto delle sirene di Monti e Casini, con Casini convinto che «questa formula di armistizio deve durare 4-5 anni», si preparano a rispondere organicamente anche Fassina, Orfini e Orlando:

Il punto è che non è pensabile che il Pd debba diventare una specie di Udc un pochino più di sinistra. Non è così. Non è più così. E per questo il nostro partito dovrà prepararsi alle elezioni contrapponendosi in modo chiaro al Ppe italiano, all’Udc più il Pdl, dimenticandosi ciò che è stato il ‘Lingotto’ e configurandosi sempre di più come fosse un grande Pse italiano: anche per portare a compimento il percorso che dovrà trasformare lo stesso Partito socialista europeo nella casa di tutti i democratici europei.

Cose di cui nel resto d’Europa si è cominciato a discutere una ventina di anni fa, proprio quando un imprenditore nato a Milano faceva la sua discesa in campo, congelando un intero Paese.

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9 thoughts on “Il Partito Democratico e l’abisso

  1. Voi del PD (del Nord) dovete solo avere il coraggio di fare una scelta: o difendete il welfare per chi lo merita e quindi i lavoratori del settore privato (magari compresi gli autonomi che hanno aliquote fiscali da rapina e norme che definire vessatorie è poco), oppure continuate a difendere il clientelismo e gli sprechi del settore pubblico del Lazio-Mezzogiorno, dove siete (e siete stati) ampiamente forza di governo locale, con tutte le immani responsabilità che ne derivano.

    Dovete fare una scelta fra Germania (noi) e Grecia (loro).
    E dovete farla in fretta, perchè nel frattempo il governo dei professori e dei banchieri si è messo in testa di spennare noi e finge di non sapere che il problema sono loro.
    Queste cose le sapete benissimo ma vi rode dover fare le cose che avrebbe dovuto fare la Lega.
    Come dite? La Lega ha fatto schifo? Va bene, la Lega ha fatto schifo.
    La Lega è andata a Roma e si è attaccata alla poltrona? Sì, la Lega si è attaccata alla poltrona.
    E allora adesso che è chiaro, muovete il fondoschiena e fate voi, se ne siete anche lontanamente capaci, quello che non ha fatto lei. Altrimenti tutte le critiche alla Lega sono solo aria dalla bocca.
    Altrimenti i vostri manifesti ristampati di fresco con l’Alberto da Giussano a spada moscia e la scritta “Lega irresponsabile” sono solo il vigliacco alibi per tenere in piedi questo governo, che punisce chi produce e non taglia chi spreca.
    Meno Agenzia delle Entrate, più Pulizia nelle Uscite. In fretta. Altrimenti la vostra “responsabilità” si chiama “complicità”.

    Saluti separatisti lombardi, ovviamente.

  2. Postilla (parental advisory: astenersi cuori deboli)

    Traduco il ragionamento che ho fatto nel commento iniziale con l’aiuto di una citazione, che traggo dall’articolo di Claudio Cerasa:
    “La verità – dice al Foglio Andrea Orlando – è che dobbiamo impegnarci con tutte le nostre forze per collegare l’esperienza del Pd a quella delle nuove forze progressiste alla Miliband e alla Hollande. Il nostro sogno è quello di aiutare il Pd a esprimere in modo compiuto la sua vocazione maggioritaria e per farlo oggi c’è solo una strada: far diventare il prima possibile il nostro partito il perno di una moderna e cazzuta sinistra europea”
    Ecco, se la “moderna e cazzuta [vabeh, poi tu Stefano parlavi di rutti e modi in cui bisogna esprimersi, vabeh dài, soprassediamo] sinistra europea” pensate di farla a spese del ceto produttivo autonomo e dipendente lombardo-veneto, continuando per giunta nel frattempo a tenere in piedi l’apparato burocratico clientelare di ministeri ed enti locali del Lazio-Mezzogiorno, potete andare tranquillamente affanculo [vabeh, uno pari e palla al centro, si fa per dire].

  3. Ma è vera ‘sta storia che il governo, nell’ambito di non ho capito bene quale provvedimento sulla finanza pubblica, ha spostato d’autorità tutte le risorse accantinate dagli enti virtuosi che non hanno putoto spendere per via del patto di stabilità alla Tesoreria dello Stato?

    Perché se fosse vera, sarebbe un furto di proporzioni inaudite e di un’ingiustiza mostruosa: tu, Comune, Provincia o Regione virtuosa, hai fatto tutti gli sforzi (riducendo servizi e prestazioni ai cittadini) per non sforare il Patto di Stabilità (cioè per mantenere nei limiti il disavanzo della Repubblica Italiana), accantonado risorse che diversamente (cioè se non ci fossero Comuni, Province, Regioni, Ministeri, apparati centrali vari che i soldi li buttano nel cesso) avresti potuto mettere per investimenti, rpestazioni e servizi ai tuoi cittadini (o per ridurre l’imposizione fiscale a livello locale) e lo Stato con un articoletto infilato dentro qualche provevdimento si arraffa tutto e chi si è visto si è visto!

    Dico, ma siamo impazziti?!!! Ma che convenienza dovrebbe mai avere un’Amministrazione a gestire con efficienza le risorse se poi te le frega lo Stato centrale per comprire i buchi di chi invece se ne fotte? Se fosse vero, avrei una proposta: tutti gli enti virtusoi comincino a comportarsi come quelli spreconi: via all’assunzione di migliaia di forestali, avanti con l’assunzione di autisti senza patente, pagare migliaia di straordinari per spalamento neve in agosto, spese pazze nella sanità aprendo voragini nei conti, totale lassimso sulla riscossione delle varie Tarsu, TIA, ICI, ecc., avvvio di cantieri inutili che dureranno in eterno, spendete, sprecate, buttate via i soldi. Tanto a essere onesti e ligi nell’italietta dei fubastri si è coglioni!

    Dobbiamo verificare ‘sta faccenda, riferimenti e soprattutto numeri e georeferenziazione dell’eventuale furto. Se fosse vera, altro che forconi! Scipero fiscale generalizzato subito!

    daniele,milano

    • Sì, l’ha detto Marco a Varese.
      Si tratta dei soldi che per il Patto di Stabilità i Comuni non possono spendere. Il che non vuole dire niente, dato che alcuni Comuni hanno a suo tempo deciso di spendere i soldi che hanno in cassa “sforando” il Patto. Questa manovra mira a impedire queste spese fuori legge.
      In pratica ciò che serve è una vera autonomia finanziaria degli enti locali, con il Patto di stabilità che, se proprio lo si vuole mantenere, si limita a controllare chi si indebita troppo.

      • Da quello che si evince quei soldi liquidi (che per legge sono bloccati e non possono essere utilizzati per pagare i fornitori degli enti locali) verranno utlizzati per pagare i fornitori della PA centrale e verranno restituiti ad kalendas graecas.

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