I leghisti pensano ad esasperare i problemi, più che a risolverli

Ci sono azioni politiche che non meritano le prime pagine, o che nelle home page dei principali siti di informazione vengono collocate parecchio in basso, ma che hanno un risvolto fortissimo da un punto di vista sociale. Un risvolto negativo, spesso e volentieri. Perchè, ragazzi miei, a una parte cospicua della nostra classe dirigente piace non risolvere i problemi prima, per gridare all’emergenza poi. La sparata di un Umberto Bossi, di un Cicchitto, di una Santanchè, sono senz’altro deleterie. Ma sono le singole politiche giornaliere a comporre il puzzle del Paese. Succede ad esempio che, a Monza, il sindaco (leghista) rinunci a 18 milioni di euro in arrivo dalla Regione per riqualificare il quartiere Cantalupo, la “banlieue cittadina”: una zona ad alto tasso di immigrazione. Come scrive Repubblica

il progetto monzese prevedeva 309 alloggi a canone sociale e un edificio polifunzionale. Ma anche, e soprattutto, la formazione di assistenti familiari e custodi sociali, oltre a corsi di mediazione culturale e linguistica. Un’idea che in altre città della Lombardia ha dato buoni risultati, ma a cui Monza ha rinunciato la scorsa settimana.

Sono scelte come queste che mi mandano in bestia. Mai un investimento volto a favorire l’integrazione, diamine. Invece di pensare a risolvere i problemi, i leghisti tendono da sempre ad esasperarli. Giocano da anni con il fuoco, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze. E i danni, già visibili, si protrarranno nel lungo periodo.
Dopo una breve fase all’insegna del silenzio sono tornati ad agire secondo il loro stile.
Teniamo gli occhi aperti.

P.R. anche per On The Nord

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4 thoughts on “I leghisti pensano ad esasperare i problemi, più che a risolverli

  1. Il Governo Monti invece pensa direttamente a crearli, i problemi.
    Mentre la sua Banda Ladrotti (PD-PDL-TerzoPolo) mette le mani sui soldi dei cittadini e dei comuni del Nord, qualcuno comincia ad alzare la voce: http://venetostato.info/?p=4833

    “Inaltolemani!”
    “Ma non era una manovra?” chiese Pietro R.
    “Ma quale manovra, questa è una rapina!” rispose Arsenio Montin
    “Obbedisco…”

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