Lega e PdL: in Veneto è crollo dei consensi

Il Corriere Veneto, in un articolo di oggi, descrive i risultati di un sondaggio sulle intenzioni di voto commissionato all’istituto triestino Swg. I risultati sarebbero tanto sorprendenti che il capogruppo del Carroccio in Veneto, Federico Caner, sembra abbia imposto ai suoi il più stretto riserbo.

Rispetto alle regionali di un anno e mezzo fa, si legge sul Corriere Veneto, la Lega avrebbe perso ben undici punti, passando dal 35% al 24%. Non sta tanto meglio il Popolo della Libertà, crollato dal 25% al 17%. Se sommiamo i due dati passiamo dal 60% dei consensi al 41%: una perdita secca del 30%, un crollo a dir poco epocale.

Il Partito Democratico, sul versante opposto, sembra che sia riuscito nell’impresa storica di guardare al di fuori del proprio elettorato di riferimento, nell’impresa di saper comprendere le istanze di segmenti della popolazione fino a quel momento estranee e di saper racchiudere il tutto in un disegno coerente. La quota di consenso persa da Lega e PdL, stando ai dati, è confluita quasi per intero (a parte una sorta di “dispersione fisiologica”) nel Partito Democratico.

Ci piacerebbe poterla raccontare così. I dati, purtroppo, fanno registrare una crescita molto limitata del PD, che passa dal 20% al 22%. Lo stesso vale per SEL che, da poco più dell’1%, passa al 2%. La stessa UDC cresce, ma anch’essa di poco: dal 5% al 6%.

I risultati più interessanti riguardano l’IDV e il M5S. Il partito di Di Pietro cresce dal 5% al 7% e, allo stesso tempo, il M5S passa dal 2% al 7%. A ciò bisogna aggiungere la dimensione straordinaria di “indecisi e astenuti”, che sfiorano il 49%. Il filo che tiene insieme e rende coerente il tutto può essere solo uno: la crescente disaffezione, delusione, una (quasi) repulsione nei confronti della politica e, soprattutto, dei partiti. Divertente, inoltre, constatare il boom di un partito che si definisce movimento, che usa toni molto duri, che propone soluzioni semplici e immediate, che impone al suo interno codici di comportamento rigidi, guidato da un leader carismatico. Al posto dei gazebo, però, questa volta abbiamo i meetup.

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6 thoughts on “Lega e PdL: in Veneto è crollo dei consensi

  1. E’ l’ennesimo sondaggio che conferma quanto dico e scrivo da tempo:
    al netto delle astensioni,il PD non attrae ;il sostegno al governo Monti è una coperta che nasconde un vuoto di proposte per un programma di governo a 10 mesi dalla campagna elettorale.Di questo passo non faremo neanche le primarie, e la prateria del Nord sarà terra di conquista di chissà quale nuovo soggetto politico.
    E non venite a parlarmi di coalizione con il Terzo Polo .Sarebbe come dire… infilare un lenzuolo sotto la coperta.
    Se i Civati,Serracchiani,Scalfarotto e perchè no anche Renzi,ecc…,e sono tanti, non ci mettono la faccia a dare una scossa ai piani alti del palazzo del PD,avremo sfiorato il sogno alzando lo sguardo .Ma il sogno rimarrà tale.
    E avremo ancora e sempre bisogno di un Monti che tornerà a chiedere sacrifici ai soliti noti.
    Cordialmente,
    Angelo D’anna
    Bologna

  2. Io penso che in Veneto il Pd non attrae a causa di molti “personaggi” del Pd (non tutti).
    La lega e il pdl nemmeno li prendo in considerazione… i partitini autonomisti/ indipendentisti si attaccano a vicenda, insomma oggi sarebbe difficile scegliere cosa votare.

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