Repubblica e il falso scoop sull’evasione regionale

Questa fotografia dell’evasione smentisce, tra l’altro, anche un luogo comune, e cioè che il fenomeno sia molto più marcato al Sud Italia. Al contrario, i contribuenti meno fedeli risiedono in gran parte al Centro-Nord.

Questo è il risultato al quale, secondo un articolo pubblicato oggi da Repubblica, giungerebbe un’indagine promossa da Bankitalia sulla propensione all’evasione dell’Irpef, effettuata incrociando una propria indagine campionaria anonima con i dati forniti dal Ministero dell’Economia, riguardanti le dichiarazioni dei redditi del 2004.

L’articolo di Repubblica si può riassumere nella seguente infografica:

Fin qui, tutto bene. Peccato che Lucio Cillis si sia fermato qui, nel leggere l’indagine di Bankitalia, che trovate qui. Ed è anche sorprendente: se leggete qualcosa che è assolutamente in contraddizione con ciò che date per assodato (“smentisce un luogo comune”), perché non continuare nella lettura? L’indagine, infatti, prosegue così:

Anche i dati sono finti, in questo Paese. Perlomeno leggiamoli fino in fondo.

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23 thoughts on “Repubblica e il falso scoop sull’evasione regionale

  1. Sì, bel post, certo.
    Però mi permetto di osservare che se le conclusioni di “Giù al Nord” sono quelle che hai riportato in quest’altro post, Stefano, ( http://onthenord.com/2012/01/29/cosa-portare-a-casa-da-giualnord/ ) allora ogni discorso sul fisco rimane inutile.
    Leggiamo (cito Pippo Civati): “E allora è il caso di lanciare una sfida senza tregua alla corruzione, alle clientele e alle inefficienze, ce l’ha ricordato Cè, come punto da affrontare prima di qualsiasi discussione che porti l’etichetta del federalismo. Liberare la società del Nord, dagli egoismi, dalle chiusure, dai luoghi comuni e anche dal malaffare, e liberare, anche sotto il profilo fiscale, chi lavora e produce, rispetto a chi immobilizza e specula”
    Capisci bene che con questo tipo di agenda e di priorità, il riequilibrio della pressione fiscale e della redistribuzioine a favore di Lombardia e Veneto (oggi le Regioni PIU’ VESSATE E PIU’ SFRUTTATE D’EUROPA) è una pura chimera, un non-luogo a cui mai si giungerà, perchè prima bisogna combattere questo, quello e quell’altro ancora. I soliti progetti di costruire l’homo novus, che tanto non arriverà mai, perchè gli uomini non sono perfetti e ci saranno sempre corruzione, clientele e inefficienze, senza contare che da noi sono già ben poca cosa rispetto al Lazio-Mezzogiorno. Quanto poi alla patrimoniale Civati-Taddei, già di fatto introdotta da Monti con la super-IMU, non si tratta certo di riequilibrio del prelievo fiscale, bensì di sua spalmatura differente su vari cespiti imponibili, una pura partita di giro in Lombardia e Veneto, terre a densissima densità imprenditoriale e lavorativa e pure di proprietà immobiliare (questo è il miglior commento esplicativo sulla loro proposta: http://www.youtube.com/watch?v=1CMtpscZflQ ).

    Mi dispiace se posso apparire rompiballe e caustico, ma il problema è che voi non volete fare l’unica cosa rimasta da fare, se non vogliamo affondare o trasformarci nei maggiordomi pagatori del banchetto comunitario franco-tedesco: DIFENDERE LOMBARDIA E VENETO, CAZZO!

    Per far questo, io e sempre più persone come me proponiamo la secessione, ma certo non chiedo a voi di fare lo stesso. Ma almeno, di grazia, mettete sul tavolo un qualche cazzo di programma numericamente definito (chiedete a Taddei, magari, visto che gli piacciono i numeri) che federalisticamente riequilibri il prelievo e la redistribuzione fra Nord e Sud. E ricordatevi che “Luigini contro contadini” sostiene le linee base del federalismo leghista (ante-annacquatura, preferibilmente, cioè ad esempio costi standard e punizioni per gli enti locali spendaccioni), non usatelo come alibi per eliminare gli aspetti territoriali della questione settentrionale. Altrimenti, l’ossessiva ricerca di una palingenesi del Nord (stile Alessandro Campi: http://alesiro.blogspot.com/2012/01/giu-al-nord-tra-secessione-e-recessione.html ), mentre lo stato italiano vampirizza le mucche lombardo-venete, si tradurrà nella ricerca del Santo Graal. Le mucche, nel frattempo, saranno già schiattate. Chi ha l’ambizione di governarle dovrebbe avere almeno l’umiltà di riconoscerne il tributo enorme e la dignità di volerle difendere. L’equità è questa, non ci sono più scuse. Non c’è più tempo: DIFENDETE LOMBARDIA E VENETO, CAZZO!

    • “Marco Alfieri, tanto più che era presente sabato a Varese:”
      Ma va là… e magari hai fatto pure finta di parlarci assieme,..
      Mentre invece stavi a guardare le gambe (e non solo) della morosa di Stradiotto…

    • Ma no la secessione! che brutta parola, dobbiamo attuare una politica per l’intero Paese e poi caspita è il Nord che non cresce da 15 anni oramai, il nord est non traina più, le mafie sono al Nord, la secessione è una brutta cosa.
      Ho dimenticato qualcosa?

      • Certi tuoi commenti, caro Luca, mi lasciano basito. Del resto non devo stupirmi, sei Veneto.
        Senza offesa eh 🙂
        Alex

        p.s.: comunque, il Nord non cresce (o cresce poco) proprio per colpa della tassazione vampiresca italiana, come rilevato dal tuo omonimo Ricolfi nel suo recentissimo “La repubblica delle tasse”, e sappiamo che la tassazione vampiresca è esattamente il frutto dell’anomala redistribuzione territoriale unitaria; il nord-est subisce le difficoltà, ma traina eccome, lo dimostra l’export; le mafie sono al Nord, esattamente come sono a New York, se qui il rischio è maggiore è proprio a causa dell’unità che ci impedisce di fare “selezione” fra imprese e migranti interni, senza contare l’influsso malefico della politica romana cui PD e PDL sono asserviti, e che i mafiosi ce li manda di continuo; in definitiva, la secessione è una bella cosa. Oppure, molto laicamente, una cosa necessaria. Non sempre i matrimoni durano in eterno.

      • Caro Alessandro il mio commento era provocatoriamente ironico….
        Tutte le cose scritte da te scritte se le penso anch’io.
        Il fatto è che non ne posso più di sentir recitare la solita solfa (sembra di stare in chiesa),
        allora ironicamente mi sono messo a recitare .

      • Porco boia, scusami Luca!
        Davvero, mi sono fatto prendere dalla vis polemica e ho completamente travisato…
        Chiedo umilmente perdono 😀
        A questo punto sono in debito di una pizza.
        Firmato e sottoscritto dal qui presente Alessandro Storti

      • 1 minuto e mezzo di puro fumo.
        Grazie Luca per la segnalazione, come sempre puntualissima.
        Sfido qualcuno a trascrivere la dichiarazione della Puppato e a trovarvi un senso compiuto, oltre il normale politichese.
        Sveglia PD del Nord: PROPOSTE CONCRETE, NUMERI, CHI RINUNCIA A COSA E CHI PAGA COSA.
        E, perdonatemi la reiterazione, DIFENDETE LOMBARDIA E VENETO, CAZZO!
        No time to waste

  2. Mi dispiace che queste cose che ho scritto…

    Il dualismo economico nord – sud è stato anch’esso al centro del dibattito, con un’intera sessione dedicata, aperta da Marco Alfieri con la presentazione di alcuni dati che descrivono tale dualismo. È chiaramente emerso che sarebbe un errore abbandonare la strada verso una maggiore responsabilizzazione degli enti locali, dalle regioni ai comuni. La testimonianza vivente dell’impegno del Partito Democratico in questa direzione è il senatore veneto Marco Stradiotto. La sfida della politica, però, è accompagnare il Paese intero, non “liberarlo dalla politica”. Costruire quindi un federalismo non prodotto dal centro, ma un vero e proprio patto tra i territori, per “trovare le condizioni per cui se la Lombardia può correre, deve correre, ma non a discapito della Calabria: viceversa, perché se il Sud non funziona è un problema anche per il Nord”. Senza retorica mitologica e essendo coscienti – come ha sottolineato Stradiotto – che una responsabilizzazione “locale” comporta maggiori spese nel breve periodo.

    …siano etichettate come “politichese”. Non sono un mago della retorica, ma mi sembrano parole piuttosto chiare. La prossima volta ci metto in mezzo dei “burp” o dei “cazzo”, che magari suona meglio.

    Saluti unitaristi, e difendiamo anche l’Emilia Romagna, che diamine! 🙂

    stefano

    • Diciamo che son parole con cui si troverebbero d’accordo dall’ultimo PDLino fino ai Nikivendoliani. Se probabilmente chiedessi a Mastella (o Bassolino o il sindaco PDL di Catania, quello del buco) cosa ne pensa di quanto hai scritto, si direbbe d’accordo con te. Non voglio far polemica, ma in cosa si distanziava questa presa di posizione da qualsiasi incontro sul Nord organizzato da chiunque altro? Più soldi ai Comuni, meno mafie, ok, poi? C’è per caso qualcuno che ha mai sostenuto la posizione di “meno soldi ai Comuni, più mafie”? Ripeto, non voglio far polemica ma… cosa c’era di innovativo? “perché se il Sud non funziona è un problema anche per il Nord”, questa frase per me gira dal 1861…

      • “È chiaramente emerso che sarebbe un errore abbandonare la strada verso una maggiore responsabilizzazione degli enti locali, dalle regioni ai comuni”. Se il sindaco PDL di Catania, “quello del buco”, è d’accordo con quanto ho scritto forse non ha capito quello che ho scritto. Se si rilegge il liveblogging, inoltre, troverà parole quali “residuo fiscale” e “debito culturale nei confronti della Lega” (cioè: DEBITO CULTURALE (!) NEI CONFRONTI DELLA LEGA), per fare degli esempi. Non ho messo “burp”, ripeto, e me ne pento 🙂

        Il PD della provincia di Varese, il 6 febbraio, organizza “Il PD incontra l’economia varesina. Ne parliamo con Stefano Fassina”. Penso che ci andrò perché si diranno cose di sicuro interesse.

        Alla luce di queste due considerazioni, però, posso permettermi di sostenere che “Giù al Nord” è stato “innovativo”? O l’innovazione è solo la secessione?

        Ciao,

        stefano

    • Stefano, Stefano… 🙂
      Comunque, l’idea del convegno era molto bella, aver dato enorme spazio all’antileghismo di professione (Lynda De Matteo ad esempio) è stato uno spreco di tempo, aver dimostrato disponibilità verso chi avesse voluto parlare di secessione un bel gesto che personalmente non ho dimenticato.
      Però, caro Stefano, voi che avete un sacco di mezzi (voi PD, intendo), anche comunicativi, prima o poi direte a noi cittadini lombardi, veneti e pure emiliani e romagnoli, come intenderete DIMINUIRE la pressione fiscale gravante sui nostri redditi -senza che aumenti quella sui patrimoni, neh…- e contestualmente come garantirete maggiori disponibilità finanziarie agli nostri territori?

      Cioè, quale formula di federalismo o di autonomia concretamente proporrete, in vista delle politiche del 2013, o magari anche prima, a governo Monti in carica, per risolvere il dualismo citato da Alfieri?
      Questo è il punto.
      Il resto, o è pura retorica, o è sano separatismo.
      Con amicizia ma anche tanta tantissima impazienza, dopo anni di attese,
      Alex

      • “aver dato enorme spazio all’antileghismo di professione (Lynda De Matteo ad esempio) è stato uno spreco di tempo”, no, Alex, il tempo dedicato all’antileghismo è stato davvero poco: solo gli interventi di Lynda De Matteo, Cristina Giudici e il mio (che serviva a rilanciare Un Po di contraddizioni). Nel resto della densissima giornata la parola “Lega” non è stata mai pronunciata, nonostante i tentativi di Cattaneo, su Twitter, di appiattirci sulla Lega (molto significativo, tra l’altro, il suo atteggiamento).
        Sui numeri del federalismo, avresti dovuto sentire Stradiotto: io non sono in grado di riportarli per il grado di complessità della sua esposizione. Nel post che ho scritto, infatti, mi sono limitato a dire che Marco Stradiotto è la testimonianza vivente dell’impegno del PD su questo fronte (basta andare sul suo sito per verificare). Anche lui, però, non emette rutti… E i rutti non li vogliamo nemmeno emettere, e la mitologia la lasciamo a qualcun altro, e anche la secessione. Sul tema hanno parlato anche Borghi (ANCI) e Cè (che penso conoscerai…): alle volte, per fare le cose, è importante anche usare le parole giuste, e loro le usavano.
        Poi, per concludere: essere maggioranza all’interno di un partito non è semplice. E’ più semplice fare la secessione? Non lo so.
        Ciao,
        stefano

      • Caro Stefano,
        non per fare il pignolo, ma se nel convegno si è parlato poco di Lega (prendo atto di quanto dici), negli articoli pubblicati in vista del convegno se n’è parlato tantissimo, con enorme spazio dato alla De Matteo e al “pentito” Cè -che non ho mai conosciuto, non so se sia una fortuna o una sfortuna-.
        “Alle volte, per fare le cose, è importante anche usare le parole giuste”, hai scritto. Verissimo. Quindi il mio “DIFENDETE LA LOMBARDIA E IL VENETO, CAZZO!”, è la giusta risposta proprio a quello spirito antileghista (e implicitamente antinordista) che ho visto essere ancora parte integrante della vostra comunicazione, o almeno di tanta parte di essa.
        Stradiotto può essere anche il più grande federalista dai tempi di Cattaneo, però non basta per niente, perchè resta una voce sola in mezzo ad un partitone che prova enorme imbarazzo solo ad affrontare queste tematiche, figuriamoci a farsi portavoce di un sano riequilibrio territoriale (proNord, s’intende, come vorrebbe l’equità vera): ti rimando all’intervento di Daniele poco sotto, quello in cui parla della mozione lombarda di qualche anno fa, naufragata fra le segreterie romane dei partiti e, confermo anch’io, se non mi inganno, non votata in Consiglio Regionale proprio da Pippo Civati, main speaker al convegno… se la memoria mi tradisce, chiedo venia, ma se nè io nè Daniele ci sbagliamo Pippo Civati cosa incarna allora? E considera anche che, a differenza di Stradiotto, conosciuto solo agli addetti ai lavori, Pippo Civati è un grandissimo comunicatore e trascinatore di forze fresche, uno che non ha bisogno del partito per farsi eleggere; proprio per questo citavo le sue “priorità” menzionate nell’intervento di chiusura di Giù al Nord, priorità che nulla hanno di federalista, e che quindi costituiscono una rimozione del confronto territoriale, cioè una rimozione del problema principale tout court.

        Io apprezzo molto lo spazio che tu e la redazione di questo sito date a chi la pensa diversamente e in particolare ai sostenitori del separatismo, e proprio per questo motivo, rispettosamente, non ho utilizzato la rubrica indipendentista per esprimere le mie perplessità sullo spirito, le finalità e le conclusioni di “Giù al Nord”.
        Però vorrei farti osservare una cosa: mentre il PD (e quindi voi) continuate a discutere senza produrre proposte concrete, chiare e dirette a DIMINUIRE la pressione fiscale gravante sui redditi e sui patrimoni di imprese e cittadini lombardi e veneti, garantendo contestualmente maggiori disponibilità finanziarie alle nostre comunità territoriali, il Governo che voi stessi sostenete, con l’appoggio degli ipercentralisti del Terzo Polo e dei nazionalisti del PDL, AUMENTA la tassazione complessiva, colpendo proprio queste Regioni e gettando ulteriore sabbia in uno dei quattro motori d’Europa.

        Sono anni che seguo con attenzione l’area che sta dietro al convegno varesino, senza pregiudizi e con sincero interesse e molte speranze.
        Ormai la crisi mondiale sta falcidiando imprese e posti di lavoro, i consumi languono e tanta gente non ce la fa. Non è più tempo di indecisioni, di (auto)colpevolizzazioni territoriali, di cacce alle streghe buone per deviare l’attenzione dai veri problemi (così Ricolfi definisce ad esempio “lotta all’evasione fiscale” e “liberalizzazioni/semplificazioni”). E’ tempo di riconoscere a Lombardia e Veneto (e pure all’Emilia-Romagna, se la pianta di far finta di niente) ciò che è giusto e possibilissimo: MENO TASSE PER TUTTI E SU TUTTO, PIU’ RISORSE SUL TERRITORIO. Che poi, tradotto, significa meno soldi a Roma, al Lazio, al Mezzogiorno.

        Stammi bene,
        Alex

      • Sottoscrivo quanto afferma Alessandro.
        E aggiungo un altro elemento. L’antileghismo “di professione” (tanto quanto, più in generale, l’antiberlusconismo di professione) ha un enorme, gigantesco effetto collaterale per chi lo pratica con sistematicità: OCCUPA TEMPO E NEURONI, che se fossero occupati altrimenti permetterebbero di VERE QUALCHE IDEA!

        Perché è questo il vero dramma della cosiddetta sinsitra e, in specie, del PD: non ha nulla da dire, non sa comer ispondere – praticamente pèrima ancore che “intellettualmente” – alle questioni che, per esempio, poneva Aldo Bonomi (intervento veramente splendido, ribadisco) proprio sabato a Varese…. non le vede, non le sente, non le percepisce, non le capisce. Quando, raramente, non perde tempo nei marameo a Berlusconi o alla Lega – stile bambini dell’asilo – il PD parla in un modo talmente astratto, talmente fumoso, che davvero non può sperare di essere credibile. E, infatti, poi gli atti concreti che compie nelle assemblee rappresentative lo confermano in questa sua pochezza, in questa suo pendolare alla cieca.

        L’esempio più recente è che – acciecato dall’antiberlsuconismo – il PD finisce per sostenere (persino entusiasticamente) un governo chiaramente, palesemente, inconfutabilmente di destra come quello di Monti.

        Io spero che non avere più tra le scatole i Bassolino, i Loiero, i Marrazzo, possa aiutare il POD a far cadere quei tabù che non gli consentono di dire chiaramente a voce alta, senza titubaza, che 11.000 forestali in clabria SONO UN FURTO ai danni di tutti, ma su tutti dei cittadini lombardi che pagano gran poarte di quegli stipendi; che montagne di pattume a Napoli per 18 anni filati, contestualmetne a un’evasione del 90% della Tarsu in quella stessa città SONO UN FURTO che giustificherebbe che per i rifiuti di Napoli nessuno metta più un solo centesimo, e meno che meno i cittadini lombardi che sonoq uelli che pagano di più; che 500 assunzioni di autisti senza patente a Palermo – mentre ci sono spazzini che prendono lo straordiario neve in agosto in Sicilia, SONO UN FURTO per cui non solo non bisognerebbe più dare soldi alla Sicilia, ma chiedergli pure i danni; che 15 miliardi di debito sanitario della Regione Lazio e 12 del Comune di Roma SONO UN FURTO per il quale non solo è allucinante che il Roma prenda 500 milioni di euro/anno per sempre riconosciuti col “federalismo municipale”, ma una ragione sufficiente a togliere da Roma quante più funzioni amministrative centrali sia possibile togliere, persino mandandole a Villa Reale di Monza; che 5 miliardi, finanziati per lo più dallo Stato centrale, per una linea di metropolitana che i cui lavori sono iniziati nel 1990 e non sono ancora finiti, quando il preventivo parlava di 1,9 miliardi SONO UN FURTO per cui ai romani che si sono eletti i vari Sindaci succedutisi dal 1990 a oggi bisognerebbe dire che se volgiono la Linea C si armino di paletta e se la scavino da soli perché noi ne abbiamo le balle piene di foraggiare ‘ste schifezze, eccetera, eccetera, eccetera (e si potrebbe andare avanti scrivendo per chilometri).

        E’ ora di piantarla di nascondersi dietro un dito: pensare che la Lombardia possa svilupaprsi “non a discapito della Calabria” è una cosa tanto bella e buona, ma siccome la si dice da decenni magari oggi bisgona anche dire che è una favola. La Lombardia si svilupperà – o ,meglio, non rischierà, come sta già accadendo, il declino – se si disferà il più velocemente possibile della Calabria, mettendo i calabresi nella nuova e inedita condizione di doversi arrangiare e scegliersi il proprio futuro. Il resto sono chiacchiere “buoniste”, che non fanno i conti né con la realtà, né con la schietta affermazione circa il fatto che lò’attuale (dis)equilibrio non solo NON E’ PIU’ SOSTENIBILE per l’evidente mutamentod el quadro internazionale, ma NON E’ NEPPURE GIUSTO! Senza dire questo, si è – di fatto, non a parole – sostanzialmente complici del declino e dell’ingiustizia. Punto.

        daniele,milano

  3. “trovare le condizioni per cui se la Lombardia può correre, deve correre, ma non a discapito della Calabria: viceversa, perché se il Sud non funziona è un problema anche per il Nord”.
    Fantastico, attendo il momento in cui si andrà a dire ai Loiero(oggi Scopelliti), ai Vendola ecc che i trasferimenti pubblici dovranno calare, e non di poco.
    Attendo il momento in cui le regioni in cui vi è moltissima evasione fiscale (intensità), e residuo fiscale molto, ma molto negativo, debbano “arrangiarsi” e aumentare le accise su benzina e diesel e il prezzo delle “cicche”……mi sa che attenderò invano(alla luce del c.d movimento dei forconi).
    E’ più facile che si formi finalmente un Pd del nord (indipendentemente dal nome)….che la politica si territorializzi, il che non significa guardar al propio orticello.
    Tornando alla frase che ho copiato-incollato, mi sembra un ottimo punto di partenza ma, forse per limite personale, non riesco a concepire una concreta azione politica che possa raggiungere tale meta.
    Avrei voluto sentire (magari qualcuno l’ha detto) che l’indipendenza di un territorio non è un concetto “reazionario e fascista” ma una semplice opzione politica legittima e degna.
    Per il resto la frase più corretta, a mio modesto parere, sarebbe : “Trovare le condizioni per cui la Lombardia possa correre indipendentemente dall’inefficienza calabrese, perchè se il sud non funziona deve esserci l’aiuto del nord a patto che certe realtà non vengano rapinate”.

    Mi rendo conto che forse non è il momento adatto (casini economici e co) ma chiedo che tipo di posizione avrebbe il Pd (quello che avete in mente voi) in merito http://www.linkiesta.it/scuola-risorgimento-federalismo.
    Relativamente al tema eh, non prendete in considerazione le frasi cretine della leghista.

    Comunque speremo ben…..

  4. Io ero presente a Varese. Per quel che ricordo, la presa di posizione – se mai sarà tenuta – a favore del federalismo differenziato da parte del PD mi è sembrata oggettivamente una novità.

    Non mi entusiasmo perché alcuni anni fa – direi nel giugno o luglio del 2007 – quasi tutti i consiglieri regioanli del PD (forse tutti eccetto proprio Civati, ma non vorrei dire pirlate) si astennero (che su una proposta di disegno di legge al parlamento da parte del Consiglio Regionale della Lombardia proposto da Lega che per me rimane forse il punto più alto mai raggiunto nelle istituzioni in materia di federalismo fiscale. In quel caso l’astensione aveva uil sapore di un mezzo appoggio, di un “siamo d’accordo, ma ci vergognamo di dirlo”. Peccato che se ne siano dimenticati, lasciando disintegrare il federalismo fiscale proprio dai loro colleghi di partito allora ai vertici di regioni virtuosissime tipo Campania, Calabria e Lazio, col supporto attivissimo di Linda Lanzillotta.

    Stradiotto è stato perfetto, tecnicamente preparatissimo. Ma l’intervento migliore per me è stato quello del buon vecchio Aldo Bonomi.

    daniele,milano

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