Veneto, quant’è la voglia di indipendenza?

Ha seguito della pubblicazione di un “sondaggio non scientifico”, che evidenziava come il 50% dei Veneti fosse favorevole all’indipendenza regionale, Veneto Stato ha commissionato un “sondaggio scientifico” a MPS Research, con le seguenti caratteristiche:

Verrà contattato telefonicamente un campione di 1000 veneti.

Verranno fatte delle domande demografiche per assicurarsi che il campione sia rappresentativo: età, sesso, avente diritto al voto, nato in Veneto (quest’ultima domanda per testare l’ipotesi se gli immigrati naturalizzati sono più o meno propensi all’indipendenza).

Verranno fatte le seguenti domande politiche:

  1. In un referendum per fare della Regione Veneto uno stato indipendente voteresti SI?
  2. Conosci Veneto Stato?
  3. Voteresti Veneto Stato?

In attesa della presentazione dei risultati, che avverrà oggi, e quindi di qualche dato in più riguardante le modalità di rilevazione, il Gazzettino Veneto ha pubblicato queste anticipazioni:

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40 thoughts on “Veneto, quant’è la voglia di indipendenza?

  1. Sondaggi a parte la situazione politica indipendentista in Veneto è “squallida”, si sono formati 2 VenetoStato che si accusano a vicenda di complotti arrivando persino ad azioni legali. Anche se questo dato fosse reale (dubito per tutta una serie di motivi) non c’è alcun movimento abbastanza “serio e coerente” che possa interpretare tale ipotetico desiderio. In più dal punto di vista strettamente legale l’indipendenza è IMPOSSIBILE (può piacere o meno ma è così), questi di Vs vorrebbero essere eletti in regione e poi organizzare un referendum ( plebiscito) ma il consiglio regionale e la giunta verrebbero sciolti (art 120.2″Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali.” e art. 126 “Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge.Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale.”, per non parlare dei limiti “impliciti “alla revisione costituzionale tra i quali c’è l’unità del Paese).
    Dire alla gente che è legale è prenderli in giro, per ottenere l’indipendenza ci vorrebbero azioni che possano forzare l’ordinamento (democratico fin che si vuole ma basta che non si parli di indipendenza). Non sopporto nemmeno che si dica che la lega ha fallito per colpa di Roma, no! la colpa è di un partito e di una classe politica veneta che non è riuscita a portare i bisogni di questo territorio in Parlamento dato che per i leghisti è più facile accaparrarsi il consenso con idee xenofobe e reazionarie e qualche “rutto” ideologico che proporre un discorso serio e pragmatico.
    Non parliamo del PD veneto poi…… Se si parla di di cultura veneta è una “cazzata” localistica, se
    si parla di rifiuti campani la colpa è dei nostri imprenditori che hanno mandato veleno giù in Campania se si parla di evasione per loro il Veneto è terra di evasori (ci mancherebbe gli evasori ci sono ma il contesto italiano ?). Stamattina il Mattino di Padova in prima on line riportava la notizia di un leghista della provincia che ha sostenuto che i veneti dovrebbero evadere di più le tasse la risposta del PD (nella persona di Ruzzante Piero)?: deve vergognarsi dato che ha un incarico istituzionale !!!!, giusto dico io ma poi cari piddini veneti perchè non parlate del contesto italiano, dei residui fiscali, delle tasse sul lavoro ecc ecc….sarà mica che anche loro ci guadagnano in questo sistema (soldi, careghe ecc), saranno mica un po’ “luigini”?
    A quando la nascita di partito dei contadini lombardi-veneti (e emiliano romagnoli)? francamente di queste forze politiche che vendono “fuffa” non se ne può più…..

    • Profilo leghista o meno bisogna ricordare come la lega abbia pesantemente influenzato tutta una serie di vocaboli relativi all’indipendentismo.
      Le persone con titoli di studio di un certo livello si dimostrano non interessati a tali posizioni politiche poichè le vedono in chiave reazionaria.
      La lega per anni al concetto di secessione ha aggiunto quello di xenofobia (ecc) è ovvio che molti identifichino l’indipendentismo come qualcosa che ha a che fare con la lega,
      basta guardare quanta gente conosceva il movimento VS (entrambi i VS), la maggioranza avrà sicuramente alla lega.
      Intanto oggi gli “omini” verdi a Milano stanno recitando l’ennesima sceneggiata all’italiana ….

  2. non sono d’accordo con Luca, un referendum organizzato dalla regione sarebbe possibile e ovviamente bisognerebbe by-passare la costituzione italiana. Ci si può appellare al principio di autodeterminazione dei popoli, cosa farebbe lo stato italiano? scioglierebbe il consiglio regionale? manderebbe l’esercito? imprigionerebbe gli indipendentisti? schiaccerebbe la volontà popolare?
    cosa succederebbe dopo?
    è la strategia di tutti i partiti indipendentisti europei (vedi Scozia, Catalogna ecc.), alla violenza hanno rinunciato tutti.

    • D’accordo con Andrea.
      Nessun articolo della costituzione italiana può fermare una decisa volontà popolare separatista che si manifesti in forme civili ma radicali in un determinato e circoscritto territorio, possibilmente definito istituzionalmente e come tale dotato di propria personalità giuridica.
      Infatti il mio personale obiettivo strategico non è l’indipendenza in sè (direi che questo è scontato 🙂 ). Il mio obiettivo è arrivare all’indizione del referendum. Da quel momento tutto diventa possibile, fino a quel momento tutto resta bloccato.

      • Ragazzi ho già detto molte volte che trovo sbagliata l’impostazione della costituzione in quel punto e delle sentenze della C.Costituzionale che individua tramite interpretazione i limiti impliciti alla revisione costituzionale.
        Ma quei due articoli della carta costituzionale che ho citato sono legge capite? Non è previsto alcun referendum regionale su autodeterminazione/ indipendenza, l’unico referendum è quello” approvativo” legato allo statuto regionale, stop.
        Si può fare un referendum “privato” ma non avrebbe alcun valore legale.
        Andrea non ho mai parlato di violenza (hai capito male) con azioni dimostrative intendo: disobbedienza civile, non pagare più tasse, non riconoscere più la giurisdizione statale e regionale, ma quanti veneti (pochissimi) e lombardi hanno il coraggio di far ciò?
        Ripeto promettere che una volta conquistata la regione si possa indire un referendum significa prendere in giro le persone, poichè se il consiglio regionale approvasse un referendum per l’autodeterminazione il P.della Repubblica con decreto scioglie il consiglio regionale, manda la polizia per ristabilire l’ordine ecc.
        Vi ricordate cossa hanno fatto ai Serenissimi? hanno mandato le teste di cuoio !
        Lo possono fare, il punto è un altro chi è pronto oggi in Veneto o Lombardia per azioni dimostrative del genere? e non parlatemi di diritti umani perchè lo stato in cui viviamo li riconosce solo sulla carta (vedasi la situazione carceraria ecc).
        Ricapitolando io dico che non è legale non che non sia auspicabile….fosse per me .

        Adesso voglio vedere cosa diranno i media di ciò che è successo a Palermo (tricolore dato alle fiamme)….fosse successo qui nel Nord (razzisti, bifolchi, secessionisti ecc ecc)?

    • “un referendum organizzato dalla regione sarebbe possibile”

      NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

      E’ ILLEGALE, una qualunque legge/delibera istitutiva verrebbe subito impugnata dal governo e annullataaaaa!!!!

      Il concetto di legalità ce l’avete in testa? Senza legge non si possono stampare le schede, e ancora meno organizzare i seggi…

      • Concordo, ma il gov. verrebbe battuto sul tempo dal P.della Repubblica poichè un atto di tale “gravità” necessiterebbe di azioni e risposte rapide.
        L’indipendenza legale NON ESISTE, la disubbidienza civile si.
        Infatti al sud sono molto più avanti di noi in disubbidienza civile (assunzione clientelari nel pubblico, evasione ecc), qui siamo dei dilettanti .

      • Semplicemente il Commissario del Governo in Venezia informerebbe il Governo, che poi annullerebbe la legge istitutiva. La Regione potrebbe poi impugnare l’annullamento in sede di Corte Costituzionale, dove verrebbe cassata.
        In mancanza di legge, non c’è copertura finanziaria, il Poligrafico di Stao non stamperebbe le schede, i Sindaci non convocherebbero i comizi elettorali, gli Uffici Comunali non emetterebbero i Certificati Elettorali, le Corti d’Appello non richiamerebbero i Presidenti di seggio, i Consigli Comunali non nominerebbero gli scrutatori, l’Ufficio Scolastico Regionale non renderebbe disponibili le scuole per istituire i seggi, le Forze dell’Ordine non garantirebbero l’ordine nei Seggi, la Polizia Locale non trasporterebbe le schede, devo continuare?

      • Esatto e se vi fossero altre irregolarità:
        art.126 costituzione.

        “Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica.”

  3. Ps Leggete ques’articolo:
    http://www.lavocedivenezia.it/news.php?extend.2277

    pil testo della risoluzione 42 :
    http://www.bepinsegato.net/documenti/Risolusion_42_1998.pdf

    e precisamente qui:
    ” SOLLECITA
    gli organi costituzionali e istituzionali della Repubblica italiana a definire ed approvare con sollecitudine apposite norme di legge per regolare i modi e le forme di esercizio del diritto di autodeterminazione, diritto sulla base del quale nel 1866 il “Popolo Veneto” – titolare naturale della propria sovranità e della sua disposizione – ha aderito al!’ordinamento statuale italiano attraverso lo strumento di consultazione diretta referendaria.”.”

    secondo voi il Parlamento romano ha risposto?
    Bisogna aver il coraggio di battere altre strade.

  4. Comprendo la tua posizione Luca, ma anche con la disobbedienza civile dei singoli lo stato potrebbe intervenire arrestando chi non paga le tasse o non riconosce la giurisdizione statale.
    Ma se è un consiglio regionale (eletto democraticamente e legalmente dai cittadini) a “disobbedire” la questione cambia. Ripeto: esiste il principio di autodeterminazione dei popoli (riconosciuto anche dallo stato italiano), l’Italia fa parte dell’UE e se la Scozia farà il referendum ciò costituirà un precedente. Lo stato italiano cosa può fare? sciogliere il consiglio regionale secessionista eletto dalla cittadinanza? e poi? Ci sono ormai molti movimenti separatisti che si presentano (o si presenteranno) alle elezioni, perchè lo stato non interviene? perchè non può.
    Dichiararsi indipendentisti è legale anche in Italia (da qualche anno).

    • La disubbidienza civile è una strategia vincente perchè se si ferma una regione (anche solo 2 milioni di persone o meno) sarebbe difficile arrestarli tutti, Gadhi docet.
      La disubbidienza della regione non è ammessa ci sono strumenti per impedirla, la realtà è questa, ossia legalmente non è possibile far nulla.

      • E se 2 milioni di persone si fermano a sostegno proprio della Regione “eversiva”?
        Dài Luca, sei un ragazzo intelligente, non perderti in un bicchier d’acqua. Un conto è diffidare legittimamente di chi dice che si tratta di una strada liscia come l’olio (chiaro che ci saranno difficoltà e momenti di contrapposizione dura, anche se si spera sempre pacifica), ben altra cosa è sostenere che non si possa fare la secessione pacifica perchè o ubbidisci alle leggi o c’è solo la guerra. Eddài su!

      • Ripeto Ale: critico chi sostiene che l’indipendenza è legale e i partiti dell'”establishment” che sulla realtà “sfruttamento economico del Nord” tacciono.
        Bisogna fare un partito dei CONTADINI.

  5. Ma un consiglio regionale sarebbe ovviamente supportato dai cittadini che lo hanno votato, a quel punto può succedere di tutto: anche il tipo di disobbedienza civile che auspichi tu.
    Deve essere chiaro, prima di tutto, che la maggioranza vuole l’indipendenza. Non hai risposto alla mia domanda: dopo aver sciolto il consiglio regionale cosa farà lo stato italiano? Come si relazionerà con l’Unione Europea?

    • Non ne ho la minima idea so solo che lo Stato italiano ha le sue fonti giuridiche alcuni principi costituzionali sono dichiarati fondamentali non c’è UE che tenga .
      Ovvio che se la maggioranza della popolazione vuole l’indipendenza bisognerebbe raggiungere un compromesso e in quel caso potrebbe succedere di tutto.

      • Oh, lo vedi che adesso stai capendo?
        E’ questo il punto: convogliare la maggior parte della popolazione sul sentiero del dissenso separatista. Poi dopo si vedrà. In fondo io ragiono come qualsiasi vecchio buon sindacalista. Consenso, consenso, consenso. Poi vediamo chi ha il coraggio di usare la repressione.

      • Ok io non metto in discussione questa strategia ma critico i 2 VS che dicono in giro che l’indipendenza è legale.

      • Beh, Valerio, un momento.
        Lasciamo pure fra parentesi per un attimo le considerazioni “politiche” -quindi il fatto che l’indipendenza è un obiettivo al quale si può arrivare bypassando le norme giuridiche attuali attraverso azioni di contrapposizione collettiva, di tipo istituzionale (Regioni, Provincie) o non (scioperi, resistenza fiscale, disobbedienza civile, ecc.)

        Il diritto internazionale è vasto e articolato, dire che la secessione veneta è legale rifacendosi al combinato disposto fra norme internazionali e norme interne non è un imbroglio. E’ un’interpretazione, contestabile quanto si vuole, ma legittima.

        Inoltre, nel momento in cui diamo per scontato il fatto che qualsiasi norma interna è democraticamente modificabile (salvo quelle di tipo “naturale”, che vietano ad esempio l’omicidio), allora dobbiamo anche riconoscere che la secessione è “potenzialmente” legale anche secondo il semplice diritto interno. Altrimenti dovremmo contestualmente ritenere che l’articolo 5 della costituzione è sopra agli uomini che l’hanno scritto e sopra a quelli che se lo ritrovano sulle spalle oggi, il che significherebbe divinizzare una norma di legge, che nulla ha a che vedere con il diritto naturale. Cioè saremmo in una dittatura. Anzi, in un imbroglio…

  6. Sì, ma fate giurisprudenza o politica?

    Il fatto che il referendum sia incostituzionale è assolutamente irrilevante. dal punto di vista politico.

    La politica non è applicazione della legge è PRODURRE LA LEGGE, grazie all’esercvizio di una forza che, normalmente, si chiama consenso (talvolta anche violenza, ma non mi sembra questo il caso). Se gli obiettori di coscienza si fossero attenuti alla legge, in Italia non ci sarebbe mai stato il servizio civile. Se i partigiani si fossero attenuti alla legge non ci sarebbe mai stata la Repubblica, ecc.

    Dunque tu raccogli consenso su un’istanza, un’idea, una visione e a) metti le istituzioni nella condizione di DOVER PRODURRE UNA LEGGE oppure b) entri nelle istituzioni e PRODUCI DIRETTAMENTE una legge.

    La Costituzione italiana non rpevedeva il federalismo fino al 2001. Grazie al casino che la Lega e tanti altri facevano a quel tempo, il governo di centrosinistra ha prodotto una riforma costituzionale (del Titolo V) che lo prevede. E, per come era formulata qualle nuova versione del Titolo V, prevedeva un federalismo talmente spinto che senza le opportune modifiche poi apportate o senza la mancata applicazione di alcuni commi opportunamente voluta dai governi che si sono susseguiti, il Paese si sarebbe sfasciato.

    daniele,milano

    • Hai ragione Daniele ma il punto è che anche avendo tutto il consenso del mondo determinati principi costituzionali non li cambi.
      Quello dell’unità lo trovo un principiò assurdo ma è realtà, si può avere il consenso per altre forme di lotta politica più o meno legali .

  7. Cari amici (Valerio e Luca), tutte le vostre osservazioni in punta di diritto non modificano di un millimetro un dato di fatto autoevidente: il tempo passa, le cose cambiano. E la storia va avanti. Perdere tempo a discutere dell’ “illegalità” dell’indipendenza veneta rebus sic stantibus è come interrogarsi sul paradosso di Achille e della tartaruga prendendolo come verità di fede.
    E’ chiaro che, se mutassero drasticamente -ma magari nemmeno tanto drasticamente- le condizioni psicologiche e sociali in Veneto, potrebbe nascerne un conflitto di istituzioni fra Regione e Stato e non mancherebbero tantissimi funzionari civili e militari favorevoli alla Regione. La soluzione potrebbe essere risolta nelle aule di tribunale (quindi sostanzialmente con le procedure costituzionali), o attraverso guerre e bombe, oppure con una mediazione di tipo internazionale sul modello delle tante che nel corso dei decenni abbiamo visto in mezzo mondo. Sono queste le tre strade, il fatto che si finisca a percorrerne una piuttosto che un’altra dipende da svariati fattori. Ma per favore, non venitemi a dire che ci sono solo la testa bassa o la guerra. Esiste anche la contrapposizione sostanziale e tuttavia pacifica che determina il cambiamento. Il diritto di sciopero è nato così.
    Statemi bene.

    • Gesù cristo non lo vuoi mica capire.
      E’ IMPOSSIBILE per la Giunta regionale veneta organizzare un referendum con tutti i crismi democratici, perché tutte le altre organizzazioni coinvolte nella votazione (e che sono completamente indipendenti dalla giunta regionale) NON FAREBBERO un tubooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!
      Che pensi? A Pizzati che distribuisce le schede a tutto il Veneto e Busato che le scrutina? A vedere come è stata condotto l’ultimo Maggior Consiglio di Veneto Stato, meglio che non siano loro a voler esserei garanti di un voto democratico,,,

      • Tutti i crismi democratici non può significare che se non sono d’accordo tutti i comuni del Veneto allora non si può fare, oppure che se non sono rispettate tutte le leggi italiane non vale. Nel diritto internazionale (che è l’unico riferimento possibile quando si parla di contrasti politici territoriali e rivendicazioni di sovranità) conta l’effettività del controllo, ovvero conta quanto sostegno reale ha una decisione o l’entità giuridica che se ne fa portatrice. Per cui, in presenza di un conflitto costituzionale quale quello che ne verrebbe fuori, non sarebbe la corte costituzionale italiana a decidere, sarebbe la spinta popolare di massa a far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra.
        Il diritto che nasce dal conflitto (non certamente militare per forza).
        Così funzionano queste cose, in presenza di limiti invalicabili fascisti quali quelli inseriti nella tanto amata costituzione italiana. E la stessa storia dell’amata repubblica italiana è piena di questo genere di cose. La secessione veneta sarà una delle prossime.
        Pizzati e Busato non c’entrano niente con tutto ciò. Nel senso che loro sono “solo” (con tutto il massimo rispetto) due delle scintille che stanno facendo esplodere le contraddizioni del sistema. Ma non è certo da questo o quel partito che dipenderanno gli eventi futuri. Tutto dipenderà dagli equilibri psicologici, sociali, economici collettivi che si formeranno. Quando gli equilibri penderanno inesorabilmente verso la divisione dello stato italiano, gli eventi seguiranno. E se si vorrà evitare una guerra civile, bisognerà ragionare e trattare, generando diritti che oggi non vengono riconosciuti.

  8. A vedere quel che sta accadendo in Sicilia, tra il rivendicazionarismo di Pino Aprile e il grande impegno dei fascisti, c’è da incrociare le dita perché la Costituzione la cambino loro.

    Sono curioso di sapere cosa ne dicono gli antilegaioli del fascismo paramafioso imperante in questo momento in Sicilia, visto che l’alternativa locale è l’ammucchiata altrettanto paramafiosa che vede tutti uniti (Pd compreso) al governo di Lombardo.

    Ad ogni modo sarebbe meraviglioso se, comprovata l’inefficacia della Lega in questi anni, fossero finalmente i Siciliani – ma pare che i Forconi si stiano rapidamente diffondendo in Calabria, Campanbia e Lazio (e di questo ringrazio il Signore anche se sono ateo!) – a riportare l’Italia finalmente di nuovo al suo posto nella storia: espressione geografica!

    daniele,milano

  9. Lo volete capire che il principio di determinazione dei popoli fa parte del diritto internazionale?? La costituzione italiana è carta straccia a confronto del diritto internazionale e il veneto ha il DIRITTO di indire un referendum e l’italia il DOVERE di separarsi dal veneto se la maggioranza vince!!!

    • Ecco un altro esperto di diritto internazionale…. me nona me dizeva scanta bauchi sveja macachi (se te si veneto te me capissi).

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