Zone ad alta concentrazione di Big Bubble

Oggi stavo leggendo un articolo di Repubblica, nel quale viene raccontato come le banconote da 500 Euro (ce ne stanno fino a 12mila in una ventiquattrore, per 6 milioni di Euro) siano al centro dell’esportazione illegale di capitali, stimata in 11 miliardi di euro, circa un quarto dell’intera base imponibile evasa (46 miliardi).

A quanto pare, il nuovo metodo utilizzato nell’esportazione di capitali risponde al nome di “Hawala”, una tecnica utilizzata da Al Qaeda:

Il denaro non è più di Mohammed o di Kalil. Ma del dottor Mario, del signor Luigi. Semplice a dirsi. E, a quanto pare, anche a farsi. Perché per chi vuole far sparire denaro oltre confine o farne rientrare quando serve, è sufficiente appoggiarsi a organizzazioni in cui il mediatore italiano A (avvocato d’affari o commercialista che sia), chiede al suo reciproco professionista svizzero B di depositare presso un conto elvetico un cifra X per conto del suo cliente italiano signor Rossi. La somma depositata in Svizzera uscirà dalle disponibilità del mediatore B e dunque si muoverà solo all’interno dei confini di quel Paese, regolarmente. Ma quella somma, in realtà, da quel momento sarà nella esclusiva disponibilità del signor Rossi, cittadino italiano, che l’avrà consegnata in contanti e per equivalente, in Italia, ad A, il suo mediatore. A e B, a quel punto, regoleranno “in compensazione” quella somma. Come fossero due banche. Le “commissioni” per questo “spallonaggio” silenzioso, che non sposta fisicamente denaro ma lo materializza a destinazione, frequente per chi muove in nero fino a 1, 2 milioni di euro, oscillano tra il 2 e il 5% e sono pagate “alla fonte”.

I mediatori funzionano da vere e proprie clearing house, casse di compensazione.

Per i più tradizionalisti, come dicevamo, ci sono le care banconote da 500 Euro.

All’interno dei nostri confini, i quattro quinti delle banconote da 500 si concentrano in tre aree: i comuni a ridosso del confine italo-svizzero, la provincia di Forlì (la porta di accesso alla Repubblica di San Marino, al segreto delle sue banche e delle sue finanziarie), il tri-Veneto. Guarda caso le tre “rampe” di fuga dei nostri capitali verso l’estero, così come del loro rientro clandestino.

Un problemino che al Nord, quindi, sarebbe anche il caso di porsi.

La prima storia racconta un nuovo tecnicismo: la tecnica dell’Hawala è di sicuro interesse perché evita lo spostamento, sia fisico che elettronico, del denaro oltrefrontiera. Ma la mediazione dei professionisti non è di certo una novità. Mi sono agganciato a una lettura e mi sono ricordato che, ad esempio, il primo febbraio 2008

L’avvocato milanese Giuseppe Melzi viene arrestato con l’accusa di bancarotta fraudolenta e di riciclaggio di denaro sporco per conto della ‘ndrangheta. […] Con lui finiscono in carcere altre otto persone, tutte accusate di aver ripulito quattrini frutto di traffico di droga e armi attraverso l’utilizzo di complciati circuiti offshore. Melzi è ritenuto il perno del “lavaggio”. Lui si difende «Sono stato usato e preso in giro, i soldi erano dei calabresi, io ero solo formalmente l’amministratore delle società, firmavo di documenti in bianco, non sapevo quello che facevo». Ma il sostituto procuratore Mario Venditti e il gip Guido Salvini non gli credono. Secondo i magistrati della Dda milanese, Melzi sarebbe al centro non di «un ordinario caso di riciclaggio, ma di una grande lavatrice di capitali che ha permesso di far perdere le tracce a decine di milioni di franchi svizzeri».

Il traffico illegale di capitali, inutile dirlo, può facilmente essere legato ad attività illecite commesse in Italia, il cui ricavato è da ripulire. Le virtuose relazioni con la Svizzera sono già in atto da tempo. La cosca dei Ferrazzo avrebbe operato, nei primi anni Duemila, attraverso due società finanziarie a Zurigo, la Worlf financial service Ag (Wfs) e la Pp finanz Ag. “Le due società, per l’accusa, sono un tutt’uno il cui obiettivo è riciclare denaro ricavato dal traffico di cocaina, kalashnikov e munizioni”.

E’ con queste premesse che avrà inizio l’operazione Dirty money:

Sono esaminati oltre 14mila movimenti bancari e alla fine emerge un vorticoso spostamento di denaro: milionate di euro e franchi svizzeri che rimbalzano da un continente all’altro svanendo chissà dove. Parte dei quattrini in fuga dalla Wfs e dalla Pp finanz transita in tre società partecipate e amministrate da Melzi: la milanese Finmad che si appoggia alla Bank Leu di Zurigo, oltre alla Georgia finance e alla Evax ventures con sede nelle British virgin islands.

Nel gennaio 2009 è stato chiesto il rinvio a giudizio per Melzi e altre 11 persone, alcune delle quali “condannate per riciclaggio e bancarotta fraudolenta, con l’aggravante di aver agito per conto della cosca dei Ferrazzo. […] Ancora a inizio 2011 non vengono decise ulteriori iniziative”.

Annunci

4 thoughts on “Zone ad alta concentrazione di Big Bubble

  1. Pingback: La trasparenza è un fatto economico | un blog per conservarsi

  2. Beh, se come dice SOS Impresa di Confesercenti, solamente le 4 organizzazioni criminali presenti in Italia hanno un giro d’affari di 135 miliardi e un “utile” di oltre 70, mi sembra persino poco pensare che siano solo 11 miliardi/anno a uscire dai confini, onestamente. E’ probabile che la maggior parte esca legalmente o comunque con manovre elusive, formalmente non contro la legge esattamente come fanno le banche per pagare meno tasse (la vicenda su cui è stato indagato Profumo… chissà perché solo lui… forse perché quell’altro era destinato a fare il Ministro all’Economia?).

    Pigliarsela con le banconote mi pare un po’ sciocco. E’ come quando per evitare il voto di scambio tutti votarono per il referendum che abolì le pluripreferenze, salvo poi oggi essere tutti contro la “scandalosa” legge Calderoli perché non ha le preferenze… mah: si scambia il mezzo per il fine senza rendersi conto che tolto quel mezzo chi esporta denaro (come chi fa voto di scambio) ne trova subito un altro.

    Quanto al cenno al Nord, Stefano, le banconote si trovano lì per il semplicissimo fatto che da lì si va in Svizzera e a San Marino. Se fosse la Libia ad accogliere capitali, la concentrazione sarebbe in Sicilia, se fosse l’Albania in Puglia… qui la questione Nord-Sud è del tutto insignificante, è solo questione di geografia.

    daniele,milano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...