La Lega romana

Una volta, nel ’90, il nemico era la partitocrazia. Oggi la burocrazia europea.

Capito? La partitocrazia non è più un problema. La Lega, nella partitocrazia romana, si trova a proprio agio. Lo dichiara Roberto Maroni (quello bravo).

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3 thoughts on “La Lega romana

  1. Mi viene in mente un vecchio motto del presidente Kennedy (irlandese, non per nulla):
    “Non chiedetevi che cosa la Lega potrà fare per voi, ma che cosa voi potrete fare per la Lombardia”
    …o forse era diverso?… chissà…

      • Caro Stefano,
        capisco il tuo tentativo di “parata”, ma guarda che la mia provocazione resta valida a tutti gli effetti. Infatti, proprio parlando di USA e Italia, mi si dovrebbe ancora spiegare perchè nel New England, ad esempio, stati confinanti come Massachusettes e Connecticut, con caratteristiche storico/geografico/cultural/etnico/religioso, ecc. ecc. iperassimilabili, con popolazione ed estensione inferiori o poco superiori alla Lombardia possono avere diritto commerciale, diritto penale, diritto civile e tasse diverse, mentre noi qui dipendiamo al 100% da Roma e dalle sue scelte (i miserrimi spazi di autonomia dipendono in toto dal quadro normativo-fiscale nazionale, quindi stanno a zero).

        Traduzione: d’accordo, Kennedy e tu parla(va)te di stati nel loro complesso. Ma negli States il sistema federale è autentico e consente di sentirsi parte di un grande, grandissimo paese, senza rinunciare ad enormi spazi di autogoverno effettivo. Qui invece no. E proprio questo è il problema. Che alla fine i propri interessi li difendono mille volte meglio i lazial-meridionali, perchè votano per puro interesse, per cordate territoriali. Mentre noi qua siamo divisi per ideologie e pensiamo sempre che esistano gli interessi “dell’Italia”, ai quali quelli della Lombardia dovrebbero perpetuamente essere subordinati. E in questo modo, in questo preciso modo siamo finiti nella merda in cui siamo: ovvero la regione più sfruttata d’Europa. Con buona pace di qualsiasi equità sociale autenticamente marxista: se non lavori non mangi. A questo punto la sinistra del Nord farebbe bene a dire che tutti i soldi raccolti in Lombardia devono andare anche in Grecia, in Zimbabwe e chissà dove. Perchè non smettiamo tutti di lavorare Stefano?

        A Varese ci sarò?
        Dipende. Se si può intervenire sì, altrimenti no.

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