La Lega di lotta e di parole

«Quando ci sarà l’Imu avrete finalmente leva fiscale e risorse per servizi e investimenti».

Come ci ricorda Marco Alfieri, è stato Roberto Calderoli a introdurre – all’interno del pacchetto “Federalismo fiscale” – l’IMU, cioè una tassa sugli immobili destinata a finanziare le casse dei Comuni (una tassa simile c’era già, ma è stata abolita dal miglior alleato della Lega). Sull’idea di rendere i Comuni beneficiari del gettito ricavato dalla tassazione degli immobili, quindi, tutti d’accordo?

Neanche per sogno. L’applicazione dell’IMU, anticipata e modificata sotto alcuni aspetti, da parte del governo Monti è stata accolta dalla protesta di Gianantonio Da Re, sindaco di Vittorio Veneto, il quale ha annunciato che “non raccoglierà il balzello”, invitando gli altri sindaci a seguirlo sulla strada della resistenza fiscale:

«Se il governo-sanguisuga vuole tassare ulteriormente la casa frutto di sacrifici faccia da solo».

Alza la mano per primo Giampaolo Gobbo, sindaco di Treviso:

«Vedremo quindi come agire tecnicamente ma stiamo già studiando come non fare pagare l’Imu. Certo mi rendo conto che è una disobbedienza nei confronti dello Stato ma dobbiamo pensare a tutelare i nostri cittadini padani».

Forte, vero? Cittadini padani e Stato italiano.

On the Nord, da Treviso ci spostiamo a Verona, verso ovest. Flavio Tosi comincia ad avanzare qualche riserva. Lo sciopero sì, ma con delle garanzie:

«La protesta fiscale invece, per poter essere messa in atto, deve essere valutata tecnicamente in modo da non lasciare esposto il singolo cittadino nei confronti dello Stato esattore. Come sindaco sono pronto ad assumermi le mie responsabilità, a patto che le conseguenze non debbano ricadere nel concreto sul singolo cittadino».

Continuiamo il viaggio, si aprono le porte di Milano. Ad accoglierci, Matteo Salvini, che abbandona definitivamente le vie extralegali:

“Come Lega Lombarda stiamo facendo circolare in tutti i nostri comuni una mozione per applicare l’Imu al minimo, ovvero al due per mille. Quindi, legalmente, stiamo già impegnando i nostri sindaci e anche quelli degli altri partiti. Certamente è una tassa odiosa e vergognosa”.

Tangenziale di Milano. Bivio: Varese, Malpensa. Attilio Fontana, sindaco della “Città giardino”, dice che la protesta è fighissima, talmente bella che sì, andate voi per primi, la lascio a voi:

“Anch’io avevo pensato di portare avanti un’azione di disobbedienza civile di questo tipo. Ma è bene ricordare che una parte di queste risorse va a Roma, ma contestualmente anche ai territori di nostra competenza. Quindi condivido l’iniziativa e l’incavolatura dei sindaci, ma non posso praticarla per serietà, nel senso che non posso dire ai miei cittadini di non pagare l’Imu, perchè così facendo non saprei come finanziare i servizi per i miei cittadini che, per quanto riguarda Varese, ammonterebbero a circa 14 milioni di euro”.

Quindi, che si fa? Eravamo pronti alla battaglia, elmetti da vichingo in testa e spadoni sguainati, e ora Fontana fa saltare tutto? Calderoli, l’ideatore dell’IMU e coordinatore della segreteria del Carroccio, sposta la discussione nelle sedi istituzionali (si fa per dire):

«Il Parlamento della Padania valuterà le proposte per realizzare una protesta contro l’introduzione dell’Imu sulla prima casa».

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5 thoughts on “La Lega di lotta e di parole

    • 11. È riservata allo Stato la quota di imposta pari alla metà dell’importo calcolato applicando alla base imponibile di tutti gli immobili, ad eccezione dell’abitazione principale e delle relative pertinenze di cui al comma 7, nonché dei fabbricati rurali ad uso strumentale di cui al comma 8, l’aliquota di base di cui al comma 6, primo periodo.

      Non è proprio vero che “i proventi vanno in massima parte allo Stato”.

      Però Monti “si appresta ad assumere una vagonata di docenti che saranno in massima parte meridionali (grazie alle loro lauree gonfiate) in modo da rendere il favore a napolitano, che fa gli interessi dei meridionali suoi connazionali”.

      “se i Padani restano disoccupati, nonostante siano più capaci”, posso dire che è un’affermazione razzista?

      Poi, vabbé, l’Imposta comunale sugli immobili c’era già. La Lega l’ha tolta…

  1. Secondo il Sole di lunedì la quota di potenziale compartecipazione statale all’IMU potrebbe arrivare fino all’80% (posso sbagliarmi, vado a memoria).
    In ogni caso la modifica del tributo comunale in tassa parastatale è l’ennesimo schiaffo ai tentativi, certamente maldestri, di costruzione di un percorso di federalizzazione dello stato italiano.
    Se si considera che il tributo colpirà essenzialmente il Nord, dove le case sono in grandissima parte accatastate regolarmente, e che i soldi raccolti finiranno per sostenere le solite spese correnti improduttive nel Lazio-Mezzogiorno, si capisce bene come il Governo PD-PDL-&C. stia facendo l’esatto contrario di quanto avvenuto in Grecia, Spagna, UK, ecc.
    Sinceramente il tiro al bersaglio sulla Lega mi sembra la spia di una paura giustificata: che la Lega risorga nel voto.
    Quanto all’area indipendentista, di cui faccio parte organicamente, vedo un 2012 roseo 🙂

    p.s. forse non riesco ad analizzare con il tuo stesso parametro la frase sui Padani disoccupati, perchè per me Padani significa semplicemente cittadini di una delle Regioni che compongono la Padania, senza distinzioni “etniche”. Sarà la mia solita deformazione ideologica libertarian-marxistoide 😀

    • “Secondo il Sole di lunedì la quota di potenziale compartecipazione statale all’IMU potrebbe arrivare fino all’80% (posso sbagliarmi, vado a memoria).”
      Lo dice anche Alfieri nell’articolo linkato. Dipende dall’aliquota che il Comune vuole riservare per sé.
      Totale=quota comunale + quota statale.
      Il Governo ha deciso una quota statale fissa: 0% sulle prime case, 0.38% sul resto e una quota comunale variabile da un minimo del 0.2% ad un massimo dello 0.6% sulla prima casa (ma con detrazione di 200 euro) e da un minimo dello 0.08% ad un massimo dello 0.68% sugli altri immobili.

      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-19/sindaci-vero-esame-maturita-064335.shtml?uuid=Aa955XVE

      https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=explorer&chrome=true&srcid=0B9Td9jaOMiEmZGIzYzQwOGQtMzI1Mi00MzAzLWFhYmMtMTllYjM3NTY3Nzdj&hl=en_US

      L’IMU porterà allo Stato 9 miliardi di euro NETTI in più, mentre può portare ai Comuni da un minimo di 1,9 miliardi fino ad un massimo di 23,7 miliardi di euro LORDI in più, infatti bisogna togliere le entrate dell’attuale ICI (9,2 miliardi) e delle addizionali sui redditi fondiari relativi a immobili non locati (1,6 miliardi), che quindi fa da -8.9 milardi a +12.9 miliardi di euro NETTI ai Comuni (media 2 miliardi), inoltre va considerato che lo Stato ha tagliato il 10% dei trasferimenti ai Comuni (1,5 mld) e ha tagliato di 2 miliardi il fondo perequativo per i Comuni, quindi il gruzzolo si assottiglia a -12.4 (aliquote comunale minima)/+9.4 miliardi di euro (aliquota comunale massima), con media -1,5 miliardi. Per lo Stato si passa a +12,5 miliardi sicuri.

      • E’ curioso che il guadagno netto dello Stato corrisponde al deficit dei Comuni nel caso questi scegliessero l’aliquota minima.
        Cosa vuol dire? Che se tutti i Comuni italiani decidessero di applicare l’aliquota minima, i cittadini italiani continuerebbero a pagare (nel complesso) lo stesso importo di imposte sugli immobili che pagano ora, solo che i proventi invece che andare ai Comuni, andrebbero allo Stato.

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