Luigini e Mafie

Luigini e Mafie sono due categorie di soggetti che Gabrio Casati, in “Luigini contro Contadini”, vivono sulle spalle dei Contadini, poiché i loro profitti sono – in tutto o in parte – creati da extra-profitti indebiti. Se i Contadini e i Luigini sono stati tratteggiati perfettamente da Carlo Levi (e lo sforzo di immaginazione per attualizzarli è davvero minimo), delle Mafie non c’è bisogno di fare una presentazione.

Gabrio Casati individua un collegamento tra Luigini e Mafie, fatti sedere allo stesso tavolo di Assistiti e Palazzo:

Centotrentacinque miliardi di euro di «fatturato» e settanta di «utile», da qualche parte devono finire ed è poco verosimile che la loro destinazione finale siano unicamente le regioni centromeridionali. Qui si sostanza lo scambio: gigantesche risorse finanziarie (se è vero che almeno il 30% annuo del giro di affari criminale ha necessità di rientrare nell’economia legale), in cambio di competenze: progetti di investimento, mercati di sbocco, alta ingegneria finanziaria e consulenze legali. Le necessità operative di gestione di una massa di risorse finanziarie così consistenti richiedono una serie di funzioni ad alto valore aggiunto che si possono trovare solo in mercati finanziari e produttivi altamente sviluppati in cui esistano intermediari dotati di una sufficiente dimensione e di un grado elevato di internazionalizzazione. I Grandi Luigini in sé, e come ponte verso il mondo.

Mi è venuto in mente proprio questo passaggio e questa relazione quando ho sentito alla radio che Roberto Saviano, oggi, intervenendo alla conferenza “Italia e Stati Uniti: due punti di vista sulla crisi” di fianco a Nouriel Roubini ha parlato degli immensi flussi di denaro che le mafie hanno fatto confluire nel sistema finanziario:

“Le banche europee e statunitensi lavano tra i 500 e i 1.000 miliardi di dollari di denaro sporco ogni anno“, ha detto facendo riferimento a fonti della Drug Enforcement Administration americana e delle divisioni antimafia europee, “in un decennio sono stati lavati tra i 2.500 e i 5.000 miliardi di dollari e sono passati dagli istituti finanziari americani, messi in circolo, di cui 100 miliardi all’anno (1.000 miliardi in dieci anni) di evasione fiscale e narcodollari”. Dagli anni Novanta ad oggi, ha detto ancora Saviano facendo riferimento al denaro tracciabile, “sono entrati negli Stati Uniti 5.500 miliardi di dollari provenienti da estorsione, narcotraffico, traffico di esseri umani e criminalità in genere”. Tra le banche che sarebbero maggiormente coinvolte, Saviano ne cita in particolare due, Citibank e Wachovia (rilevata da Wells Fargo durante la crisi del 2008), che userebbero in particolare le attività di private banking e i trasferimenti interbancari per riciclare denaro. Citi avrebbe “oltre 100 miliardi di dollari di asset in conti segreti” e sarebbe colpevole di avere “ripulito” denaro con la complicità dei vertici dell’istituto, avrebbe per esempio “riciclato denaro per 200 milioni di dollari appartenuti a Raul Salinas”, businessman messicano accusato di fare parte di un giro multimilionario internazionale di droga e furto di fondi governativi. Wachovia tra il 2004 e il 2007 avrebbe “fatto transitare 373,6 miliardi di dollari provenienti dal riciclaggio e dal narcotraffico e contante per oltre 4 miliardi di dollari, un totale di 378 miliardi di dollari”.

Poi mi è venuto in mente che Citigroup è stata tra i principali beneficiari del TARP, il programma con il quale il Palazzo americano salvava i Luigini americani, nel 2008, facendo pagare le loro colpe ai Contadini americani. Il cerchio, o “il tavolo”, per dirla con Gabrio Casati, si chiude. “Tutto il mondo è paese”, potremmo aggiungere.

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4 thoughts on “Luigini e Mafie

  1. Bene Citigroup e la TARP. La cosa interessante sarebbe circoscrivere l’analisi al contesto italiano.
    Mi pare che non ci possano essere molti dubbi sul fatto che questo governo costituisca una rappresentanza chiara e in qualche caso diretta di alcuni soggetti tipicamente “Luigini” come le banche e sia al contempo quanto di più lontano possa immaginare dai “Contadini”, ci si potrebbe domandare quale possibilità abbia di colpire realmente uno dei suoi commensali al “Tavolo” del “Patto” (come lo chiamano i Gabrio Casati).

    Proprio perché 135 miliardi di euro/anno “da qualche parte devono finire ed è poco verosimile che la loro destinazione finale siano unicamente le regioni centromeridionali” e proprio perché questo governo è fondamentalmente costituito di Luigini milanesi e lombardi, potrà davvero andare a toccare un “cliente” così ricco e potente, capace di generare flussi enormi di risorse che, inevitabilmente, passano per le casse dei principali istituti bancari italiani così ben rappresentati nel CdM? Chissà se qualcuno sarà capace di dire quelcosa, per esempio, su IntesaSanpaolo?

    Per contrasto viene in mente che forse non è stato un caso il fatto che un Ministro, appartenente a una forza senza dubbio “contadina” come la Lega, senza alcun interesse né nei territori di mafia (perché là né lui né il suo partito, diversamente da tutti gli altri, devono raccogliere là consenso) né nei gangli del “luiginato” del Nord come Maroni sia stato il Ministro sotto cui probabilmente è stato arrestato il più alto numero di mafiosi latitanti nella storia della Repubblica (6.754 arresti, tra cui 410 latitanti e, di questi, 28 dei 30 inclusi nella lista dei più pericolosi).

    daniele,milano

    P.s.: Stefano la “attualizzazione” dei Luigini-Contadini è invece un’operazione per nulla banale: primo perché quello di Levi era un romanzo e non un saggio come il libro di Casati; secondo perché nel mondo di Levi degli anni Cinquanta i temi erano quelli del conflitto di classe (profitti vs salari) o, tutt’al più (e u po’ più tardi) quello del “patto dei produttori” (industriali e lavoratori vs. rendita). Ma, per com’era fatto il mondo (molto più semplice di oggi) non erano ancora emerse questioni piuttosto spinose come quella delle contraddizioni che si aprono quando si diffonde la proprietà diffusa della casa (una forma di rendita “popolare”) o di rendite finanziarie (“BOT people”) e la contestuale esplosione dei consumi tra cui – con gli anni Novanta – anche quelli di beni e servizi pubblici privatizzati. Sono esattamente le questione in cui si è totalmente persa la “sinistra”, che sostanzialmente scompare come forza capace di vedere e strutturare politicamente il conflitto (visto innanzitutto come forma di innovazione sociale) cui, peraltro, i Grabio Casati dedicano un intero capitolo.
    Quella fortunata scelta lessicale mutuata da Levi, per i Casati (lo scrivono) è stata un modo per sintetizzare l’insieme dei conflitti da loro evidenziati che, nel complesso, sono un po’ più articolati di quello che si poteva vedere negli anni Cinquanta. E, a margine, come avrai letto, diversamente da quel che forse poteva essere nei Cinquanta, collocano la grande parte dei “Contadini” – attraverso una serie sterminata di statistiche e numeri di cui Ricolfi è maestro – nelle tre regioni forti del Nord, Lombardia innanzitutto e, a distanza, Veneto ed Emilia.

    daniele,milano

    • No, Daniele, non intendevo assolutamente dire che l’attualizzazione è banale, mi sono espresso male. Sono d’accordo che non sia così semplice individuare perfettamente le due categorie. Trovo, anzi, che l’intuizione sia geniale. Come scrive lo stesso Gabrio Casati, potrebbero essere davvero delle categorie squisitamente postnovecentesche.

  2. Comunque, ragazzi, poche palle, dài: il problema è tracciare ogni piccola transazione commerciale (anche la più piccola, perdìo!) e consentire al fisco di accedere liberamente a tutti i movimenti su conti/depositi/carte di credito di tutti i cittadini! Al bando il contante, che è peggio della meth, porca padania! Sapere tutto, perdìo! Tassare tutto, perdìo!! [n.d.a.: pronunciare con bava alla bocca]
    Eccheccazzo! Vorrei e Pos, altro che non Pos, Vorrei e Pos, e lo facc, eccheccazz…

    (…nel frattempo, naturalmente, lo Stato, con rigorosissimi pagamenti tracciati, avrà continuato a sovvenzionare le mafie, mediante miriadi di stipendi clientelari per dipendenti e invalidi fasulli del Lazio-Mezzogiorno -e però ci han pagato su i contributi, eccheccazz…, mica sono degli sporhchi idraulici lombardi evasori, eccheccazz…-, mediante bandi di gara e appalti vari, e poi le mafie, con altrettanto rigorosissimi movimenti bancari/societari di per sè tracciati, ma certo più sofisticati di quelli delle persone normali, avranno fatto scomparire enormi quote di quei fondi pubblici, chissà dove…)

    …paga e taci, somaro lombardo! Paga e taci! Eccheccazz… Vorrei e Pos, altro che non Pos… eccheccazz… paga e tàs, barbun lumbard… paga e tas, anzi e tax, ah ah, eccheccazz…

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