L’indipendenza del mio orto

Al’interno di Veneto Stato le cose non vanno proprio bene. La formazione indipendentista veneta, non appena raggiunta un po’ di notorietà e ottenuto un buon consenso dalle urne, sembra stia implodendo sotto i colpi di una discussione interna troppo dura, che trapela dal loro sito. Il tutto nasce da una diatriba sorta sulla convocazione di un Maggior Consiglio, strettamente collegata alla discussione sui vertici del partito:

Quel MC per me è stato un incubo, mi sembrava di essere ritornata ai tempi della mia militanza in Lega: alla sera stavo talmente male che mi sono misurata la pressione, era 100/160.
Mai avrei pensato che ad un MC di un partito che ha scelto per raggiungere il suo obiettivo un cammino pacifico, legale e democratico si potesse assistere a certe scene: servizio d’ordine, soci che sembravano invasati e si urlavano dietro uno con l’altro dopo aver partecipato a tante manifestazioni fianco a fianco, il microfono strappato dalle mani di chi in quel momento era ancora il nostro segretario, persone in fila come pecore a votare qualcosa che non aveva senso poichè c’era un’unica lista, la cattiveria in tanti volti e, alla fine di tutto, la soddisfazione di altri volti perchè la vendetta era stata compiuta.

smettiamola soprattutto di offenderci. Io credo che, magari con visioni diverse, tutti vogliamo la stessa cosa. Non credo negli infiltrati o cose di questo genere. Forse i nostri leaders (vecchi e nuovi) sono un po’ egocentrici, ma se così non fosse non sarebbero dei leaders.

Leggo che ieri, a Milano, è stata fondata Unione Padana, da alcuni ex leghisti, tra i quali Francesco Formenti e Giovanni Ongaro ex deputati del Carroccio. Sono inoltre intervenuti durante la giornata fondativa Giancarlo Pagliarini dell’Unione federale, i giornalisti Luca Marchi e Leonardo Facco che da gennaio guideranno il giornale online ‘L’Indipendenza’ che “avra’ l’obietivo di proporsi come fattore di raccordo e coagulo di tutti i movimenti autonomisti che operano sia al Nord, che al Centro e al Sud d’Italia” e Gilberto Oneto.

L’obiettivo dichiarato del movimento è:

Il raggiungimento della più completa autonomia delle comunità padano-alpine riunite in federazione, per mezzo dell’applicazione del diritto naturale all’autodeterminazione, diritto inalienabile, imprescrittibile e indisponibile.

Va ad aggiungersi ad altri movimenti/partiti con baricentro in Lombardia, e cioè Lega Nord, Fronte Indipendentista Lombardo e proLombardia Indipendenza. E questi sono solo quelli che mi vengono in mente. Ora, ma è possibile che se l’obiettivo di tutti questi movimenti/partiti è solo uno – e cioè l’indipendenza di aree più o meno vaste del nord Italia, alcune, tra l’altro coincidenti – e se diamo per scontato che non verrà usata la forza (anzi, molti di essi parlano già di diritto all’autodeterminazione e di referendum), come è possibile che si creino così tante fratture?

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11 thoughts on “L’indipendenza del mio orto

  1. proLombardia mira all’indipendenza totale della regione Lombardia (proponendo successivamente la riunione della Lombardia storica dietro consenso dei cittadini); qui si parla di autonomie e indipendenza come se fossero la stessa cosa. INDIPENDENZA è l’unica via attuabile perchè passa dalla volontà dei cittadini, le autonomie sono irrealizzabili visto che devono passare da Roma che ovviamente mai concederà siccome grazie al prelievo fiscale in Lombardia garantisce la propria sussistenza. proLombardia è un movimento formato da giovani di ogni ceto (studenti, lavoratori dipendenti, liberi professionisti ecc.) che non hanno fatto mai politica o quasi. Vuole rappresentare il nuovo, il salto di mentalità delle solite leghe patacca di ex parlamentari che trombati dalla Lega cercano rivalsa. Unioni con gente che da 10 anni rifonda partitini uno dietro l’altro, che non si presenta mai in piazza ma fa 2 convegni prima delle elezioni per prendere qualche voto, che non propone nulla di nuovo ma solo slogan contro la Lega non serve a nulla. Certa gente è ora che si tolga dalla politica avendo già fatto abbastanza danni screditando certi ideali, largo ai giovani! BASTA ITALIA, BASTA VOLERLO!
    Un militante.

  2. Beh, non mi pare che ” a sinistra” (potrei dire lo stesso della “destra”, peraltro, posto che questi termini abbiano ancora qualche significato effettivo) esista un solo partito.
    Anzi, direi di più: all’interno di qualsiasi compagine umana di tipo statuale o comunque politico esistono molteplici partiti, anche nello stato italiano che rischia il default e che si è dato (…?…) un governo tecnico di unità nazionale, anche in Israele che vive con l’incubo dell’Olocausto armato e nucleare.
    Le differenze fra persone (e visioni di fondo della realtà) spesso sovrastano la comunanza di obiettivi “immediati” o prioritari.
    In ogni caso, concludendo, penso che VenetoStato riuscirà a sopravvivere a questa nuova bufera e penso soprattutto che tutti i movimenti indipendentisti debbano lavorare per un solo obiettivo realmente unitario: l’indizione del referendum in cui la scelta sarà uguale per tutti i cittadini, Sì o No.

    • Chiaro che esistono diversi partiti sia a destra che a sinistra, e riesco anche a capire i motivi per i quali esistono il PD e SEL e l’IDV e la sinistra radicale. Le differenze si vedono. Non vedo, invece, le differenze nella galassia indipendentista. E’ questa la mia domanda finale, e mi sembra del tutto lecita.

  3. Vorrei aggiungere una cosa visto il titolo provocatorio. Sappia che questo orto ha una popolazione maggiore di oltre la metà dei paesi membri dell’UE, che ha un PIL e un PPI fra i più alti d’Europa, che ha una lingua riconosciuta dall’Unesco e ovviamente non dall’italia, che subisce una pressione fiscale di oltre 10% del proprio PIL (senza eguali in Europa) garantendo l’esistenza dell’Italia e delle sue clientele che gli garantiscono il potere ricevendo servizi ridicoli in cambio, un orto che ha sempre avuto una storia ben diversa dal resto della penisola (fino allo sciagurato 1859) che ancora oggi possiamo vedere visto le enormi divergenze culturali e socio-economiche esistenti con il resto del paese. Dobbiamo avere un grande pollice verde per avere questo orticello 🙂

    • Il titolo è chiaramente provocatorio. Saluti 🙂
      Ah, non capisco però dove io faccia confusione tra indipendenza e autonomismo. Anzi, alcune volte ho scritto di questa contraddizione proprio su On the Nord.

      • La confusione non era rivolta a chi ha scritto l’articolo ma ad alcuni partiti di cui si parlava. Nella stessa Unione Padano Alpina a volte dicono “indipendenza della Lombardia” a volte “autonomia”. La cosa non mi stupisce, sono sempre i soliti 4 ex leghisti che non sanno neanche loro da che parte girarsi se non dire “Bossi ha detto…” “Maroni ha fatto…”. Ecco perchè proLombardia non si unisce a certe realtà che sono solo controproducenti.
        Un Militante

  4. La cosa è tristissima, ma molto molto diffusa e da moltissimo tempo, particolarmente in Italia, ma non solo.

    Il settarsimo a sinistra è un’antichissima malattia, forse parente in qualche modo del familismo.
    Al liceo fui cazziato dal direttivo in federazione perché avevo osato fare una lista per le elezioni al consiglio d’istituto che teneva dentro Fgci, Dp, collettivi vicini al Leoncavallo, “indipendenti” di sinistra, anziché fare una lista solo Fgci, per dire. Pazienza per il passato, ma anche oggi non scherziamo affatto: a sinistra abbiamo Prc, Comunisti italiani (naturalmente divisi al loro interno), SEL, socialisti di varia risma, verdi, parte dei radicali, PD (con il gigantesco casino c’è anche lì dentro), e una pletora sterminata di movimenti/associazioni/comitati più o meno autonomi, siano essi di matrice “centrosocialoide” (un altro mondo pieno di divisioni e rancori), cattolica o altro.

    A destra sono stati storicamente un filino più “bravi”, se vogliamo, tutti uniti dall’anticomunismo. Però oggi anche quella è una galassia di sigle e correnti, e non solo nel PdL, ma anche alla sua destra.

    Al centro c’è come sempre di tutto, perché quel soggetto piccolo che è il Terzo Polo ha dentro di tutto.

    Non stupisce affatto che anche il fronte federalista/autonomista/indipendentista sia altrettanto un casino. Nel Mezzogiorno (Io Sud, Noi Sud, Forza Sud, Mpa, Calabria Ora, ecc.) e a Nord.
    Anzi, tutto sommato, è più normale che ci siano tante sigle in un movimento piuttosto giovane ancora nella fase magmatica che non in movimenti più che secolari come quello socialista (nelle sue diverse declinazioni). Tipicamente la costruzione di un fronte unitario avviene o in tempi lunghi grazie al prevalere di uno dei tanti movimenti (p.es. la Lega Lombarda nella costruzione della Lega Nord, il PCI per molti anni nel movimento socialista) oppure per fattori esogeni improvvisi e dirompenti (p.es. quello che potrebbe avvenire con il fallimento dell’euro o quello che fu la Resistenza per il movimento socialista). Vedremo. Nel frattempo è in ogni caso molto significativo il proliferare di tante iniziative – a Nord come a Sud – che comunque convergono sull’idea che l’unità italiana non abbia più senso.
    D’altra parte se qualcuno leggeva il manifesto una quindicina d’anni fa (quando era davvero una “scuola” prima ancora che un quotidiano) era già tutto scritto. Oggi l’analisi strutturale si trova ormai solo su FT… va beh.

    daniele,milano

  5. L’uscita da un movimento o da un partito e sempre dolorosa, ed è sempre tanta la rabbia perché oltre alla perdita dei propri ideali si crede di tradire anche quanti hanno creduto in noi, specialmente se si sono raggiunti incarichi istituzionali.

    La Lega Padana Lombardia ora UNIONE PADANA nasce principalmente perché i suoi militanti, inutile negarlo, per la maggiore parte ex leghisti vogliono continuare a tracciare la strada abbandonata dalla Lega Nord, strada che vedeva prima della Padania la Lombardia libera dal potere di Roma e forse anche indipendente.

    Questa e solo questa deve essere la ragione che vi spinge ad avvicinarvi all’ Unione Padana, le liti interne, le incomprensioni con la militanza non possono e non devono essere la ragione che vi spinge a lasciare un movimento nel quale credete profondamente e che probabilmente vi ha dato molto.

    Se volete passare al nostro movimento saremo lieti di accogliervi consapevoli che non possiamo offrirvi nulla se non la vostra voglia di fare, voglia che non deve scaturire da rabbia o da rancori maturati nel vs partito, vi chiediamo di liberare la mente se siete Consiglieri Comunali e avete incarichi istituzionali forse, è anche meglio che vi dimettiate, prendetevi poi un periodo di riposo dalla politica e riflettete sul passaggio che volete fare, solo a questo punto sarete pronti per entrare nel nostro gruppo liberi e con tanta voglia di essere rieletti magari proprio nel CC che avete lasciato, senza per questo essere accusati di aver rubato voti o poltrona, solo conquistando personalmente quel posto potrete sentirvi ancora veramente liberi e pronti a ricominciare una nuova sfida politica.

    • Tutto molto bello e onorevole, peccato che alla fine contino i programmi.
      E l’unico programma che conta è la secessione della Regione Lombardia dallo Stato italiano e la costruzione di una Repubblica Lombarda indipendente nell’ambito dell’Unione Europea.
      Qualsiasi altro cammino “federalista/autonomista” si è dimostrato impercorribile (la mia prima tessera leghista è del 1990, quindi so di cosa parlo). Naturalmente le cose potrebbero cambiare se una piattaforma autonomista lombarda “alla catalana” venisse fatta propria dalla sinistra lombarda, ovvero dall’unico schieramento che potrebbe rendere possibile tale percorso mediante la sua stessa legittimazione ideologica e un sostegno diffuso nella metà dei cittadini lombardi che da vent’anni perdono tempo con l’antiberlusconismo e con l’antileghismo moralistico. Ma è un lavoro politico lungo e faticoso (seguo i ragazzi di OnTheNord dal 2007, quindi so di cosa parlo).

      Quindi, non foss’altro che per una questione di mera trattativa commerciale (chiedere 100 per ottenere 50), fate uno sforzo pure voi dell’Unione Padana: abbandonate qualsiasi inutile discorso federal-autonomista e imbracciate la sola bandiera che ha un senso -e forse anche qualche concreta possibilità, dato che ormai viviamo in un mondo di enormi e repentini cambiamenti-, ossia la bandiera dell’indipendenza lombarda. Senza se e senza ma. Se non ora, quando?

      I miei rispettosi ossequi,
      Alessandro Storti

  6. Scusami Guido, qualche domanda:
    1) “La Lega Padana Lombardia ora UNIONE PADANA nasce principalmente perché i suoi militanti, inutile negarlo, per la maggiore parte ex leghisti vogliono continuare a tracciare la strada abbandonata dalla Lega Nord, strada che vedeva prima della Padania la Lombardia libera dal potere di Roma e forse anche indipendente” Io non ho capito niente. Volete la Lombardia libera da Roma e FORSE indipendente? Ma cosa vuol dire? Forse sì, forse no, forse boh?

    2) continuando: “prima della Padania la Lombardia libera ” allora non volete la Padania? E allora perché vi chiamate PADANA e non Lombarda?

    3) Si potrebbe sapere quanto prenderanno di vitalizio gli ex onorevoli Bernardelli, Arrighini, Ongaro e Formenti? Perché ho sentito che “non volete andare a Roma”, a me starebbe anche bene, ma non è che ora si ripudia perché tanto… le tasche sono già piene?

    4) Tu stesso dici che Lega Padana è viva da anni, si può avere qualche notizia in più rispetto all’attività della stessa in questo periodo? Oltre alle elezioni, chiaramente.

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