A chi odia l’Italia

L’amaca di oggi, di Michele Serra:

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2 thoughts on “A chi odia l’Italia

  1. Serra è un vigliacco.
    Se così non fosse, invece di sprecare inchiostro da vent’anni, avrebbe già fatto appello ad inviare i presunti neogaribaldini, unendosi pure lui a cotanta meglio gioventù, verso altri lidi, dove la classe dirigente effettiva è meno propensa ad alzare il dito medio, bastando al perseguimento dei propri scopi la messa in mostra dell’anello. E del fucile a canne mozze.
    Ah già, dimenticavamo, a combattere Don Ciccio “ci deve pensare lo Stato”: eh sì, armiamoci e partite, nella più gloriosa tradizione tricolore repubblicana. Perchè contro i leghisti-razzisti-fascisti-nazisti-squadristi, ovviamente innocui e inconcludenti parolai, nonché amministratori sparsi di Comuni, Provincie e Regioni con i più alti tassi (im)migratorii e d’integrazione, bisogna usare i “modi bruschi” e pure le ruspe. Contro chi, invece, si mangia lo stato e la società civile con il ricatto del piombo caldo, meglio delegare lo scontro “alle istituzioni” -quelle che poi sono mafiose ogni due-per-tre, se le governano gli altri-. Le delegazioni di massa di sessantottiana memoria non son di moda nella Locride o nel Casertano, mica vorremo prenderci delle schioppettate nel didietro…
    Suggerirei comunque all’incauto scribacchino, che da vent’anni ha rotto ampiamente le palle con i suoi toni da fighetto rivoluzionario de noantri, di controllare bene il pedigree dei patriottici ruspisti reclutabili nelle taverne del Nord. Con i tempi che corrono, potrebbero essere sul libro paga di qualche ‘ndrina. Economia Locale nello Stato Soprano.

  2. Povero Serra. Eppure da giovane era riuscito in qualche impresa mirabile come nella conduzione di quell’esilarante inserto de l’Unità che era Tango, poi divenuto Cuore, una vera scuola di satira, allegra e scanzonata.
    Ora è così livido che – occhiaie a parte – si stenta a riconoscerlo.
    Sarà forse brutto sentirsi “popolo tra i fighetti”, ma anche i “fighetti” che cagano sul popolo non sono un bello spettacolo. Si goda piuttosto la prossima vecchiaia davanti al caminetto coi nipotini sulle ginocchia nella tranquillità di chi s’è guadagnato i suoi bei soldi in un passato glorioso e lasci stare con le invettive da comunista fallito e inacidito col mondo che gli fanno cattivo sangue.

    daniele,milano

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