Lega, l’ennesima divisione è sul Terzo polo

Casini, Tosi, Fini e Rutelli insieme in prima fila.Il “Viaggio nel Nord tradito” di Fini, Casini e Rutelli ha trovato calda ospitalità da parte di Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, e di Attilio Fontana, sindaco di Varese, il quale ha dichiarato:

Fini o Casini, chiunque è disposto a parlare seriamente di federalismo ascoltiamolo: l’importante che non siano solo parole.

I due sindaci maroniti sono ancora in prima linea.

Dall’altra parte, dalla sponda cerchiomagista, arrivano reazioni ben più dure. Alessandro Montagnoli, deputato del Carroccio, entra a gamba tesa sul Terzo Polo e, quindi, su Tosi:

Dopo averli conosciuti per tre anni e mezzo a Montecitorio, io con quelle facce lì non berrei neanche un caffè.

E ci pensa Luca Zaia a tirare la stoccata al sindaco Tosi:

La Lega è all’opposizione non ha nulla da spartire con il Terzo Polo. Poi in generale dico che la vita amministrativa e politica è come un viaggio intercontinentale in aereo. Quando ci sono le turbolenze c’è chi si alza sempre in piedi e pensa che l’aereo cada. Chi resta seduto aspetta l’aeroporto di arrivo. E’ una diversità di atteggiamento.

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4 thoughts on “Lega, l’ennesima divisione è sul Terzo polo

  1. Tosi è un povero illuso se pensa di poter concludere qualcosa con due bolognesi a capo di schieramenti che raccolgono la stragrande maggioranza dei propri consensi proprio tra quelle categorie (e quei territori) che verrebbero pesantemente colpiti da un provvedimento a suo modo persino banale e di buon senso (per tutti, tranne che per i politici italioti) che sono i costi standard.

    Dove cavolo sia stato Tosi in tutti questi anni in cui proprio gli uomini di Fini e Casini (insieme a una nutrita rappresentanza del PD) hanno boicottato, annacquato, stiracchiato e in sostanza neutralizzato gli effetti del disegno originario della Legge Delega sul federalismo fiscale e dei suoi decreti delegati, non è dato sapersi.

    La verità a me pare molto molto evidente: qualunque provvedimento di alleggerimento del saccheggio (copyright Ricolfi) perpetrato ai danni dei produttori del Nord è impossibile da ottenere per via strettamente parlamentare per la semplicissima ragione che chi ci perde è più numeroso di chi ci guadagna: da un lato hai milioni di voti costituiti dal blocco del parassitismo sociale (assistiti e clientele), politico (poltronificio), mafioso (flussi di denaro pubblico intercettato dalla criminalità organizzata) ed economico (grandi imprese per lo più finanziarie e di servizi del Nord) e il loro insuperabile “grip” sui decisori di Palazzo, dall’altro hai il fornte polverizzato e fondamnetalmente del tutto solitario dei produttori di quelle risorse di cui i 4 vampiri supracitati si nutrono (lavoratori dipendenti soprattutto del privato, la schiera degli atipici, le micro-piccole-medie imprese, i contribuenti onesti o comunque impossibilitati a evadere, gli utenti di beni e servizi forniti dai privati di cui sopra in monopolio e venduti a carissimo prezzo, ecc.).

    Senza l’esercizio di una forza esterna alle istituzioni democratiche non si va da nessuna parte. Il che non significa – come forse qualcuno pensa – alcunché di non-democratico, ma semplicemente l’esercizio di quelle facoltà assolutamente democratiche -benché talvolta ai limiti della legalità- quali sono scioperi (anche e soprattutto fiscali), manifestazioni, referendum auto-organizzati (e anche parlamenti, se è il caso, in barba agli sfottò), ecc., insomma ogni forma di dissenso democratico e non violento. O la Lega capisce ‘sta roba qui – e approfitta della straordianria occasione di disporre in esclusiva assoluta del “brand” di unico oppositore al governo dei banchieri – oppure è finita. Bossi sarà rinciulito, ma mi pare comunque meno di Tosi. La sinistra – che dovrebbe essere la prima a difendere i produttori, sfruttati e vessati, e a colpire i parassiti – ormai mi pare che – dopo l’assurdo appoggio al baraccone neolibersita ormai insediatosi a Palazzo Chigi – possa essere data ufficialmente per dispersa. Che tristezza e che peccato.

    daniele,milano

    • Nuovamente concordo al 101%.
      Mentre in Euzkadi, Catalunya, Fiandre, l’Europa sembra finalmente ridisegnarsi sulle legittime rivendicazioni dei produttori e delle comunità territoriali non parassitarie, in Padania il partito che più di tutti avrebbe la forza per rialzare la bandiera della decostruzione radicale dello stato italiano si limita ad una opposizione d’ufficio, con tanto di salamelecchi ai furbastri del terzopolo da parte di qualche sindaco che non ha capito nulla della lotta politica. Viva Terence MacSwiney Sindaco di Cork!
      E la sinistra… “What’s sinistra?”…

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