Indovina chi sono i primi

Lo stereotipo, lo sappiamo, è il seguente:

Oltre a essere uno stereotipo smentito dai dati, succede che esistano comunità Sikh – che sarebbero quelli vestiti di bianco con il pugnale – che, per la voglia di integrarsi meglio con il Paese che li ospita, non rispettino la fila e si mettano davanti a tutti. Succede a San Bonifacio (Verona), dove la comunità Sikh – che conta 500 persone, per raggiungere le 1.500 nel comprensorio a cavallo tra Verona e Vicenza – ha deciso di iscriversi in massa all’AVIS e di donare il sangue.

«Tutto è nato nel corso della recente festa delle associazioni», spiega Olivo Zampieri, presidente dell’Avis locale, «quando un gruppo di giovani indiani si è avvicinato al gazebo chiedendo di poter iscrivere all’Avis quanti più possibile di loro, sicuramente attorno al centinaio».

Da parte loro hanno spiegato:

«Vogliamo iscriverci all’Avis e donare il sangue non solo per motivi umanitari, ma anche per poter meglio integrare la nostra comunità con il Paese che ci ospita».

Da notare che non è la prima volta che comunità Sikh – sempre quelli col pugnale e i denti digrignati, la barba alla talebano e cattivi con gli anziani – compiono gesti simili. Qualche mese fa succedeva a Mantova.

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4 thoughts on “Indovina chi sono i primi

  1. Caro Stefano,
    al di là del giudizio sulla vignetta in questione, credo che ti sbagli sull’identificazione del personaggio con il pugnale. Non è un Sikh, bensì un islamico. Posso immaginare che a tante “anime belle” possa fare anche soltanto orrore discutere dell’identificazione delle caricature (non mi riferisco a te), ma in questo caso c’è una differenza enorme.
    Infatti, se volesse rappresentare un Sikh sarebbe una scelta priva di qualsiasi logica, nel momento in cui invece rappresenta un islamico si inserisce in un contesto di riferimenti alla cronaca di questi ultimi anni terribilmente serio. Per certi aspetti, se togli gli altri, il vecchietto, la fila, ecc. ecc., l’unica cosa che resta di per sè chiara e aderente a molti fatti di cronaca e di politica è proprio l’immagine dell’islamico con il pugnale: l’omicidio Van Gogh, le varie figlie “troppo occidentalizzate” massacrate, i quotidiani satirici assaltati e dati alle fiamme, e prima ancora, ovviamente, Salman Rushdie (tanto tempo fa, ma il campanello d’allarme non è servito a un tubo).
    Su queste cose c’è un silenzio assordante da parte di chi è favorevole al multiculturalismo. Un silenzio colpevole, direi pure. Perchè prima o poi, a forza di guardare solo alla presunta intolleranza di noi che ospitiamo, ci ritroveremo una marea di intolleranza fisica in chi non è disposto ad integrarsi (in Svezia, Olanda, Germania e altri posti ancora tutto ciò è già realtà).

    • Anch’io avevo notato che quello è un islamico e non un sikh. Non l’ho scritto subito perché, dopo aver visto questo manifesto, sono andato a vomitare l’anima (bella) direttamente nel cesso.

  2. Ok, Alex, ma non pensi che i Sikh – soprattutto con il riferimento al pugnale – siano ricompresi, nell’immaginario, nella figura che appare sul manifesto?

    • Non credo Stefano. I Sikh sono una minoranza molto esigua e, se non sbaglio, sono concentrati solo in alcune zone, per via delle loro specifiche competenze manuali che ben si adattano a taluni settori industriali (vado a memoria, eh).
      In ogni caso sono molto vicini all’iconografia Bollywood, per capirci. Certo, capisco che il cittadino ignorantotto medio possa fare di tutta l’erba un fascio, ma non possiamo mica pensare che tutti siano all’oscuro di tutto. Insomma, la gente sa fare le distinzioni, anche perchè altrimenti, visto il tasso pazzesco di immigrazione registrato negli ultimi anni, avremmo scontri ogni settimana. Tutti contro tutti. Invece le persone, pur non essendo mediamente esperte di storia e geografia, sanno distinguere fra differenti credi, differenti etnie e culture (forse ormai persino fra lingue diverse, almeno per grandi gruppi).
      My opinion, of course.

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