Passaggio a Nord-Est (14) – Intervista ad Antonio Guadagnini

A circa un mese dal congresso di VenetoStato, che ha visto il rinnovo delle cariche interne alla formazione indipendentista, abbiamo posto alcune domande ad Antonio Guadagnini.

1) Il congresso di Vicenza del 23 ottobre scorso ha sancito l’ascesa alla direzione di VenetoStato di una coppia autodefinitasi “il diavolo e l’acqua santa”, ovvero il Presidente Lucio Chiavegato e Lei, in qualità di nuovo Segretario. Quali sono le linee programmatiche che dovrebbero caratterizzare la vostra gestione del partito?

Dobbiamo lavorare su due fronti: quello identitario per far riacquisire la consapevolezza che siamo un popolo con una storia millenaria. Quello economico per far capire ai veneti che una gestione veneta delle nostre risorse aumenterebbe decisamente la loro qualità della vita. Per ottenere questi risultati bisogna usare tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per incontrare la nostra gente: incontri pubblici, gazebo, internet e mass media.

2) In rete è disponibile un interessante reportage sull’indipendentismo catalano; al minuto 19 il vice-presidente del Governo catalano Josep-Lluis Carod-Rovira mostra, con un certo disappunto, il dato sul residuo fiscale della Comunitat, spiegando come esso dimostri che la Catalogna contribuisce in maniera decisamente più alta al bilancio spagnolo rispetto a quanto non facciano il SouthEast inglese, l’Ile-de-France e la Baviera nei rispettivi stati. Ora, noi sappiamo bene che il residuo fiscale veneto è di gran lunga superiore a quello catalano, occupando il 2° posto in assoluto in Europa dopo la nostra Lombardia: si può affermare che i cittadini veneti e le stesse classi dirigenti economico-politiche del territorio serenissimo ignorano l’enormità del proprio contributo fiscale al bilancio italiano?

Cosa intende fare VenetoStato per far prendere coscienza ai Veneti di tutto ciò e della necessità di rendersi indipendenti per porre fine a questo abnorme sfruttamento?

Ho già risposto prima: credo che la chiave per il successo di un partito indipendentista sia quella di far percepire la realtà ai propri concittadini. Oggi i veneti non sono pienamente consapevoli del loro stato di sudditanza, si credono cittadini italiani che godono degli stessi diritti degli altri. Pensano che il loro tributo annuale allo stato italiano sia un dovere di solidarietà. Dobbiamo far capire che la realtà non è questa

3) Quali specifici progetti e attività avete in programma per i prossimi mesi sul territorio e sui mezzi di comunicazione?

Stiamo moltiplicando gli incontri pubblici in tutte le province, avvieremo una raccolta firme per l’indipendenza, avvieremo delle campagne pubblicitarie diciamo un po’ provocatorie, faremo tutto quello che possiamo per far parlare di noi.

4) All’interno di VenetoStato si discute spesso della proposta di non partecipare alle elezioni politiche. Dato che questo appuntamento potrebbe concretizzarsi a breve, qual è la vostra linea in proposito? In caso di non partecipazione, quali indicazioni dareste ai cittadini veneti?

Io non credo che i partiti italiani faranno fallire il tentativo di Monti, dopo avergli dato il mandato. Dopo questa scelta sono tutti sulla stessa barca. Comunque la linea del partito è quella di non partecipare alle elezioni italiane. L’indicazione da dare la stiamo discutendo.

5) Nelle elezioni amministrative del 2012 contate di presentarvi in qualche specifica realtà veneta?

Siamo focalizzati sulle provinciali di Vicenza e Belluno e sulle comunali di Verona.

6) Il progetto politico indipendentista portato avanti da VenetoStato presenta un elemento territoriale potenzialmente contraddittorio: la Lombardia orientale. Quale è la vostra posizione in ordine alle provincie orientali lombarde, sia in riferimento alla rappresentatività interna al partito sia relativamente al percorso referendario regionale, che ovviamente è incentrato sulla Regione del Veneto con i confini amministrativi attuali?

Credo che bisogna partire dal dato che lei ha citato in chiusura di domanda. Il referendum si terrà in Veneto. Certo faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per aiutare i nostri iscritti in quelle province a far crescere la rappresentatività di Veneto Stato. Faremo tutto quello che possiamo per aiutare quelle province a autodeterminarsi. Il sogno rimane quello di riunificare tutti i territori della Serenissima.

7) Conoscete la neonata formazione politica indipendentista proLombardia-Indipendenza? Pensate di poter intrattenere rapporti diretti e proficui con questo movimento?

Vogliamo intrattenere rapporti con tutti i movimenti indipendentisti. È chiaro che con un movimento indipendentista lombardo ci potrebbero essere diversi punti di vista a proposito della Lombardia orientale. Bisognerà discutere.

8- Secondo Giuliano Ferrara la patrimoniale tanto ventilata in questi mesi, quale che ne sia la forma, sarebbe una spremitura ai danni del popolo italiano per fare un favore al direttorio franco-tedesco che ormai controlla i meccanismi finanziari dell’UE e della BCE. Cosa pensa di questa analisi? in particolare, non ritiene che una patrimoniale finirebbe comunque per rappresentare l’ennesimo prelievo generalizzato di somme dalle tasche lombardo-venete ed emiliano-romagnole per tenere in piedi la traballante unità italiana?

Qualsiasi riforma che in qualsiasi modo incrementi la pressione fiscale rappresenta un danno inaccettabile per il sistema sociale ed economico del Veneto. Abbiamo già dato troppo. Stiamo mettendo a repentaglio la tenuta sociale del Veneto. STOP. I veneti devono capire che ogni euro versato allo stato italiano è un euro tolto ai loro figli.

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13 thoughts on “Passaggio a Nord-Est (14) – Intervista ad Antonio Guadagnini

  1. Dopo il congresso si è creata una frattura … anime diverse, visioni diverse.
    E’ interessante leggere i commenti a vari post sui siti che hanno: offese, accuse reciproche di complotto….insomma questi credono veramente di fare proseliti?
    Devono lavorare sul fattore identitario? riacquistare la consapevolezza di essere popolo?
    Nazione?
    assemo stare…. : )

    • Caro Luca,
      i contrasti interni a VenetoStato sono il sale della democrazia. E’ meglio che i contrasti siano aperti e visibili, piuttosto che coperti e devastanti. Le persone si sfogano, ma l’obiettivo resta il medesimo, radicale e credibilie, e tiene insieme le varie anime del partito. Ho già visto dare per morto VenetoStato almento due volte, e sono ancora vivi e vegeti.
      Quanto al video che hai postato, beh, come si dice, un brindisi, un caffè e una stretta di mano non si negano a nessuno (forse nemmeno ad Hannibal Lecter, purchè te la restituisca, la mano…)
      Stammi bene, Alex

      • Sale democrazia? voci di complotti? offese alla persona? idiozia identitaria?
        Gentlini (cretino) osannato? se leggi certi commenti sui loro siti….un conto è dissentire un conto delegittimare.
        Noto che la vecchia dirigenza era considerata liberale-liberista e aveva un progetto che guardava al divenire…la fazione vincente del congresso di Vicenza (congresso bulgaro)
        tiene molto di più all’identità… che dire? la sigla Vs potrà sopravvivere certo…ma le idee e le innovazioni ? quelle contano molto di più della sigla.
        Avevo simpatia per i” ragionamenti “della vecchia dirigenza…

  2. @ Luca
    Come di consueto (siamo in Veneto, non a caso…), ci sono aspri contrasti.
    Ma le differenze di vedute sono fisiologiche, anzi direi di più, salutari. Quando sembra che si stiano per ammazzare, è il momento in cui “rinascono”. Chissà, staremo a vedere…
    Comunque, quando si parla di indipendenza territoriale è inevitabile che ci sia anche un riferimento identitario, ma ciò non significa di per sè che sia sbagliato, dipende da come lo declini. Puoi scegliere la strada catalana o quella palestinese: a me pare che VenetoStato sia ben inserito nella prima prospettiva, nonostante le fisiologiche contraddizioni in cui si può incorrere.
    Tu vedi il bicchiere mezzo vuoto (anzi, mi pare che non lo vedi nemmeno, eh), io invece trovo che sia in via di riempimento. I mesi a venire diranno chi di noi ha ragione.
    Veneto Stato INDI-PEN-DENTE! 🙂
    Ciao,
    Alex

    • Se ha i tempo leggi “dalla liga alla lega ” di Francesco Jori (magari l’hai già letto).
      Sono formazioni presenti da anni che ad un certo punto (come successe con la liga )
      litigavano per le più svariate ragioni….e poi? raccoglievano le briciole.
      Hanno differenti vedute? ok ma se VS doveva essere il partito dell’indipendenza perchè oggi si offendono e delegittimano a vicenda? le fratture aumentano e qualcuno parla già di un nuovo gruppo/ partito…ecco si torna alle scissioni.
      Identitari/ liberali/ passatisti/ futuristi….in Veneto c’è di tutto da anni, governi (2 ), partiti, movimenti ecc poi quando si mettono insieme cominciano: tu sei liberista! noi vogliamo
      l’identità veneta, noi vogliamo la Serenissima ….i valori su cui si dovrebbe fondare uno Stato contano, non si possono reprimere dicendo: ok dobbiamo lottare per l’indipendenza poi ci scanniamo in Parlamento, le diverse visioni che dovrebbero essere ricchezza sono visioni divergenti.

      Magari a Treviso Vs è abbastanza conosciuto ( a seconda del luogo) ma in altre parti “0”
      assoluto.
      Ma poi che credito si può dare a individui che non litigano per una strategia politica da attuare ma bensì per uno statuto ? cioè non si sanno organizzare tra loro e pretenderebbero di portare il fantomatico “popolo veneto” all’indipendenza?
      Mah…..

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