La banalità al potere

Ettore Pirovano

Dopo che la Consulta ha bocciato la possibilità di detenere il doppio incarico di Sindaco e Parlamentare (aprendo anche ai presidenti di Provincia), finalmente qualcuno comincia a interrogarsi (per la verità noi l’avevamo già fatto più di un anno fa): come è possibile essere sindaco, al nord, ed essere parlamentare, a Roma, contemporaneamente? Non c’è il rischio di svolgere approssimativamente i propri compiti?

La Zanzara ha punzecchiato Ettore Pirovano, deputato e presidente della Provincia di Bergamo, che scioglie qualsiasi dubbio:

Lei riesce facilmente a espletare il doppio incarico?
“Per me non si tratta del primo “doppio incarico”, quando ero presidente del gruppo della Lega al Senato ero anche sindaco a Caravaggio. E le dico che era più difficile a quei tempi perché fare il sindaco comporta più impegni. Ora me la sto cavando abbastanza bene”.

La legge per ora non la obbliga a scegliere.

“La sentenza riguarda i sindaci, ma siccome la legge è uguale per la proprietà transitiva ci dovrei essere anche io”.

Mi descriva la sua settimana tipo.
“Lunedì sempre in provincia, martedì e mercoledì a Roma. Giovedì, venerdì e sabato in provincia”.

Ah, quindi lei rimane solo due giorni a Roma. Ogni tanto salterà qualche seduta.
“In totale siamo in dieci a saltare le sedute perché presidenti di provincia. Su 630 di solito ne mancano più di dieci. Ci sono quelli che si assentano anche perché hanno una professione”.

Due giorni a Roma alla settimana, e tre a Bergamo. E infatti Pirovano dice che se la sta cavando abbastanza bene. Abbastanza bene, capito?

Ma non è finita qui, perché Pirovano ci regala una vera e propria perla:

Io sono molto banale. Seguo quello che mi dice il vertice della Lega. Quando nel 1996 sono arrivato a Roma, eravamo impauriti. Bossi ci ha detto: “Siete delle pedine, vi muovo io. Non immaginatevi di pensare”. Adesso che so di essere libero di pensare, ritengo che sia meglio che decida lui.

Oltre all’ammissione della subordinazione al capo e del verticismo leghista, c’è un elemento interessante. La banalità. La colpa della Lega – che ha avuto conseguenze pessime sia per se stessa che per l’Italia – è stata proprio quella di sdoganare la banalità al governo. Mentre Berlusconi sdoganava i fascisti, e i fascisti sdoganavano Berlusconi, la Lega portava – e porta, soprattutto – al governo di questo paese personalità mediocri, facendo ricorso alla retorica dell’uomo comune, legato al territorio, smarrendo, tra Varese e Verona, qualsiasi idea alta di politica. Tutto il resto, Renzo Bossi padrone della Lega, le caratteristiche del futuro leader leghista – tra le quali “l’istruzione non è essenziale” -, viene a cascata.

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