Ripartire da Bologna

Nell’intervista rilasciata a 24emilia da Pippo Civati – nella quale il Consigliere lombardo parla dell’evento di questo weekend, a Bologna, Il nostro tempo – ci sono alcuni passaggi che toccano da vicino la “questione settentrionale”:

Ma il modello emiliano non è morto?
E’ un modello ancora molto attuale, se si riesce a rinnovarlo Vengo dalla Lombardia, che ha vissuto con forza la stagione del berlusconismo e del leghismo, e non posso che guardare con ammirazione alle vostre terre. L’Emilia si mantiene un luogo dove le diseguaglianze sociali sono meno marcate, dove esiste una cultura che possa far dialogare la politica e il mercato -poiché non è di una landa desolata del socialismo reale che stiamo parlando- è una società molto equilibrata e può senz’altro offrire un modello di sviluppo un po’ diverso. Anche Vasco Errani proporrà questo weekend degli argomenti su cui riflettere e cose da fare, tra cui uno spunto: si parla di abolizione delle province e di chiudere Comuni, l’Emilia-Romagna è uno dei luoghi in Italia dove le nuove Unioni dei Comuni funzionano meglio.

E per conquistare il difficile elettorato del Nord lei invece cosa propone?
Abbassiamo le tasse del lavoro e delle imprese chiedendo di fare uno sforzo a chi può contare su rendite e patrimonio: si tratta di rinunciare a un infinitesimo di una estrema agiatezza per fare ripartire il Paese. Vede, ci troviamo di fronte a un paradosso per cui il giovane e l’imprenditore non sono mai stati così vicini nella storia: il precario è, faticosamente, ogni giorno costretto a reinventarsi e a diventare imprenditore di se stesso. D’altro canto, l’imprenditore dipende da schemi finanziari ed economici globali che lo controllano senza che lui possa liberarsene. Allora è quantomai necessaria una grande riforma fiscale che sia accompagnata dalla svolta tecnologica: cosa dire se fosse il fisco stesso a potere redigere le nostre dichiarazioni dei redditi, avendo agilmente accesso a fatture e prestazioni? Potremmo pagare tutti, con la tranquillità di contribuire ciascuno equamente e di avere dichiarazioni dei redditi che fotografano la realtà.

Ma l’Italia è pronta per ripartire?
Per la prima volta vedo le energie confluire nella stessa direzione. Il dramma peggiore dell’ultimo ventennio è stato senz’altro rendere tutto un enorme luogo comune, un carnaio di mistificazione e di banalità. La semplificazione, di certo necessaria oggi al linguaggio e ai meccanismi di comunicazione del Pd, in realtà in questi anni ha voluto dire impoverimento del linguaggio e dei temi: pensiamo come è stata trattata la vicenda degli stranieri, in modo appunto semplicistico e strumentale che può fare solo comodo alla Lega.

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