Lega Nord, il terremoto che scuote la periferia veneta

La tensione all’interno della Lega, in Veneto, è alle stelle. L’epicentro è Verona, o meglio, l’epicentro è Flavio Tosi, sindaco leghista della città, che pochi giorni fa è stato oggetto delle attenzioni di Umberto Bossi: “Tosi è uno stronzo!”, con tanto di dito medio alzato. Tosi era colpevole di aver raccontato a La Zanzara, il programma radiofonico diretto da Cruciani, il malcontento della base:

Chi sta a Roma ha ruoli di governo in parlamento ed e’ chiaro che per lealta’ istituzionale al Presidente del Consiglio non puo’ dire quello che pensa di Berlusconi. Ma io ho la fortuna di essere sindaco, un ruolo piu’ basso ed esprimo cio’ che penso. L’alleanza Lega-Pdl non l’ho mai messa in discussione, quella del Premier si, perche’ non ho un ruolo nel Parlamento e le mie battaglie sono utili a quelli che stanno a Roma. Non posso dire i nomi ma molti dirigenti della Lega la pensano come me.

Come da circolare Ceausescu, la diretta conseguenza di queste dichiarazioni avrebbe dovuto essere l’espulsione. Ma le colpe di Tosi non finiscono qui: Bossi lo ha anche accusato di aver portato “i fascisti” nel Carroccio.

Marco Alfieri, su La Stampa, ha spiegato questa mattina che, in realtà, il Carroccio

E sempre Marco Alfieri ha previsto ciò che sarebbe successo: nessun danno all’epicentro del terremoto, nessuna espulsione di Tosi – che sarebbe stato il punto di non ritorno – ma forti scosse in tutto il Veneto. Cecchinaggio, la guerra dentro la Lega è ad personam, se punta, se carga, se spara come in un film di Tomas Millian, scrive La Nuova Venezia:

Ieri sono caduti sette militanti di Chioggia, degradati da militanti a semplici sostenitori (non potranno più votare nei congressi), altri cadranno nei prossimi giorni sul fronte dei combattimenti tra tosiani e bossiani. […] Oggi il segretario nazionale (regionale) Giampaolo Gobbo riceverà una raccomandata da uno di questi fucilati, l’ex assessore alla provincia di Venezia, il chioggiotto Massimiliano Malaspina, in cui gli si contesta criteri e norme della decimazione, la violazione dello statuto della Lega. Sembra una lagna, ma non lo è, gli avvocati ingaggiati dai reprobi valutano l’ipotesi di inficiare lo statuto leghista: se i vertici non lo rispettano, o se ne vanno loro o se ne va lo statuto. Quest’ultima ipotesi, per quanto surreale, sembra la più praticabile.

«In più i gobbiani ragionano così: se si va al rinnovo del Parlamento con l’attuale legge, sarà ancora Gobbo a decidere chi entra il lista, se al posto suo c’è Tosi il meccanismo frana miseramente e i vincitori di oggi sono gli sconfitti di domani. Bisogna sterilizzare i contrari, metterli fuori gioco, a segretario garantito sono garantite anche le careghe. La pedagogia è quella della paura, la fedeltà si basa sulla sottomissione al ricatto di una possibile mancata conferma».

Tra epurati e scontenti, la storica sezione di Chioggia si è ritrovata commissariata e semideserta: eravamo in 300 in sezione, ora sono asserragliati in sette, il cugino del commissario, la moglie, due figlie, tre compari.

E vi interessa sapere chi è il commissario? Paolo Pizzolato, l’amministratore unico di Veneto Agricoltura in rapporto di corrispondenza con il direttore generale di Veneto Agricoltura Giorgio Bonete che a sua volta corrisponde con la moglie Francesca Zaccariotto, presidente della provincia di Venezia. Un curioso legame “di sangue”, che avevamo già raccontato in Un Po di contraddizioni.

Inutile dirlo, epura oggi, espelli domani, il partito si svuota e i militanti cercano risposte altrove, tra i due estremi: torna di moda l’indipendenza e una maggiore domanda di politica, con l’Italia ancora unita.

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2 thoughts on “Lega Nord, il terremoto che scuote la periferia veneta

  1. Bei tempi quando Comencini rivendicava l’autonomia della prima lega : Liga veneta! quando un giovane Tosi insieme a Zaia seguì il gran capo Gobbo (penso uno dei pochi dirigenti lighisti) che seguì Bossi ….

    su una cosa ha ragione Bossi, ossia che Tosi ha portato i fascisti in lega (magari è da loro che Bossi e altri imbecilli tipo Borghezio hanno imparato a ragionare).

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