Canton e Taricco, stessa faccia stessa razza?

In questi giorni sta suscitando curiosità, imbarazzo e divertimento (a seconda dei punti di vista) quello che sta succedendo all’interno della Lega Nord, in particolare in relazione alla vicenda della nomina del segretario provinciale. Sapete già come è andata, Canton è stato imposto dal capo che ha deciso di ignorare le indicazioni della sua base, anzi, le ha apertamente sconfessate. Di più, non c’è stato neanche il voto perché il nuovo segretario è stato nominato dal presidente dell’assemblea dei delegati per paura che dalle urna uscisse qualcosa di poco gradito. Che non ci fosse tutta questa democrazia all’interno delle Lega è una cosa che avevamo già intuito, ma il legame indissolubile tra la base e i suoi vertici aveva sempre evitato qualsiasi tipo di problemi. La Lega però sta reagendo male alla situazione imprevista, quella in cui la base qualcosa da dire sui suoi vertici ce l’avrebbe. È notizia di pochi mesi fa la vera e propria dèbacle che la Lega ha subito alle elezioni amministrative in provincia di Varese, situazione che avrebbe dovuto dare indicazioni precise ma che la Lega è ancora impreparata ad affrontare. Il dissenso interno non è mai stato previsto e, di fatto, non è tollerato.

Alle stesse latitudini c’è un altro partito, il PD, che in provincia di Varese raccoglie gli stessi voti della Lega, anzi di più, ma che nell’immaginario collettivo relativo al varesotto viene sempre considerato come un partito minore. Un’ingiustizia? Forse no. L’anno scorso si sono svolte le elezioni per il segretario provinciale e il vertice del partito ha deciso di proporre alla sua base un solo nome, prendere o lasciare. Il partito che si fa vanto di aver introdotto le primarie nel nostro paese imponeva ai suoi iscritti una sola possibilità e una sola lista, come fossero le elezioni di una qualche sperduta provincia sovietica. La differenza con quanto successo alla Lega è che le elezioni, per quanto ridicole, ci sono state comunque, e la valanga di schede bianche (compresa la mia) non poteva quindi impedire l’elezione di Taricco a segretario provinciale del PD. La base però non si è ribellata apertamente come quella della Lega, forse per maggiore senso di responsabilità o maggiore rassegnazione, bisognerebbe indagare. È probabile anche che Taricco sia meno sgradito ai tesserati del PD di quanto mediamente Canton lo sia ai leghisti, ma questo cambia poco la situazione, perché la domanda rimane: siamo in una situazione tanto diversa?

Ivan Vaghi

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2 thoughts on “Canton e Taricco, stessa faccia stessa razza?

  1. Beh, direi proprio di sì: a Varese non è venuto Bersani a imporre il candidato e a ordinare ad altri di ritirarsi. I distinguo tra i 2 partiti ci sono eccome, e la scelta del candidato unico nel PD è venuta fuori anche su una serie di discussioni che cmq si sono tenute. Diciamo che chi avrebbe voluto candidarsi più che sentirsi chiedere un passo indietro, non si è visto incoraggiato. Anch’io avrei preferito però una competizione tra più nomi e il paragone tra Lega e PD l’ho sollevata (http://pdvedano.blogspot.com/2011/10/un-passo-indietro-un-passo-avanti.htmlhttp://pdvedano.blogspot.com/2011/10/lega-la-democrazia-messa-in-un-canton.html).
    In ogni caso, la notizia eclatante in sé non è tanto il fatto che nella Lega sia stato imposto qualcuno da Bossi, perché questo è sempre avvenuto: la notizia è la protesta dei militanti, che prima non c’è mai stata in maniera così ampia.

  2. il paragone mi pare proprio campato in aria. Non mi ricordo esattamente il regolamento congressuale, ma bastavano poche firme (30?) per contrapporre altre candidature a quella di taricco. C’è stato un accordo tra le varie anime, diciamo così, ma chi voleva poteva presentarsi. Se bisogna lamentarsi, bisogna farlo prima su stessi. Mi pare più onesto, intellettualmente parlando. Ciao Andrea
    Ps: da quando c’è il Pd, in provincia di Varese la Lega ha sempre preso più voti(politiche 2008, europee 2009, regionali 2010). Non che la cosa mi piaccia, ma mentirsi sulla realtà che viviamo non è mai il modo migliore per fare politica, o qualsiasi altra cosa del resto.

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